Categories: Cultura

Milano: 50 studenti trasformano il Parco della Balossa in un nuovo spazio verde vivibile

Quel giovedì mattina al Parco della Balossa c’era più di un semplice brusio: cinquanta studenti delle prime classi dell’istituto Aslam di Via Amoretti hanno trasformato quel piccolo angolo verde, a metà strada tra Novate Milanese e Cormano, in un laboratorio a cielo aperto. Non si limitano a sistemare qualche aiuola o a raccogliere rifiuti; lavorano a un progetto che intreccia ecologia e arte, un modo per raccontare la biodiversità e ridare voce a un luogo spesso dimenticato. Tra città e campagna, questo spazio, da tempo crocevia di iniziative culturali, torna a pulsare grazie all’energia di chi crede che la natura possa essere una scuola e un ponte verso la comunità.

Studenti in campo per conoscere e proteggere il parco

Il cuore del progetto sta nella scelta di affidare agli studenti un ruolo attivo. Sono loro a osservare da vicino il parco, a capire la salute del bosco e a scoprire la varietà di piante e insetti. In collaborazione con Koinè Cooperativa Sociale, esperta in educazione ambientale, i ragazzi si immergono in un percorso di scienza partecipata. Con attenzione raccolgono dati, ascoltano i suoni degli animali, tengono sotto controllo specie vegetali e insetti, imparando a leggere i segnali che il parco manda. Non si tratta di nozioni da libro, ma di un’esperienza concreta che li responsabilizza verso l’ecosistema che li circonda.

Questo metodo stimola curiosità e spirito scientifico, ma anche la capacità di lavorare in gruppo e di usare strumenti tecnologici moderni. Con il supporto degli educatori di Koinè, i ragazzi imparano a riconoscere il valore del verde in città e a capire come natura e persone siano profondamente legate. Il progetto non si limita a insegnare, ma mira a far nascere un nuovo rispetto per un ambiente spesso dimenticato.

Dall’osservazione all’arte: raccontare il parco con nuovi linguaggi

Per rendere più forte il legame con il territorio, il progetto “Ambient-arti” affianca all’educazione scientifica un percorso artistico. Casa Testori Associazione Culturale coinvolge un gruppo di artisti che guidano gli studenti a trasformare sensazioni e conoscenze naturalistiche in espressioni creative. I ragazzi sperimentano con la fotografia e le performance sonore, strumenti con cui riescono a catturare l’atmosfera e le emozioni di questo spazio protetto.

Questa doppia anima, tecnica e artistica, dà vita a una narrazione originale del parco urbano. Le immagini e i suoni raccolti diventano un modo per coinvolgere chi frequenta l’area, offrendo nuovi punti di vista che emozionano e invitano a riflettere. Il percorso, ricco e articolato, si concluderà con un’opera collettiva, una sintesi vibrante di scienza e arte, natura e comunità. Un racconto vivo, che invita a guardare il parco con occhi diversi.

Parco della Balossa, cerniera verde e spazio culturale della cintura milanese

La scelta di puntare sulla Balossa non è casuale. Questo spazio fa da ponte ecologico tra la città di Milano e la campagna circostante, un confine verde dove natura e comunità si incontrano. Negli ultimi anni il parco ha assunto un ruolo culturale di rilievo. Il programma “Bei Luoghi” ha trasformato alcuni spazi, come l’ex Hangar Balossa, ora centro multifunzionale durante il Festival della Biodiversità.

Parallelamente, il concorso di land art “Arte in Balossa” ha arricchito il parco con installazioni permanenti, opere che stimolano la riflessione visiva e ambientale. Tra le più note, “Fake History” di Francesco Fossati e “Belvedere” di Matteo Attruia hanno trasformato il parco in un museo a cielo aperto, accessibile e immersivo. Ora, con “Ambient-arti”, si apre un nuovo capitolo ambizioso. Il progetto, che durerà fino a luglio 2027, punta a lasciare un segno stabile non solo sul territorio, ma anche nelle reti educative e culturali. L’obiettivo è diffondere una cultura della sostenibilità, capace di promuovere inclusione sociale e cambiamento collettivo attraverso il sapere ecologico e la creatività.

Il Parco della Balossa si conferma così laboratorio a cielo aperto, dove giovani, natura e arte raccontano insieme una storia di rinascita urbana. Le attività, diverse ma complementari, tracciano un modello di partecipazione comunitaria che parla a Milano e ai suoi abitanti con una voce nuova e concreta.

Redazione

Recent Posts

Pasolini rivive in un inedito di Morricone: la Biennale Musica 2026 tra innovazione e nostalgia a Venezia

Venezia, ottobre 2026. Tra le mura antiche delle sue chiese risuonano cori che sembrano sospesi…

10 ore ago

Monreale Capitale Italiana del Libro 2027: 500mila euro dal Ministero della Cultura per promuovere la scrittura come dialogo

La sala era in fermento, con voci che si sovrapponevano e opinioni forti. Poi, all’improvviso,…

10 ore ago

Dalle Murate di Firenze al MAD: l’arte che trasforma un ex carcere in centro culturale d’eccellenza

Nel cuore di Firenze, le Murate hanno cambiato volto più volte, quasi come un palcoscenico…

12 ore ago

Trittico Goecke, Robbins e Bausch: capolavori della danza in scena all’Opera di Roma dal 27 ottobre

«I Ballets Russes hanno cambiato per sempre la danza». Parola di Serge Diaghilev, il loro…

12 ore ago

Accessibilità nei musei: oltre le barriere architettoniche, la sfida culturale del PNRR

Quando nel 2019 sono arrivati i primi fondi del PNRR, pochi immaginavano l’impatto profondo che…

14 ore ago

Perché Art Basel ha deciso di chiudere la fiera a Parigi: l’intervista esclusiva al direttore

Le strade di Parigi si svuotano all’improvviso, mentre le vetrine dei negozi vengono sprangate con…

14 ore ago