Hella Jongerius: il genio olandese del design che sta conquistando il mondo nel 2024

Hella Jongerius non si è mai piegata alle mode passeggere del design. Negli anni Novanta, mentre il minimalismo dominava incontrastato e gli effetti scenografici spopolavano, lei ha scelto una strada diversa: unire la sapienza dell’artigianato alla forza della produzione industriale. Il risultato? Un linguaggio unico, fatto di materia, colore e innovazione. Oggi, al Vitra Design Museum di Weil am Rhein, la mostra “Whispering Things” racconta questa storia, offrendo uno sguardo diretto sul suo universo creativo. E resterà lì fino a settembre 2026, pronta a stupire chiunque voglia mettersi in ascolto.

Anni Novanta: quando Jongerius spezza gli schemi del design

Nel 1993, Hella Jongerius si diploma alla Design Academy di Eindhoven con un progetto che già mostra la sua curiosità: “tessuti gonfiabili”, materiali plastici che si trasformano in forme tridimensionali. In quegli anni, il design internazionale era diviso in due: da una parte lo stile barocco e teatrale di Philippe Starck, dall’altra il minimalismo rigoroso di Jasper Morrison. La giovane olandese sceglie una terza via, più concreta e sincera, senza fronzoli o pretese.

Un ruolo importante nella sua crescita è giocato dal collettivo Droog Design, nato nel 1993 con Gijs Bakker e Renny Ramakers, che ha scommesso su ironia e sperimentazione. I suoi lavori, come i vasi Soft Urn realizzati in gomma poliuretanica, riprendono forme antiche ma lasciano visibili i segni del processo di fabbricazione, rompendo con la tradizione del design levigato e perfetto. Anche la Knitted Lamp, con la sua copertura in fibra di vetro elastica, mostra la voglia di lavorare con le mani, di mettere alla prova tecniche come la tessitura e la ceramica proprio quando sembravano passate di moda.

La mostra a Weil am Rhein: un archivio vivo di ricordi e identità

“Whispering Things” riunisce circa 300 pezzi, dai primi esperimenti fino ai lavori più recenti, compresi quelli realizzati per grandi marchi. Il titolo allude a oggetti che “sussurrano”, ma per Jongerius parlano a voce alta, portando con sé memorie e una parte profonda della sua creatività. La designer ha affidato il suo archivio al Vitra Design Museum, un passaggio fondamentale che non chiude un capitolo, ma ne apre uno nuovo.

La mostra si svolge nel cuore del campus Vitra, azienda con cui Jongerius collabora da tempo, soprattutto per la scelta di colori e materiali. Oltre a mostrare la sua carriera, il museo custodisce questo archivio che ha rappresentato un peso, liberandola per affrontare nuove ricerche e esperimenti.

Collaborazioni con le aziende: quando la sperimentazione cambia la produzione di massa

Tra i pezzi in mostra spicca la sezione “Business Class”, che con ironia prende in giro le rigide regole del mondo aziendale e racconta anche il rapporto con la compagnia aerea KLM. I progetti per brand come Artek, Camper, IKEA, Maharam e Vitra dimostrano quanto Jongerius non si limiti a seguire un semplice brief, ma guidi le aziende verso orizzonti più aperti e creativi.

Per esempio, i piatti in porcellana disegnati per la manifattura tedesca Nymphenburg dal 2004 reinterpretano con delicatezza motivi storici, usando rilievi di animali come cerbiatti e ippopotami. I tappeti per Kvadrat e Maharam mostrano imperfezioni studiate, frutto di complesse tecniche di tessitura che spezzano la monotonia e danno movimento. Per Jongerius, queste “imperfezioni calcolate” sono ciò che dà vita agli oggetti, un modo per sfuggire al freddo standard del design industriale.

Colore e materia: la nuova frontiera del design secondo Jongerius

Negli ultimi anni, la sua ricerca si è allontanata dal semplice disegno di oggetti finiti. Come sottolinea Rolf Fehlbaum, ex presidente di Vitra, oggi Jongerius punta tutto sulle potenzialità del colore e dei materiali. Qui il confine tra arte e design si fa più sottile, trasformando lo studio e la sperimentazione in un linguaggio autonomo e ricercato.

La sezione “Feeling Eye” è una testimonianza di questo percorso, con studi cromatici che ricordano le ricerche del Bauhaus. Tra le installazioni più importanti ci sono i “Coloured Vases”: 300 vasi identici, usati come tele per giochi di pigmenti e smalti fatti a mano. Accanto, le sculture ceramiche degli “Angry Animals” – modelli plasmati a mano che trasmettono emozioni forti, esposte per la prima volta a New York nel 2024 e presenti nel parco del museo da giugno 2026.

Questi lavori mostrano come Jongerius abbia costruito nel tempo un linguaggio tutto suo, fatto di materiali e colori, un segno riconoscibile che unisce artigianato e innovazione e continua a dare forma al design contemporaneo con passione e rigore.

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