Dieci anni fa, in una Bologna ancora tutta da scoprire, nasceva Gelateria Sogni di Ghiaccio. Oggi, quel luogo è molto più di una semplice galleria: è un crocevia pulsante di arte e comunità, uno spazio dove l’arte si respira e si vive, non si osserva passivamente. Tra mostre, eventi e incontri, il progetto ha saputo reinventarsi, mantenendo intatta quella voglia di cambiare che l’aveva animato fin dall’inizio. Ora, mentre celebra un decennio di sfide e successi, il collettivo si prepara a scrivere un nuovo capitolo, aprendo le porte ai suoi sostenitori attraverso una campagna di crowdfunding.
Da studenti a protagonisti: come è nato Gelateria Sogni di Ghiaccio
Tutto è cominciato nel 2016, quando tre giovani artisti bolognesi — Filippo Marzocchi, Mattia Pajè e Marco Casella — hanno deciso di colmare un vuoto tra quello che si impara a scuola e quello che serve per muoversi davvero nel mondo dell’arte. A Bologna, come in tante altre città, questo passaggio è sempre stato complicato: finire gli studi significa spesso trovarsi senza una strada chiara, senza un posto dove continuare a creare e a fare rete.
L’idea era semplice ma ambiziosa: creare uno spazio libero da regole rigide e da vincoli istituzionali, dove ogni scelta artistica potesse esprimersi senza costrizioni. Da subito Gelateria Sogni di Ghiaccio ha messo al centro le opere e chi le fa vivere. Il nome, curioso, arriva da un progetto di Roberto Fassone, artista che ha donato un’opera che ha ispirato tutto. Da lì è nata una rete di collaborazioni e mostre con quasi 150 artisti diversi nel corso degli anni.
Dal classico spazio espositivo a un collettivo in continua trasformazione
All’inizio Gelateria Sogni di Ghiaccio era un classico artist-run space, con mostre personali e totale libertà per gli artisti invitati. Questo ha creato il terreno giusto per sperimentare e per far crescere giovani talenti. La prima mostra, con Rachele Maistrello, ha aperto la strada a un percorso che si è allargato stagione dopo stagione.
Dal 2024, però, il collettivo ha cambiato pelle. Ora è più ampio e le attività sono meno legate alla mostra tradizionale. Si punta di più su incontri conviviali, performance e momenti temporanei, seguendo quella contaminazione di linguaggi e materiali che caratterizza l’arte contemporanea. Il gruppo ha adottato forme più flessibili e partecipative, mantenendo sempre vivo il dialogo. Non si è trattato di una rivoluzione forzata, ma di una crescita naturale che ha valorizzato la varietà delle esperienze.
Libertà e orizzontalità: il cuore pulsante del collettivo
Gelateria Sogni di Ghiaccio si distingue anche per il suo approccio “disinvolto”, come dicono i fondatori, verso le gerarchie istituzionali. Nato dagli stessi artisti, lo spazio conserva un legame diretto con le energie creative che lo attraversano, mantenendo autonomia e un ritmo meno incasellato. Questo permette di lavorare velocemente, avviare dialoghi immediati e sperimentare contenuti difficili da inserire nei circuiti più rigidi.
Anche oggi, con sempre più persone coinvolte nella gestione, resta forte la volontà di mantenere quel rapporto libero tra opere e pubblico. Qui la sperimentazione è la norma, non l’eccezione. La dimensione collettiva supera la singola mostra, costruendo reti di fiducia e scambio. È un modello che offre un’alternativa concreta in un panorama artistico spesso diviso e segnato da difficoltà di passaggio generazionale.
Il decennale tra festa e futuro: la sfida della sostenibilità
Per festeggiare i dieci anni, il collettivo ha deciso di affrontare una sfida importante: trovare nuove forme di sostegno economico. Finora tutto è stato portato avanti con risorse personali o piccoli finanziamenti, ma ora Gelateria Sogni di Ghiaccio punta a coinvolgere un pubblico più ampio, anche chi non può essere presente agli eventi.
La campagna di crowdfunding lanciata nel 2024 è un invito a sostenere il progetto e a permettere nuove mostre, performance e momenti di incontro. Negli ultimi dodici mesi il collettivo ha moltiplicato gli appuntamenti, superando i 30 eventi tra esposizioni e attività partecipative. Dietro questi numeri c’è una vitalità collettiva che cerca continuamente nuove forme per esprimersi.
La sfida da qui in avanti sarà bilanciare la fluidità creativa che ha sempre contraddistinto Gelateria Sogni di Ghiaccio con le esigenze concrete di una gestione sostenibile, mettendo al centro le persone e la continuità culturale. In linea con lo spirito originario, il collettivo si presenta alla nuova stagione con la determinazione di chi sa che “l’arte vive di condivisione e partecipazione.”





