Le valli di Campotto, a pochi chilometri da Ferrara, si stanno trasformando in un vero e proprio laboratorio artistico a cielo aperto. Qui, dove le acque lente del Po disegnano paesaggi palustri immensi e silenziosi, nasce Paludicola: un progetto che mescola natura e creatività in modo sorprendente. Artisti e comunità si confrontano direttamente con queste terre, intrecciando musica, arti performative e sperimentazioni sonore. Il risultato? Un racconto vivo e contemporaneo, capace di svelare le sfumature complesse del rapporto tra uomo e ambiente. Da marzo a settembre 2026, una serie di eventi e residenze animerà le valli, offrendo uno sguardo profondo sulle sfide ecologiche e culturali del territorio ferrarese.
Appaludare: tre giorni di musica e performance per aprire Paludicola
Si parte l’ultimo venerdì di marzo con Appaludare / Farsi Palude, la prima tappa di Paludicola ospitata da Wunderkammer, uno spazio culturale nel cuore di Ferrara. Dal 27 al 29 marzo 2026, la manifestazione mette sotto la lente i legami tra arte, ecologia e paesaggio, dando il via a un percorso annuale di attività. Il debutto prevede la presentazione pubblica del progetto e un confronto aperto sul ruolo dei centri culturali ibridi nel dibattito ambientale. La serata si accende con il concerto di Fennesz, musicista austriaco noto per le sue sperimentazioni elettroniche, seguito dal dj set di Katatonic Silentio, giovane promessa della scena elettronica italiana. Un appuntamento pensato non solo per riflettere sulle trasformazioni ecologiche attraverso linguaggi artistici contemporanei, ma anche per creare un dialogo diretto tra pubblico e creativi sulle responsabilità culturali legate al territorio.
Il paesaggio prende forma attraverso il suono: studenti e ricercatori in azione
Sabato 28 marzo, il progetto si sposta su un terreno più tecnico con il laboratorio dedicato alle Cartografie Sonore. A guidarlo è Glauco Salvo, musicista e ricercatore esperto nel rapporto tra ambiente e ascolto, che coinvolge le classi del Liceo Artistico Dosso Dossi di Ferrara. Parallelamente, Andrea Bruera, del Max Planck Institute di Lipsia, conduce un percorso di lettura e sonificazione di mappe storiche e attuali delle valli di Campotto. Il materiale di partenza è frutto di ricerche sul campo, con il supporto di enti locali e consorzi di bonifica, trasformato in esperienze sonore capaci di raccontare i mutamenti del paesaggio fluviale e palustre nel tempo. La giornata si chiude con un concerto di Glauco Salvo e performance elettroniche che sintetizzano i temi emersi, accompagnati da dj set che rendono palpabile il legame tra suono e natura.
Istituzioni, cultura e clima: un confronto aperto
Domenica 29 marzo, l’attenzione si sposta sulle istituzioni e sulla governance culturale. In un incontro aperto, si discute di come Wunderkammer possa rivedere i suoi strumenti di gestione per favorire una collaborazione più stretta tra istituzioni culturali e sistemi viventi, rispondendo alle sfide poste dal cambiamento climatico. Nel pomeriggio, un dialogo tra la ricercatrice e curatrice Sara Alberani e l’artista Adelita Husni-Bey affronta temi legati al territorio, alla storia materiale e alla crisi ambientale. Si parla di tossicità legata alle industrie fossili, delle eredità lasciate dall’industrializzazione e dell’impatto del lavoro sul paesaggio naturale, con uno sguardo particolare al Nord Est e al bacino ferrarese.
Un anno di residenze, laboratori e festival tra valli e paludi
Paludicola si sviluppa lungo un percorso che va da marzo 2026 a settembre 2027, fatto di residenze, laboratori sul territorio e nuove produzioni performative. Artisti e collettivi internazionali come Motus, Andreco, Leonardo Delogu, Rahel Kraft, Sibylle Ciarloni, Marginal Studio, Penelope Volinia e Zeno Franchini daranno vita a pratiche e riflessioni sulle trasformazioni ambientali e culturali delle zone palustri emiliane. Il lavoro si concluderà con la pubblicazione del Paludicola Manifesto, prevista per il 2027 da Krisis Publishing: un atlante e glossario che documenta le esperienze artistiche e le ricerche svolte. A chiudere l’intero progetto sarà il Paludicola Festival, in programma per settembre 2027, un evento che riunirà pubblico e artisti attorno alla valorizzazione del paesaggio e delle sue storie contemporanee. Un modo per consolidare un dialogo duraturo tra arte, comunità e ambiente nel cuore della pianura padana.





