Affitti, cambia tutto: adesso hai la casa anche senza stipendio grazie alla F.B.

È possibile avere la casa in affitto anche senza stipendio. Ecco lo strumento che non ci inserisce tra gli inquilini potenzialmente morosi.

Per chi decide di affittare il proprio immobile, il sogno è quello di trovare un inquilino con un’entrata stabile che, quindi, possa assicurare il pagamento puntuale della retta mensile. Tuttavia, avere una busta paga non è l’unico modo per stipulare un contratto di locazione. Esistono numerose alternative che un potenziale inquilino può offrire come garanzia al locatore, anche senza avere uno stipendio fisso. Scopriamole insieme.

Affitto senza busta paga
Avere una casa in affitto anche senza stipendio: si può- (Foto: Web 365 Srl) – (Artepassante.it)

Uno dei problemi più diffusi nei contratti di locazione in Italia è la morosità. Per proteggersi da questa eventualità, molti proprietari preferiscono affittare solo a chi può dimostrare un reddito fisso, come una busta paga, che attesta la capacità di pagare regolarmente il canone.

Ovviamente, tutto questo non pone una certezza sulla effettiva possibilità di ricevere pagamenti precisi e puntuali. Ma, di certo, è considerata una sicurezza in più. Va comunque detto che la legge non impedisce a disoccupati, precari o lavoratori part-time di prendere in affitto un immobile. La chiave è che il potenziale inquilino possa fornire adeguate garanzie di pagamento.

Affitto senza busta paga

Gli inquilini senza reddito fisso possono comunque affittare una casa offrendo altre garanzie al locatore. Una delle soluzioni più comuni è quella di presentare un garante o co-firmatario del contratto di locazione. Questa persona si assume la responsabilità di pagare il debito in caso di inadempimento da parte dell’inquilino.

Affitto senza busta paga
Affitto senza busta paga: i metodi a disposizione – (Foto: Canva)- (Artepassante.it)

Le garanzie offerte dal garante possono essere di due tipi: una che consente al locatore di chiedere il pagamento direttamente al garante senza intraprendere azioni legali contro l’inquilino, e un’altra che interviene solo dopo il fallimento di un’azione legale contro l’inquilino moroso.

Se invece si opta per un contratto co-firmato, ci saranno due conduttori ufficiali: l’inquilino e il garante. In questo caso, il proprietario può agire legalmente sia contro l’inquilino che contro il garante. Un’altra opzione per tutelare il locatore è l’uso di assicurazioni specifiche che coprono la morosità. Queste polizze garantiscono al locatore il pagamento del canone anche in caso di inadempimento dell’inquilino. Inoltre, il locatore può richiedere una cauzione o un anticipo di tre mensilità al massimo, che servono a coprire eventuali danni all’immobile o come compensazione delle ultime mensilità dovute alla scadenza del contratto.

I locatori più scettici possono anche richiedere e ottenere una certificazione dalla banca che attesti la solidità del conto corrente dell’inquilino. La cosiddetta fideiussione bancaria è, quindi, una certezza in più su cui il locatore può poggiare le proprie basi di incasso mensile. Presentare la dichiarazione dei redditi degli ultimi due o tre anni può anche servire come prova di entrate sufficienti per sostenere l’affitto.

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