PON(te)ATRO Rassegna Teatrale

 

Rassegna di teatro all’interno del bando territoriale di Fondazione Cariplo  progetto quartIERI OGGI DOMANI;
​Alma Rosé- ArtePassante, mezzanino ferroviario di Repubblica;
27 gennaio ore 18.00: C’era un’orchestra ad Auschwitz
​24 febbraio ore 18.00: Carta Canta
3 marzo ore 18.00: Lucis in Fundo

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PON(te)ATRO  è una rassegna di teatro, inserita all’interno del bando territoriale di Fondazione Cariplo che la compagnia Alma Rosé ha vinto con il progetto quartIERI OGGI DOMANI. Il progetto vuole andare a connettere i due Quartieri sui quali la compagnia opera:Porta Venezia e Repubblica andando in questo modo ad ampliare l’offerta culturale e valorizzare i luoghi del territorio milanese.Andare a teatro significherà andare a piedi o in bicicletta da un Quartiere all’altro. La Rassegna è concepita per animare il territorio e per permettere di conoscere un altro Quartiere.

Il cuore della rassegna sarà la sala Alma Rosé- ArtePassante, situata nel mezzanino ferroviario di Repubblica. La rassegna sarà composta da tre spettacoli scritti e diretti dalla compagnia Alma Rosé, gli incontri saranno domenica pomeriggio alle 18.00.

Artepassante è un progetto (o un contenitore, una piattaforma – vanno bene tutti e tre
questi termini) culturale e artistico promosso dall’Associazione Le Belle Arti che quindi
è Capofila del progetto. All’interno del progetto operano in rete, ma con piena autonomia culturale e artistica, più di 22 realtà formative e associative.

GLI SPETTACOLI


  • 27 gennaio: C’era un’orchestra ad Auschwitz

Era il Gennaio del 1944 quando Fania Fenélon fu deportata ad Auschwitz e poiché sapeva cantare e suonare il pianoforte, entrò a far parte dell’orchestra femminile del campo, l’unica che sia mai esistita in tutti i campi di concentramento nazisti, che aveva il compito di accompagnare le altre prigioniere al lavoro e suonare per gli ufficiali SS. Ad Auschwitz, Fania conobbe Alma Rosé, nipote di Gustav Mahler ed eccezionale violinista a cui era stata affidata la direzione dell’orchestra.  Il rapporto che si snoda tra le due donne, il loro dialogo, ci restituisce due visioni, due modi diversi di vivere la musica all’interno del lager. Per Fania suonare è solo un mezzo per sopravvivere, perché le orchestrali non partecipavano alle selezioni per la camera a gas, e sopravvivere significa poter testimoniare. Per Alma, invece, suonare è un fine, il fine supremo su cui ha costruito la sua vita, la sua identità. Suonare in maniera eccellente, a qualsiasi prezzo. Non solo un ritratto della vita del campo, di una delle pagine più nere della nostra Storia, raccontata attraverso la vita privata di due donne, ma quello che Fania ci racconta è anche un’occasione di riflessione sul rapporto tra Arte e Vita, un tema che supera la dimensione storica e ci rimanda al nostro presente.

con Annabella Di Costanzo ed Elena Lolli
riscrittura testo teatrale di Claudio Tomati
progetto musicale Mauro Buttafava

 

  • 24 febbraio: Carta Canta

Manuel Ferreira, artista argentino da vent’anni in Italia, insieme a Massimo Latronico, musicista e fondatore dell’Orchestra multietnica di Via Padova di Milano, ci portano con le Parole e la Musica a parlare di diritti, di cittadinanza, di cittadini di di Seconda generazione. Ma “seconda” cosa? Che vuol dire? Sono i figli degli immigrati, nati o cresciuti in Italia, che hanno fatto scuole italiane, studiato italiano, tutto italiano o quasi, ma non Cittadini italiani, non legalmente o non in automatico.

Testo e Regia di Manuel Ferreira ed Elena Lolli
Con Manuel Ferreira
Musiche dal vivo Massimo Latronico

 

  • 3 marzo: Lucis in Fundo

Nell’arco di una notte una donna cerca di fare addormentare il proprio figlio e ripercorre come un fiume in piena la sua prima esperienza di madre.E’ una lunga notte. La stanzetta dei giochi del figlio diventa sogno, incubo, verità. Diventa la scatola magica. Diventa un viaggio dentro se stessa. Affiorano i ricordi, le paure, il senso di inadeguatezza ,le voci di quel coro pressante di parenti e amiche sempre pronti a dare consigli, ricette, a giudicare al primo errore. Lucis è una confessione di smarrimento,  che accompagna tutti i grandi cambiamenti che attraversano la nostra vita, tra cui la nascita un figlio. E’ riscoprirsi lontano da quella immagine perfetta di mamma, da quell’incantamento retorico che tanto strega le donne, e anche gli uomini, al punto che spesso, le madri si sentono in colpa di non essere perfette.

Scrittura e regia di Annabella di Costanzo, Manuel Ferreira ed Elena Lolli
Con Annabella di Costanzo

PON(te)ATRO sarà inoltre l’occasione per permettere di riscoprire e valorizzare a un pubblico più vasto, diverse emergenze culturali dei due territori favorendo la crescita della sala Alma Rosé- ArtePassante come centro di produzione culturale e di formazione.

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