L’arte è una fede, un dialogo senza fine. Parola di Franko B, artista e curatore che ha messo in moto un progetto vibrante al Parco Arte Vivente di Torino. Qui, studenti e artisti dell’Accademia Albertina di Belle Arti si confrontano con temi che non si possono ignorare: l’ambiente, la società, il futuro. La mostra, aperta da metà marzo a fine aprile, è più di una semplice esposizione. È il primo segnale di ARWE – Art Research World Expo Turin 2026, un evento internazionale destinato a trasformare Torino in un laboratorio pulsante di creatività e innovazione. La città si prepara a un cambiamento che va oltre l’arte, che parla di ricerca e di mondo.
Dal 16 marzo al 26 aprile il PAV di Torino ospita “In Between Places You Can Find Me”, mostra curata da Franko B insieme all’Accademia Albertina di Belle Arti. Sono esposte opere di artisti emergenti che esplorano il rapporto tra mondo umano e non umano, unendo ecologia, società e arte contemporanea. L’obiettivo è aprire un dialogo con chi visita, grazie a una varietà di espressioni creative. Gli autori, tutti dell’Accademia torinese, rappresentano una nuova generazione che usa linguaggi e strumenti innovativi per riflettere sul presente.
Le opere, tra sculture, installazioni, performance e videoarte, mettono in discussione stereotipi, crisi ambientali e rapporti sociali con approcci freschi e originali. Il progetto si presenta come un ponte verso temi più ampi che saranno al centro dell’Art Research World Expo di maggio. Non si tratta solo di una mostra, ma di uno spazio aperto al confronto tra giovani artisti e un pubblico attento alle sfide dell’arte contemporanea.
ARWE – Art Research World Expo, guidato da Salvo Bitonti, è il risultato di un percorso nato con INAR – Italian Network of Artistic Research, un progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il PNRR. Questo network coinvolge le istituzioni AFAM, cioè quelle di alta formazione artistica, musicale e coreutica italiane, con lo scopo di promuovere la ricerca artistica a livello internazionale e favorire scambi culturali sostenibili.
Bitonti sottolinea come la ricerca artistica non sia solo una questione estetica, ma abbia un ruolo profetico, capace di anticipare scenari futuri e nuovi modi di vivere insieme. Avvicinare il pubblico a queste nuove forme significa aprire finestre su possibili realtà diverse. ARWE vuole essere un luogo dove istituzioni, artisti, studiosi e comunità si incontrano, dando vita a un sistema dinamico che unisce arte, scienza e innovazione.
L’evento, in programma dal 25 al 30 maggio 2026 a Torino, punta a diventare un punto di riferimento globale, con partecipanti provenienti da oltre 30 paesi di tutti i continenti. Saranno presentati progetti multidisciplinari, performance e ricerche capaci di parlare a un pubblico molto vario.
ARWE 2026 farà di Torino un grande laboratorio culturale. Tra i luoghi coinvolti ci sono le Residenze Reali Sabaude – come Villa della Regina e Palazzo Carignano – custodi della storia piemontese, che apriranno le porte a mostre ed eventi speciali. Anche fondazioni private come la Sandretto Re Rebaudengo e l’Accorsi-Ometto contribuiranno con esposizioni e attività collaterali.
Importante sarà la partecipazione di musei di rilievo come il Museo Egizio, che arricchirà il programma con un’offerta che mette insieme passato e presente. A questi si aggiungono sedi dedicate alla fotografia e all’arte contemporanea, come la Camera – Centro Italiano per la Fotografia. Saranno organizzati anche laboratori, momenti di approfondimento e occasioni di networking pensati per favorire lo scambio internazionale e la collaborazione tra accademie e istituzioni culturali.
Questo intreccio di spazi artistici e monumenti storici darà vita a un calendario di eventi e installazioni che attireranno visitatori da tutto il mondo, coinvolgendo anche i torinesi interessati alle nuove tendenze artistiche.
Prima dell’appuntamento di maggio, Torino ospita una serie di eventi che anticipano il clima e i temi di ARWE. Tra questi, spiccano i workshop su Concept Art e Stop Motion, dove gli studenti dell’Accademia Albertina realizzeranno un cortometraggio animato. Questi incontri sono veri e propri laboratori di sperimentazione e confronto sui linguaggi multimediali emergenti.
Al PAV, oltre alla mostra di Franko B, si terranno approfondimenti che uniscono arte e ambiente. Verrà presentato anche il volume “R-ESISTENZE”, che raccoglie contributi su arti, comunità e diritti, riflettendo sulle lotte attuali e nuovi modi di abitare gli spazi pubblici.
Da segnalare l’installazione partecipativa “Filo Rosso per Arte in Transito”, che si concluderà con performance site-specific nel centro di Torino. Il Conservatorio Giuseppe Verdi, autore di una composizione originale per l’occasione, sottolinea il carattere interdisciplinare dell’evento. La giornata “VIRAL / VOCAL / VIRTUAL” proporrà lecture-performance, video e installazioni sonore all’Unione Culturale Franco Antonicelli, con l’obiettivo di rinnovare i modi di comunicare l’arte oggi.
Questi appuntamenti, oltre a coinvolgere addetti ai lavori, puntano a interessare un pubblico più ampio, preparando la città alle novità che ARWE 2026 porterà con sé.
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