La storia dimenticata di Eranova, il borgo scomparso della Calabria: l’intervista all’artista che l’ha raccontata

Nel 1972, Eranova smise di esistere. Questa comunità calabrese, nata alla fine dell’Ottocento vicino a Reggio Calabria, oggi è coperta dal porto di Gioia Tauro. Dietro quel nome c’è una vicenda poco nota, ma potente: un gruppo di braccianti si ribellò ai latifondisti, dando vita a un progetto di dignità e autonomia. Doveva essere la “nuova era” del Sud. Invece, in pochi decenni, tutto si dissolse, schiacciato da un piano industriale mai realizzato. Quel luogo è sparito, ma la sua memoria resiste. Martin Errichiello la riporta a galla con [campanamuta], un viaggio sonoro che unisce voci, storie e suoni, restituendo vita a un passato che sembrava perduto.

Eranova: dalla rivolta contadina a una comunità che voleva cambiare il mondo

Eranova nasce nel 1896 per volontà di braccianti guidati da Ferdinando Rombolà. Erano uomini e donne stanchi di un sistema feudale che li teneva schiavi dei grandi proprietari terrieri. Chiamare il loro insediamento “la Nuova Era” era un gesto di speranza, un grido di riscatto. Quella pianura sterminata, oggi segnata dall’industria e dal porto, un tempo ospitava vigneti, pascoli e coltivazioni, in equilibrio con la natura. La comunità si fondava sulla solidarietà e sul lavoro condiviso, un esperimento sociale unico per la Calabria e il Mezzogiorno. L’utopia si traduceva in case, famiglie, campi coltivati e una forte coesione. Ma tra gli anni ’70 e ’80 tutto cambiò: le decisioni politiche e industriali colpirono duramente quel tessuto.

1972: il piano industriale che spazzò via Eranova

Nel 1972 la Democrazia Cristiana inserì Eranova nel progetto del V Centro Siderurgico, un piano mai andato in porto. Quell’annuncio fu l’inizio della fine. Entro la fine degli anni ’80, la zona venne rasa al suolo: le case abbattute, i vigneti cancellati, gli abitanti dispersi tra San Ferdinando e Gioia Tauro. Le decisioni prese lontano da lì si abbatterono senza pietà su una comunità senza alcuna vera consultazione. Oggi quella terra è il cuore pulsante di uno dei porti più importanti del Mediterraneo, ma la storia di chi ci ha vissuto rischia di essere dimenticata. La fine di Eranova racconta lo scontro tra un sogno sociale e gli interessi dell’industria. Il territorio è cambiato, ma la memoria di quella “Nuova Era” resiste, pronta a tornare alla luce.

[campanamuta]: un racconto audio che riporta in vita le voci di Eranova

La memoria di Eranova rinasce grazie a Martin Errichiello, artista e ricercatore napoletano, che ha creato [campanamuta], un’opera audio divisa in sei puntate. Trasmesse su Rai Radio 3 nella trasmissione Zazà tra la fine del 2025 e oggi disponibili su RaiPlay Sound, queste registrazioni mescolano interviste agli ex abitanti, racconti letterari e paesaggi sonori. Il progetto usa la narrazione audio per ricostruire una storia che si muove tra passato e presente, realtà e mito, visibile e invisibile. Scegliere l’audio invece del video invita l’ascoltatore a usare l’immaginazione, a percorrere quel territorio con mente e cuore, non solo con gli occhi. La struttura non lineare, con salti nel tempo e nello spazio, ricompone frammenti di vite, comunità, ricordi sfocati. Un viaggio dentro l’eco di voci sopravvissute al tempo e all’oblio.

Errichiello e la microstoria: la Calabria come specchio di storie più grandi

Martin Errichiello definisce [campanamuta] “un viaggio in Calabria, un viaggio in Italia”, dove il personale si intreccia con la storia e la cultura. Nato nei Campi Flegrei, terra ricca di storie e contraddizioni, Errichiello ha scelto la microstoria per dare voce alle memorie individuali dentro un quadro più ampio. Eranova è per lui un simbolo: la vicenda di un piccolo borgo che riflette conflitti più vasti, decisioni politiche e sociali che arrivano fino ai piani alti del potere. Questa tensione tra la vita privata e il contesto storico è al centro del racconto, che si fa così più sfumato e profondo. La microstoria aiuta a far emergere dettagli spesso dimenticati, restituendo umanità a vicende troppo spesso ridotte a numeri o date.

Da un progetto fotografico a un racconto sonoro: la lunga ricerca sulla Calabria

Tutto è partito da una residenza fotografica nel 2015 in Calabria, un’esperienza condivisa da Errichiello con un gruppo di artisti. Da lì è nato “In Quarta Persona”, un progetto multidisciplinare che ha offerto uno sguardo diverso sulla regione, vista non solo come luogo geografico, ma come un organismo vivo e complesso, segnato da contraddizioni, ferite e speranze. Nel 2018 Errichiello ha scoperto la storia di Eranova, intrecciandola con le sue idee e il suo lavoro artistico. Da qui nasce [campanamuta], che nel 2025 diventa un’opera quasi tutta sonora, grazie anche alla collaborazione con il musicista Antonio Raia. La narrazione mantiene una forte componente visiva, pur restando nell’audio, sfidando l’ascoltatore a costruire immagini e sentimenti. Nel frattempo, Errichiello prepara un film sul tema di Eranova, per esplorare ancora di più il rapporto tra memoria, perdita e sovrapposizione di tempi e spazi.

Eranova, una favola amara: la parabola di una comunità

La storia di Eranova somiglia a una favola, con protagonisti e antagonisti ben delineati. Nato da una rivolta contro l’ingiustizia, il borgo si aprì con speranza e dignità, per poi chiudersi in un finale crudele deciso dall’alto. Come in una fiaba antica, c’è il leader che guida e sogna, e c’è il potere che impone la sua legge. I ricordi tramandati parlano di vigneti, pascoli e persino vacche al mare, un mondo quasi magico dove il tempo sembrava scorrere diversamente. Ma accanto a questa immagine romantica c’è la realtà dura della distruzione e della separazione forzata. Ne nasce una narrazione stratificata, in cui la memoria diventa insieme radice d’identità e senso di perdita. Eranova resta così una capsula del tempo sospesa, un frammento di umanità che, anche se distrutto, non è scomparso del tutto.

Eranova oggi: memoria, potere e identità in gioco

Parlare di Eranova oggi significa affrontare temi che restano attuali: il diritto alla terra, la lotta delle comunità dimenticate, la memoria come forma di resistenza. Errichiello collega quel piccolo paese calabrese a realtà globali dove l’individuo si perde di fronte al potere, finendo ai margini con diritti negati. La storia di Eranova diventa così uno spazio di riflessione sulle conseguenze delle scelte politiche che cancellano vite e sogni. Quel racconto si trasforma in un luogo di dialogo e confronto, capace di indicare nuove strade partendo dal passato. In questo senso, Eranova è la sfida di riconoscere il valore delle piccole storie, un patrimonio fondamentale per capire il presente e orientare il futuro. L’opera di Errichiello mantiene viva la conversazione su una realtà apparentemente scomparsa, ma che continua a vivere in chi la custodisce.

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