Il 16 aprile 2026 resterà nella memoria di chi segue le aste d’arte moderna a Parigi. Quel giorno, i collezionisti di tutto il mondo si sono sfidati per aggiudicarsi opere rare di Claude Monet ed Ettore Spalletti, protagonisti assoluti di un’asta che ha battuto ogni aspettativa. Dopo anni di assenza, pezzi unici sono tornati a brillare sotto i riflettori, superando di gran lunga le stime iniziali. Parigi si conferma così una capitale irrinunciabile per l’arte del Novecento, con un’atmosfera carica di tensione ed entusiasmo. Tra nomi europei di primo piano, anche l’arte italiana ha saputo farsi valere in questa settimana di grande fermento.
Monet: due paesaggi mai visti da quasi un secolo fanno volare le vendite
I due paesaggi di Monet, assenti dal mercato francese dal 2001, sono stati i veri mattatori dell’asta Sotheby’s di Parigi, portando a casa quasi 17 milioni di euro. In testa, il dipinto “Vétheuil, effet du matin” ha superato di slancio le previsioni, chiudendo a 10,2 milioni contro una stima tra 6 e 8 milioni. Un’opera che non veniva esposta da 98 anni e che per oltre mezzo secolo è rimasta gelosamente custodita in una collezione privata francese. Passata anche per le mani del celebre gallerista Durand-Ruel, questa tela si distingue per la luce soffusa e la calma mattutina che cattura sul fiume.
Il secondo lotto, “Les Îles de Port-Villez“, risalente agli anni Ottanta dell’Ottocento, ha fatto ancora meglio delle attese, raggiungendo 6,5 milioni contro i 3-5 stimati. Questi risultati sottolineano quanto sia cresciuta la domanda per l’impressionismo storico, soprattutto per opere rare e con una storia espositiva limitata.
Grazie a questo exploit, l’asta di Sotheby’s ha superato quota 35 milioni, segnando un balzo dell’84% rispetto all’anno precedente nella capitale francese. Un segnale chiaro che Parigi resta tra le grandi piazze mondiali per l’arte moderna e contemporanea, al fianco di New York, Londra e Hong Kong.
Chagall, Fontana e Bugatti: i protagonisti di Sotheby’s oltre Monet
Non sono mancate altre stelle nella serata di Sotheby’s. Una serie rara di sette gouache di Marc Chagall, facenti parte della serie “Circus” e mai battute prima d’ora, ha raccolto ben 5 milioni di euro. Questi lavori, frutto di un’estate creativa dell’artista, conquistano per i colori vivaci e il movimento delle figure, catturando l’attenzione di appassionati e collezionisti.
Da segnalare anche “Concetto Spaziale, Attese” di Lucio Fontana, venduto a 2 milioni, che rappresenta la profonda ricerca spaziale e materica dell’artista italiano, ancora molto ambito sul mercato internazionale.
Tra le sculture, “Tigre royal” di Rembrandt Bugatti ha raggiunto 1,7 milioni. Un pezzo che dimostra la maestria dell’artista nella scultura animalier e che conferma il suo posto nel mercato dell’arte moderna europea.
Questi risultati mostrano la varietà e il livello delle opere presentate da Sotheby’s, consolidando la sua fama a livello globale.
Thinking Italian: l’arte italiana brilla nella settimana parigina da Christie’s
Christie’s ha celebrato i 25 anni della sua sezione “Thinking Italian” con un successo in piena regola: tutti gli 11 lotti in catalogo sono stati venduti durante le due sessioni di metà aprile dedicate all’arte moderna e contemporanea. La selezione di opere di artisti italiani del Novecento ha raccolto entusiasmo da collezionisti provenienti da ogni angolo del mondo.
Il risultato ha contribuito a portare il totale delle aste parigine a 80,9 milioni di euro, con un +39% rispetto al 2025. Un dato che sottolinea quanto Parigi sia ancora un mercato di primo piano per l’arte moderna, in continuità con le stagioni passate e in parallelo alle altre grandi piazze mondiali.
Il format “Thinking Italian” conferma il suo ruolo di vetrina privilegiata per la pittura e la scultura italiana contemporanea, attirando un pubblico sempre più internazionale grazie a un catalogo curato e selezionato con attenzione.
Ettore Spalletti fa la storia: nuovo record da Christie’s
Tra i momenti più importanti della sessione italiana spicca il nuovo record d’asta di Ettore Spalletti. Il dipinto “Mobile” del 1974 è stato venduto a 203.200 euro, superando ogni precedente primato legato all’artista.
Questa vendita dimostra la capacità di Christie’s di valorizzare l’arte italiana contemporanea, dando spazio ad artisti che fino a poco tempo fa erano poco considerati nel mercato globale.
Il successo di Spalletti si inserisce in un quadro più ampio: la sezione “Thinking Italian” ha chiuso con un tasso di venduto del 100%, segno che la domanda e la fiducia dei collezionisti sono solide.
La casa d’aste punta così a rafforzare la presenza italiana nelle principali piazze internazionali e a creare un dialogo continuo tra mercato europeo e globale.
I grandi nomi dell’arte italiana: Kounellis, De Chirico, Schifano e altri
Il top lot italiano della settimana è stato “Senza Titolo” di Jannis Kounellis, venduto a 762.000 euro. Un’opera che rappresenta uno dei momenti più importanti dell’arte povera, sempre molto apprezzata da collezionisti e critici.
Giorgio de Chirico ha confermato il suo fascino con “Piazza d’Italia” del 1965, che ha superato di gran lunga le stime, chiudendo a 698.500 euro. Il dipinto appartiene alla sua stagione metafisica più matura, celebre per atmosfere enigmatiche e composizioni architettoniche.
Anche Mario Schifano ha ottenuto ottimi risultati: “Gigli d’acqua” è stato venduto a 571.500 euro, più del doppio rispetto alle previsioni, a dimostrazione dell’interesse crescente verso l’arte italiana post-bellica e la Pop Art europea.
Qualche difficoltà invece per lotti come “South Turn” di Salvatore Scarpitta, che ha chiuso sotto le aspettative, mentre “…in continuum, compenetrazioni – traslati ’87 – IV” di Emilio Vedova ha raggiunto 279.400 euro.
Da segnalare il debutto di “Superficie Alluminio” di Enrico Castellani, battuto a 127.000 euro. Una scultura pittorica mai vista prima in asta, che si aggiunge ora ai lavori più ricercati del minimalismo italiano.
Nel complesso, le vendite hanno confermato la solidità del mercato per l’arte italiana moderna, rafforzando ancora una volta Parigi come punto di riferimento nel settore.





