Labubu sbarcano a Hollywood: i celebri pupazzi asiatici conquistano il cinema e le star internazionali

Nel cuore di Hong Kong, un piccolo elfo ha iniziato a fare rumore

Labubu, con i suoi occhi grandi e quell’aria insieme tenera e un po’ misteriosa, non è più solo un oggetto da collezione. Nato tra le mani di un artista, ha varcato confini inattesi: dai negozi di gadget ai grandi schermi internazionali. Non è solo fortuna, ma una combinazione di strategie ben calibrate e di quel fascino unico che sa attrarre appassionati e celebrità. Adesso, Labubu sta per diventare protagonista di un film destinato a lasciare il segno.

Labubu, l’elfo che unisce tenerezza e mistero

Creato più di dieci anni fa dall’artista di Hong Kong Kasing Lung, Labubu è un personaggio che mescola il tenero al bizzarro, con richiami alle fiabe nordiche. È proprio questa combinazione a renderlo unico: un elfo che sembra a metà strada tra un peluche e un piccolo mostriciattolo, capace di suscitare sia simpatia che curiosità.

Il successo di Labubu deve molto anche al meccanismo delle “blind box”. Queste scatole chiuse, che non rivelano quale pupazzo si nasconde dentro, hanno acceso la voglia di collezionare, trasformando l’acquisto in un gioco di attesa e sorpresa, con un pizzico di frustrazione. Questa formula ha fatto il giro del mondo, dall’Asia all’Europa fino agli Stati Uniti, grazie anche al potere dei social che hanno spinto la popolarità del brand alle stelle.

A dare ulteriore visibilità al fenomeno ci hanno pensato star come Rihanna e Dua Lipa, spesso immortalate con Labubu in mano o appeso alle borse da passerella. Questi volti noti hanno fatto passare il messaggio che il collezionabile non è solo un giocattolo, ma anche un oggetto di design e moda. Così, il mondo popolare si è fuso con quello fashion, allargando il pubblico e la platea di appassionati.

Dal giocattolo al cinema: Sony Pictures e Pop Mart puntano su Labubu

Il grande successo di Labubu ha convinto Sony Pictures e Pop Mart, la società cinese leader nella produzione di questi giocattoli, a lanciare un progetto cinematografico che mescola animazione digitale e riprese dal vivo. Alla regia ci sarà Paul King, il britannico dietro film come “Paddington” e “Wonka”, noto per il suo tocco leggero e fantasioso.

La scelta di King non è casuale: “è uno che sa come raccontare storie magiche senza scadere nei soliti cliché.” L’obiettivo è trasformare questo fenomeno di culto in una narrazione capace di coinvolgere un pubblico ancora più ampio, ben oltre il mondo dei collezionisti. Il film vuole far emergere l’universo di Labubu, valorizzando i suoi personaggi e la loro particolarità.

Non c’è ancora una data d’uscita, ma le aspettative sono alte. Questa operazione conferma una tendenza chiara nell’intrattenimento: il confine tra giocattoli e cinema si fa sempre più sottile. Oggi non sono più i film a generare merchandising, ma i prodotti di successo sugli scaffali a dare vita a nuove storie sul grande schermo.

Quando i giocattoli diventano storie: il nuovo volto dell’intrattenimento

Il caso Labubu si inserisce in un contesto globale dove, negli ultimi anni, il rapporto tra mercato e cultura si è capovolto. Per decenni il cinema e la tv hanno creato mondi da cui poi si sviluppava il merchandising; oggi il percorso si fa in senso contrario. L’arrivo sul grande schermo di giocattoli come Lego o Barbie mostra come l’industria giochi ormai su più fronti.

Questo cambio di rotta crea un circolo virtuoso: il successo commerciale dà spazio a nuove storie, che a loro volta spingono a collezionare e a costruire comunità sempre più attive. Così, un oggetto spesso di nicchia diventa un’icona riconosciuta a livello globale.

Il progetto cinematografico su Labubu è l’esempio di questa trasformazione: non si tratta più solo di vendere un prodotto, ma di costruire un racconto che attraversa media diversi. Dai negozi alla fantasia collettiva, fino alla sala cinema, Labubu è un esperimento che unisce arte, spettacolo e commercio. Un segno dei tempi, dove l’intrattenimento trasforma tutto in storia e la storia torna a essere intrattenimento.

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