Dall’alto della Torre Grimaldina, il centro storico di Genova si stende come un mosaico vivente, tra tetti rossi, vicoli stretti e il mare che luccica all’orizzonte. È un panorama che pochi hanno potuto ammirare fino a oggi. Dopo mesi di restauro, la torre di Palazzo Ducale riapre finalmente le sue porte, pronta a restituire alla città uno scorcio raro e prezioso. Non è solo un punto di osservazione: è un viaggio tra storia e bellezza, un invito a guardare Genova con occhi nuovi.
Genova è una città che si sviluppa a strapiombo tra l’Appennino e il mare, costretta a crescere verso l’alto. Salite, gradini, ascensori e funicolari caratterizzano il suo volto, offrendo una serie di punti privilegiati per ammirare la città dall’alto.
Tra i più noti c’è la Spianata Castelletto, raggiungibile con un ascensore storico, e la funicolare Zecca-Righi, che regala una vista d’insieme sul centro storico e la costa. Ma il simbolo per eccellenza resta la Lanterna, il faro più antico del Mediterraneo ancora acceso dal 1128, con i suoi 77 metri che dominano Genova come un vero e proprio emblema di identità.
Questa struttura urbana ha creato una rete di percorsi e punti di osservazione che non sono solo mete turistiche, ma fanno parte della vita quotidiana di chi vive e lavora in città. In questo scenario si inserisce la riapertura della Torre Grimaldina, che rinnova un modo tradizionale di guardare Genova con occhi diversi.
La Torre Grimaldina risale al Duecento, quando Genova stava consolidando il suo governo comunale. Fu costruita per unificare gli edifici del Comune in un’unica sede forte, simbolo del potere politico ed economico cittadino.
Ma la torre non era solo un segno di potere: segnava il tempo della città con la sua campana e ospitava prigionieri politici, ribelli e detenuti speciali. Il nome “Grimaldina” deriva da una cella particolare, la Grimalda, che si trovava a vari livelli della torre.
Tra i detenuti più famosi ci sono il patriota Jacopo Ruffini, oppositori del fascismo fino a metà Novecento e persino il violinista Niccolò Paganini, arrestato nel 1815 ma liberato poco dopo. Nel tempo la torre ha ospitato anche il pirata Dragut e il pittore fiammingo Cavalier Tempesta, che dipingeva le sue marine anche dietro le sbarre.
Ancora oggi le pareti raccontano, con graffiti e disegni lasciati dai prigionieri, storie di fuga e speranza: velieri, cavalieri e mongolfiere che simboleggiavano la voglia di libertà. Nel corso dei secoli la struttura è stata modificata più volte, adattandosi alle nuove esigenze carcerarie.
Nel Seicento un importante restauro affidato ad Andrea Ceresola, detto il Vannone, ha trasformato la torre inserendola nel Palazzo Ducale rinascimentale. Negli anni ’30 del Novecento, un intervento di Orlando Grosso ha tentato di riportarla alla sua forma medievale, per mantenere viva la memoria storica.
La Torre Grimaldina è rimasta chiusa dall’inizio dell’anno per un restauro importante, terminato da poco grazie ai fondi del PNRR destinati ai musei non statali. Il progetto ha riguardato anche la biglietteria, i servizi digitali e gli spazi espositivi di Palazzo Ducale, con l’obiettivo di rendere tutto più accessibile, non solo il palazzo ma anche la città.
I lavori hanno interessato sia l’interno sia l’esterno della torre. È stata installata una nuova scala metallica che permette di salire fino in cima, ampliando l’accesso rispetto al passato, quando potevano salire solo pochi visitatori. Il tutto senza intaccare l’identità storica della struttura.
Durante il restauro sono venuti alla luce dettagli nascosti che raccontano la storia stratificata della torre. La visita si arricchisce poi di un podcast disponibile sulle piattaforme di streaming, con quattro episodi scritti e narrati da esperti e operatori culturali, che accompagnano alla scoperta della torre, del palazzo e della città.
Il percorso comprende sette celle carcerarie e tre terrazze. Dalla sommità si gode di una vista che spazia sul centro storico, il porto antico e, con il cielo limpido, fino al Promontorio di Portofino.
Il biglietto costa 13 euro ed è acquistabile anche online, per facilitare l’accesso a chiunque voglia vivere un’esperienza che unisce storia, arte e paesaggio, raccontando Genova nel suo lungo viaggio nel tempo.
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