In via Santo Stefano 43, a Bologna, Palazzo Vizzani Lambertini Sanguinetti si staglia con la sua maestosità, testimone silenzioso di secoli intrecciati tra storia e arte. Non è soltanto un edificio elegante, ornato da decorazioni ricche e raffinate, ma un palcoscenico dove nobili famiglie e artisti hanno lasciato il segno. Oggi, le sue stanze vibrano di nuova vita grazie ad Alchemilla, un’associazione no profit che dal 2019 promuove l’arte contemporanea. Tra le ultime novità, c’è stato Federico Grilli, giovane artista emergente, che ha abitato e creato proprio qui, immergendosi in un dialogo tra passato e presente.
Palazzo Vizzani: storia e arte a ogni angolo
Il nome del palazzo richiama le tre famiglie nobili che lo hanno abitato nei secoli: Vizzani, Lambertini e Sanguinetti. Costruito con grande attenzione ai dettagli artistici, conserva al suo interno affreschi e decorazioni firmate da maestri del Rinascimento e del Neoclassicismo. Nel Cinquecento, artisti come Orazio Samacchini, Lorenzo Sabbatini, Pellegrino Tibaldi e Tommaso Laureti hanno decorato le sue sale con scene mitologiche e allegoriche, intrecciando mito e simbolismo. Due secoli dopo, il palazzo ha accolto nuovi cicli pittorici a tema campestre realizzati da Carlo Lodi e Felice Giani, protagonisti della pittura italiana del Settecento.
Queste opere raccontano non solo la storia dell’arte, ma anche l’evoluzione dei gusti delle famiglie che le hanno commissionate. Oggi Palazzo Vizzani ospita abitazioni private e uffici, mentre una parte importante degli spazi è affidata ad Alchemilla, che li usa per eventi culturali e residenze artistiche. La scelta di stabilirsi qui non è casuale: un modo per tenere insieme passato e presente, valorizzando la tradizione e spingendo la creatività contemporanea.
Alchemilla e le residenze per artisti emergenti
Dal 2020, Alchemilla porta avanti il programma Residenze-Studio, dedicato soprattutto ai giovani artisti. L’obiettivo è sostenerli nel lavoro, promuovere ricerche innovative e creare un dialogo tra artisti, curatori e pubblico. Tutto questo prende vita negli spazi unici di Palazzo Vizzani, dove gli artisti vivono e lavorano per alcune settimane, seguiti da curatori che li accompagnano nello sviluppo delle loro idee.
La quinta edizione si è appena conclusa con il progetto di Federico Grilli, scelto attraverso il Premio Zucchelli, riservato agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il programma è sostenuto da importanti realtà come la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione Zucchelli. Prima di Grilli, sono passati da qui altri artisti come la performer Flavia Zaganelli e Friedrich Andreoni, sempre sotto la guida di curatori di rilievo nel panorama contemporaneo.
Questo progetto risponde a due esigenze: offrire agli artisti tempo e spazio per la ricerca, e rafforzare la rete cittadina delle residenze artistiche, facendo di Bologna un polo dinamico per la cultura d’avanguardia. Alchemilla si conferma così un attore chiave nella promozione di nuove forme espressive, favorendo un confronto aperto tra artisti, curatori e pubblico.
“Un agosto durato troppo a lungo”: la mostra di Federico Grilli a Palazzo Vizzani
La mostra personale di Federico Grilli, “Un agosto durato troppo a lungo”, nasce proprio dal periodo di residenza nel palazzo. Aperta fino al 15 marzo 2026 e curata da Margherita Arduini, ruota attorno all’idea di un tempo sospeso: quello che si vive alla fine dell’estate, quando ricordi e attese si confondono in una sorta di limbo. Grilli indaga la memoria infantile, ispirandosi a storie di vacanze inventate o amplificate, raccontate con fantasia e un pizzico di finzione.
Questa riscrittura del passato è centrale nel lavoro dell’artista, che riflette sul ruolo della fantasia nell’arte. Se da un lato può sembrare un eccesso da contenere, dall’altro è uno strumento fondamentale per creare immagini e narrazioni alternative alla realtà. Le sue sei installazioni, distribuite nelle sale storiche del palazzo, si presentano come frammenti di racconto.
Gli ambienti si trasformano così in spazi di memoria e immaginazione, spesso immersi in luci soffuse o in penombra. Il risultato è un’atmosfera di apparizioni intermittenti, tra presenza e assenza, che restituisce un paesaggio mentale fatto di tempo dilatato e immagini riemerse dall’infanzia. Il dialogo tra l’arte contemporanea e l’architettura cinquecentesca crea un incontro suggestivo, dove il passato lascia spazio a nuove storie.
Federico Grilli tra realtà e immaginazione
Nel suo lavoro, Federico Grilli esplora quel sottile confine tra realtà e finzione, soprattutto nei ricordi dell’infanzia. Si concentra su come la fantasia possa riscrivere gli eventi, modificandone la percezione e mettendo in discussione la natura stessa delle immagini della memoria. Questo approccio dà ai suoi lavori un valore personale ma anche universale, perché tocca un tema che riguarda chiunque abbia vissuto l’ambiguità tra realtà e sogno.
La mostra coinvolge i sensi con elementi multimediali e installazioni che creano un’esperienza immersiva. Lo spettatore è invitato a riflettere sulla propria percezione del tempo e dei ricordi. Grilli usa materiali diversi, dalla stampa fine art ai magneti, dall’acciaio al legno, passando per video e opere in alluminio e argento, creando un’atmosfera eterea e meditativa.
Gli oggetti e le immagini nello spazio di Palazzo Vizzani diventano così un modo per dare forma a ciò che spesso sfugge: ricordi ed emozioni che plasmano chi siamo. La relazione tra forma, materia e immaginazione è al centro di questa residenza, che fonde tradizione, innovazione e introspezione personale.





