N.d.A.

Non dovete ascoltarci. Non abbiamo nulla da dire. Perché dovremmo dire qualcosa? N.d.A. è un’associazione che decide di non prendere nome poiché, se nelle associazioni ci si prefigge uno scopo comune, questo scopo in N.d.A. non ha contenuto [*]. Perché fare N.d.A. allora? Perché costituire un contenitore vuoto? Prima di tutto ciò che si può dire, in N.d.A. l’importante è trovare qualcuno che lo dica: possibilmente a qualcun altro. Un contenitore vuoto è l’ideale per dire cose, se quel contenitore è fatto di persone che possono comunicare ed esprimersi. La prospettiva di N.d.A. è quella di una struttura di interazioni tra ricerche fra le più disparate, nella convinzione che la più forte diversità possa essere origine del maggior confronto o, banalmente, del più pressante stimolo. Di fronte ai nostri lavori incompleti il fine è raggiungere la fine; davanti a ciò che è già finito, dare un indirizzo alla materia già data. Trovare l’elemento mancante dell’alchimia, questa è N.d.A.
N.d.A. è dunque la sintassi di un discorso che troverà le sue parole al di fuori di un vocabolario prestabilito, senza però l’opprimente esigenza di costruire a tutti i costi un neologismo dietro l’altro. Pittura, scultura, scrittura, fotografia, video, teatro… questi sono gli elementi della nostra grammatica; noi baderemo più che altro a stabilire una punteggiatura vagamente adeguata.

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