Le opere di Joaquín Sorolla, il pittore della luce

Ecco chi era Joaquín Sorolla, l’artista spagnolo che sapeva dare forma alla luce all’interno dei suoi quadri

La luce mette in risalto ogni colore, la pennellata si fa più luminosa, la traccia di colore più vivida, dando l’effetto di un raggio di sole che filtra dalla coltre di nubi e rende improvvisamente più acceso il mondo ai nostri occhi.

Sono stati molti i pittori che hanno cercato di rappresentare la luce, ognuno con una propria tecnica distintiva e il proprio stile, oggi vogliamo raccontarvi come ha scelto di farlo un grande artista valenciano, Joaquín Sorolla.

Joaquín Sorolla: storia e formazione del pittore della luce

Joaquín Sorolla Bastida è nato a Valencia nel 1863 e fin da subito la sua vita è stata molto difficile e dolorosa, infatti entrambi i suoi genitori morirono quando l’artista aveva solo due anni. A prendersi cura di lui ci pensò la zia materna. 

La passione per il disegno lo ha accompagnato per tutto l’arco della sua vita, tanto da indurlo a perfezionare la sua tecnica in una scuola serale di disegno e nella Scuola Superiore di Belle Arti di San Carlo mentre lavorava insieme allo zio.

Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni dove, però, passò inosservato a causa del clima accademico piuttosto rigido che regnava sovrano nell’arte spagnola del tempo, finché nel 1884 arrivò il suo primo riconoscimento ufficiale all’ Esposizione Nazionale con il famoso quadro Defensa del Parque de Artillería de Monteleón, un’opera decisamente tetra rispetto alle sue future realizzazioni, che però gli consentì di vincere la sua prima medaglia. “Qui per farsi conoscere e vincere una medaglia occorre dipingere morti». Confidò ad un amico, e in effetti fu davvero così.

Ben presto il suo successo a Valencia comincio a crescere, trascorse un periodo a Roma e Parigi, dove perfezionò la sua arte, e le sue opere presero sempre di più uno stampo impressionista.

Tornò in Spagna, a Madrid, per un periodo, ma ben presto ricominciò a viaggiare e portare la sua arte luminosa in giro per il mondo, arrivando anche in Inghilterra e in America, accompagnato dalla moglie, nonché musa ispiratrice di molte sue opere, Clotilde Garcìa Castillo.

Joaquín Sorolla subì un infarto mentre stava dipingendo nel 1923 e morì il 10 agosto 1923, ma la sua influenza non morì con lui e continuò a vivere negli artisti postumi.

Il luminismo di Joaquín Sorolla

Lo stile di Joaquín Sorolla viene definito “luminismo”, perché il suo tratto distintivo era proprio quello di rappresentare la luce o l’impressione che questa riusciva a lasciare nel suo sguardo, in questo ovviamente subì l’influenza impressionista del suo periodo parigino. 

Tra le opere che rappresentano al meglio il suo stile, possiamo trovare:

Donne che camminano sulla spiaggia

L’abito candido mosso dal vento, le onde del mare spumeggianti, il volto illuminato dalla luce del sole, tutto questo rappresenta a pieno lo stile luminista dell’artista, che riesce a donare non solo luce alla sua opera, ma un dinamismo efficace, rappresentando la brezza marina che muove gli abiti delle due protagoniste.

Donne che camminano sulla spiaggia quadro
Donne che camminano sulla spiaggia, Joaquín Sorolla – artepassante.it


Lavaggio del cavallo

In questo caso, la luce viene riflessa sul manto del cavallo bianco ancora bagnati solo il bagno nel mare, ma anche sulla pelle dell’uomo che lo conduce, a sua volta bagnata dall’acqua. Il mare torna spesso nelle opere di Joaquín Sorolla, probabilmente perché l’acqua, più di qualsiasi altro elemento o soggetto, riesce a riflettere la luce e consente di osservarla e rappresentarla al meglio.

Triste eredità

L’opera rappresenta bambini disabili portati da un prete a fare il bagno al mare. Questo quadrò consentì a Joaquín Sorolla di vincere il Grand Prix al salone di Parigi del 1900, arrivando a battere addirittura Klimt.

Anche in questo caso, la luce regna sovrana, e crea un contrasto particolare con i colori scuri dell’acqua e degli indumenti del prete. I colori ci suggeriscono che che si tratta del tramonto.

Triste eredità quadro
Triste eredità, Joaquín Sorolla – artepassante.it


Riparare la vela

In questo quadro, alcune donne stanno riparando una vela bianca sotto a un pergolato. Il quadro si sviluppa in una fuga prospettica in cui, ancora una volta, la luce rende tutto più magico.

Sarà per il colore candido della vela che ben si presta per esaltare la luminosità, oppure per le foglie che filtrano i raggi del sole, ma l’opera ancora una volta di si dimostra densa di luce.

Istantanea Biarritz

Qui troviamo la sua Clotilde, ovvero la moglie e musa ispiratrice di Joaquín Sorolla. La donna sta scattando una fotografia con una macchina Kodak mentre siede vestita di bianco su un promontorio in tutta la sua luminosa semplicità.

Parete dell’Hispanic Society di New York

Il periodo americano dell’artista cominciò a New York, dove nel 1909 il curatore dell’Hispanic Society di New York organizzò una mostra a lui dedicata.

Tre anni dopo questa mostra, che decretò il suo successo americano, lo stesso curatore gli commissionò la decorazione delle pareti della Biblioteca dell’Hispanic Society, in cui voleva si potesse cogliere la vera anima della Spagna, anche a così tanti km di distanza.

Joaquín Sorolla riuscì nel suo intento, realizzando un’intera parete di quadri luminosi in grado di rendere pienamente giustizia alla cultura spagnola, alla sua luce e ai suoi colori. Per terminare quest’opera complessa ed elaborata, l’artista impiegò ben sette anni.

Riflesso nella fontana 

La luce e i suoi riflessi, come abbiamo già visto, riuscivano ogni volta a guadagnarsi tutta l’attenzione dell’artista, e questo quadro probabilmente è l’esempio più calzante di questa sua predisposizione.

L’opera, infatti, è una sorta di fotocamera puntata sulla superficie dell’acqua di una fontana, in cui la realtà si specchia mostrando un riflesso luminoso e leggermente distorto. Proprio come avviene all’interno del quadro Maria en los jardines de La Granja.

 

Possiamo dire, quindi, che l’arte di Joaquín Sorolla non si svolse mai al chiuso, neanche quando si trattava di realizzare ritratti, questo perché per lui non poteva esistere arte senza la luce del sole pronta a creare riflessi e accentuare colori. 

Joaquín Sorolla realizzò la bellezza di 2.200 opere ed è considerato un vero e proprio innovatore della pittura spagnola, che ha saputo declinare a suo modo l’impressionismo e rendere unico e distintivo il suo stile, viaggiando e facendo scoprire le sue opere anche dall’altra parte del mondo.

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