Acea lancia a Roma la Fondazione per Arte e Cultura: il futuro della creatività sociale

Acea a Roma, sotto il cielo di un’estate che già promette cambiamenti, fa un passo avanti. Non si tratta più di semplici sponsorizzazioni o di gesti di cortesia verso la cultura. La storica azienda dei servizi pubblici ha deciso di prendere in mano le redini, trasformandosi da spettatrice a protagonista attiva nella valorizzazione del suo ricco patrimonio artistico e storico. Dietro questa mossa non c’è solo una questione di immagine: è una strategia pensata, che vuole far emergere pezzi di storia e identità spesso trascurati, persino all’interno della stessa azienda. Il progetto punta in alto: costruire un nuovo modello di partecipazione culturale, capace di coinvolgere territori e soprattutto i giovani, senza mai perdere di vista le radici industriali che hanno fatto grande Acea.

Fondazione Acea: cultura e impegno sociale a braccetto

La Fondazione Acea nasce con un obiettivo chiaro: non solo tutelare la storia e l’arte legate all’azienda, ma generare valore anche sul piano sociale. Sabrina Fiorino, consigliera della Fondazione e già responsabile delle iniziative culturali di Acea, spiega come il progetto si muova su più livelli. Non è solo conservazione del passato, ma anche organizzazione di eventi per giovani, sport, volontariato e solidarietà, accompagnati da raccolte fondi e sostegno a cause sociali. Un’iniziativa pensata per creare nuova consapevolezza collettiva.

Cuore pulsante della Fondazione sono l’archivio storico e il Museo Heritage, veri e propri scrigni di memoria aziendale. Da qui partono programmi culturali, didattici e di divulgazione. L’idea è usare questo patrimonio come base per far vivere arte e cultura nella quotidianità, soprattutto nelle zone urbane di Roma dove Acea opera.

Museo Heritage: un museo giovane che cresce giorno dopo giorno

Aperto al pubblico lo scorso luglio, il Museo Heritage è un luogo in continua evoluzione. Nato grazie al lavoro dell’Ufficio Iniziative Culturali e al contributo del Dipartimento Umanistico di Roma Tre, il museo racconta la storia di Acea attraverso un archivio che è passato da 3 a 12 chilometri di documentazione. Dietro a questo c’è stata una ricerca approfondita, che ha riportato alla luce oggetti e testimonianze finora dimenticate.

Oggi il museo si trova nell’ex Salone del Pubblico, uno spazio che in passato ospitava i cittadini venuti a pagare le bollette. L’area è in fase di riqualificazione, con l’obiettivo di creare un allestimento diffuso in tutta l’azienda e uno spazio contemporaneo nel foyer, pensato per essere il volto più aperto verso la città. Qui storia industriale, arte classica e design moderno si intrecciano per raccontare una storia completa e ricca di sfumature.

Opere d’arte e design: un tesoro nascosto da riscoprire

La collezione artistica di Acea si è rivelata molto più vasta di quanto si pensasse. L’Ufficio Iniziative Culturali, scavando negli archivi, ha scoperto un vero e proprio patrimonio sommerso. In meno di un anno si è riusciti a catalogare opere per un valore stimato intorno ai due milioni di euro.

Tra le opere spiccano quelle di Gino Marotta, artista degli anni Cinquanta che ha realizzato lavori site specific all’interno degli edifici aziendali. Nonostante in passato fosse stato messo da parte, oggi il suo contributo è finalmente riconosciuto. Le sue creazioni, fatte con materiali insoliti come sabbia, colla, bronzo, alluminio e terracotta, decorano soffitti e pareti e raccontano un legame profondo tra arte e identità industriale di Acea.

Pietro De Laurentiis e l’arte che guarda all’ambiente

Un altro protagonista del patrimonio artistico è Pietro De Laurentiis, scultore poco noto ma di grande valore. Le sue opere, come i monumenti esterni in bronzo dorato chiamati “Città Illuminate”, riflettono una visione innovativa dell’ambiente e dello sviluppo urbano già dagli anni Sessanta. Per lui Acea doveva andare oltre la semplice gestione dei servizi, promuovendo uno sviluppo intelligente e rispettoso delle risorse.

La Fondazione ha acquisito progetti inediti dall’eredità dell’artista, ora ospitati nel Museo Heritage. Questi lavori uniscono arte, ecologia e impegno sociale, arricchendo la collezione con un messaggio ancora oggi di grande attualità. Valorizzare De Laurentiis significa anche ribadire l’impegno della Fondazione nel coniugare cultura e sostenibilità.

Legge e nuovi spazi: proteggere e far vivere il patrimonio aziendale

Molto del materiale storico e artistico di Acea era fino a poco tempo fa nascosto o poco valorizzato, un problema comune nelle grandi aziende con un passato lungo. La Legge 9 marzo 2022, n. 22 ha rappresentato una svolta, offrendo uno strumento concreto per tutelare i beni culturali d’impresa. Inserita nel modello organizzativo 231, questa normativa ha permesso di definire procedure precise per proteggere e valorizzare nel tempo questo patrimonio.

Tra i progetti futuri c’è l’allestimento definitivo del Salone del Pubblico, che diventerà una mensa luminosa e accogliente, affiancata da una biblioteca con oltre 14.000 volumi storici. Museo, biblioteca e spazi dedicati alla socialità si integreranno in un’area pensata per promuovere il welfare e la cultura, a beneficio sia dei dipendenti sia della comunità.

Coinvolgere la città e i giovani: aperture e concorsi

Il Museo Heritage, pur essendo un museo d’impresa con accesso limitato, si apre periodicamente al pubblico in occasioni speciali, come le giornate del FAI o eventi dedicati al Made in Italy. A maggio 2025 partirà la prima edizione del Premio Acea Contemporanea, un concorso per studenti di alcune accademie italiane che dovranno realizzare opere sul tema dell’acqua come risorsa limitata.

Le venti opere finaliste verranno prodotte con il supporto della Fondazione e entreranno a far parte delle collezioni aziendali. Un’opportunità unica per i giovani artisti, che potranno lavorare in spazi industriali normalmente inaccessibili, come la Chiocciola di Villa Medici o la cabina di manovra della Fontana di Trevi, luoghi che raccontano l’incontro tra arte e tecnologia.

Il futuro della Fondazione: arte pubblica e sostenibilità per Roma

Tra i progetti all’orizzonte c’è “I nasoni del futuro per Acea”: fontanelle pubbliche dal design artistico, ideate dai ragazzi dello Studio di Design dell’Accademia Italiana. La prima sarà installata in una piazza simbolo di Roma, come Piazza Navona, unendo utilità, arte contemporanea e rispetto per l’acqua.

La Fondazione si prepara anche a trasferirsi in una nuova sede, che ospiterà parte del Museo Heritage e spazi didattici dedicati a scuole, ricerca e workshop sulla sostenibilità. Previsti anche luoghi per mostre temporanee, residenze artistiche con studenti stranieri e una caffetteria ad ingresso gratuito aperta a tutti. Un progetto pensato per mescolare arte, cultura e impegno civico.

Con la nascita della Fondazione, Acea conferma il suo impegno nel valorizzare la propria storia e identità culturale, aprendo nuove strade di dialogo tra territorio, arte e innovazione, con un occhio particolare alle nuove generazioni e alla sostenibilità. Un esempio concreto di come il patrimonio d’impresa possa diventare un motore per costruire comunità e trasmettere conoscenze attraverso linguaggi diversi.

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