Apre a Mestre CIRCUIT: nuovo hub per arte digitale e nuovi media con spazio espositivo e bookshop

Mestre si prepara a ospitare qualcosa di inedito: CIRCUIT, un nuovo spazio dedicato all’arte digitale e ai nuovi media. Non una semplice galleria, ma un laboratorio pulsante di ricerca e formazione, dove l’innovazione si fa protagonista. Due sedi, vicine ma distinte, raccontano questa sfida. Calle del Gambero 18 accoglie 100 metri quadri di esposizioni, mentre in Via Giordano Bruno 31 si sperimenta in una project room più intima. Dopo due anni di lavori, questo progetto rinasce in una zona chiave della terraferma veneziana, pronta a cambiare volto.

Dietro CIRCUIT, un’intuizione tra arte e tecnologia

Dietro questo progetto c’è una guida d’eccezione: Herwig Egon Casadoro-Kopp, artista e filosofo austriaco noto come HECK. La sua specialità? L’impatto delle nuove tecnologie sull’arte e sulla società contemporanea. È lui a dirigere la piattaforma che si propone di esplorare a fondo la storia e il futuro dell’arte digitale e dei nuovi media. Al suo fianco un Comitato organizzativo formato da Elena Casadoro Kopp e Francesca Fungher, fondatrici dell’agenzia CASADOROFUNGHER, e da Andrea M. Campo. Nata nel 2025, CIRCUIT nasce dal connubio tra una visione artistica e un approccio curatoriale, con l’obiettivo di raccontare e approfondire la rivoluzione digitale e il suo impatto sulla creatività.

Gli spazi di CIRCUIT: tra mostre e sperimentazione

Il centro principale di CIRCUIT, in Calle del Gambero 18, ospita le esposizioni più importanti in uno spazio di 100 metri quadri, proprio nel cuore di Mestre. Poco distante, in Via Giordano Bruno 31, la project room offre uno spazio più intimo, dedicato a installazioni e interventi sperimentali. Dietro questa doppia sede c’è anche un ambizioso progetto sociale: diventare un punto di riferimento per la comunità locale e contribuire, attraverso la cultura digitale, a far rinascere una zona spesso dimenticata. Oltre alle mostre, CIRCUIT avrà un bookshop specializzato con pubblicazioni di arte contemporanea e ospiterà la redazione della rivista art-frame, che si trova negli uffici al piano superiore. Il calendario prevede presentazioni di libri, incontri e corsi pensati per approfondire l’arte digitale e il suo ruolo nella società di oggi. La collana CIRCUIT di art-frame books aggiungerà volumi dedicati ai nuovi media, allargando così l’offerta culturale.

SUNBURN: la mostra che apre CIRCUIT con uno sguardo sul corpo digitale

Sabato 11 aprile 2025, CIRCUIT ha inaugurato la sua attività con SUNBURN, mostra curata da Laura Cocciolillo e interamente prodotta dal centro. La rassegna presenta nove opere di Federica Di Pietrantonio, giovane artista romana che mescola pittura, installazione e video, creando un dialogo intenso con il linguaggio digitale. Nota per la sua partecipazione a eventi come la Quadriennale di Roma e il MACRO, Di Pietrantonio indaga il digitale partendo dall’esperienza del corpo. SUNBURN diventa così una metafora: essere connessi online è come stare esposti alla luce di uno schermo, che illumina ma al tempo stesso consuma. La mostra mette sotto la lente il rapporto tra corpo umano, tecnologia e spazi virtuali, con un percorso che si estende anche alla project room, dove un ambiente installativo amplifica temi come immagini videoludiche, economia virtuale e voglia di evasione. L’esposizione è accompagnata da una serie di multipli d’artista ispirati all’opera The Edge of Collapse e da una pubblicazione omonima edita da art-frame books, con saggi di Casadoro-Kopp e altri esperti, che arricchiscono l’esperienza visiva con riflessioni critiche.

CIRCUIT, motore culturale per Mestre e oltre

CIRCUIT si fa subito spazio nel tessuto culturale di Mestre, proponendosi non solo come luogo di esposizioni, ma anche come centro di confronto e formazione sui nuovi media. Qui artisti, studiosi e pubblico possono capire meglio come il digitale influenzi la vita di tutti i giorni. Con la sua programmazione, il bookshop e la casa editrice, CIRCUIT ha un ruolo dinamico, capace di dare vita a iniziative regolari. Il progetto dà nuova vita a spazi commerciali abbandonati, dimostrando che l’arte digitale può essere un modello di rigenerazione urbana e culturale. Questo laboratorio permanente punta a diventare un punto di riferimento per chi crea, studia o semplicemente vuole scoprire le culture digitali, mettendo Mestre al centro di una frontiera dell’arte contemporanea.

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