Araminta Blue a Perugia: la mostra che celebra corpo, maternità e destino attraverso la pittura figurativa

Tre secondi. Tanto dura, in media, l’attenzione di chi si ferma davanti a un quadro al Louvre. Un battito di ciglia troppo breve per assaporare davvero un’opera, per lasciarsi catturare da colori, forme, emozioni. È proprio da questo dato, spia di un mondo iperveloce, che prende le mosse Riccardo Freddo per la mostra “Venti Trasversali” di Araminta Blue, allestita a Palazzo della Penna, nel cuore di Perugia. Qui, tra le pareti antiche, si propone un invito radicale: fermarsi, aspettare, lasciare che il figurativo emerga lentamente dall’astrazione.

Freddo non è un curatore qualunque. Dietro di sé ha studi a Stanford e alla Sorbona, anni passati nelle grandi case d’asta internazionali, e oggi lavora a Londra con la galleria Rosenfeld. Si definisce un “stratega culturale”, con una missione chiara: far vedere quello che normalmente sfugge a uno sguardo distratto. “Per capire davvero un’opera, devi concederti il tempo di guardarla. Lasciare che i colori e la composizione ti entrino dentro”, dice. La sua mostra a Perugia è un racconto intenso, un dialogo stretto tra arte, vita e luogo.

Venti Trasversali: un legame profondo con l’Umbria e la maternità

La mostra nasce da una residenza artistica in Umbria, a “The Place of Silence” nel 2022, dove Araminta Blue ha soggiornato con la famiglia. Nel paesaggio umbro e tra gli affreschi di Palazzo della Penna — come la Sala d’Apollo e la stanza dei venti — l’artista ha costruito il suo racconto visivo, mescolando mito, natura e sentimenti intensi. Qui il fuoco sacro non è quello della guerra di Troia, ma dell’amore, raccontato attraverso figure doppie, maternità e corpi in relazione.

Araminta ha dipinto tutte le opere mentre era incinta, un dettaglio che cambia la natura stessa del suo lavoro: più sensibile, vibrante, meno riflessivo e più istintivo. La pittura assume così un’intensità nuova, molto più che un semplice esercizio di stile. La gravidanza diventa parte dell’opera, la rende viva. Alcuni spazi della tela lasciati grezzi sono la prova di una mano che sa dosare con misura; la composizione è ordinata ma mai scontata.

Freddo sottolinea come, in un’epoca dominata da immagini che colpiscono solo al primo sguardo — spesso pensate per i social — questa mostra va in controtendenza: qui serve una lentezza vera per scoprire i significati nascosti, per leggere i colori che si sovrappongono e si rispondono, come le note di un tema che si sviluppa nel tempo.

Rosenfeld Gallery e la visione di Ian Rosenfeld: una cura per i talenti

Al centro della mostra c’è anche un omaggio a Ian Rosenfeld, figura chiave della galleria londinese. Freddo racconta l’eredità di un gallerista che amava prendersi il tempo per far crescere i giovani artisti, senza inseguire subito fama o mercato. Ian scovava talenti ai graduate show universitari e li accompagnava con calma, favorendo una crescita naturale e duratura.

Questa sensibilità continua nella gestione della gallery Rosenfeld, che ogni anno pubblica un libro dedicato a un artista e accompagna le mostre con un lavoro serio e approfondito. Puntare sulla solidità della carriera piuttosto che su guadagni veloci ha permesso di organizzare oltre venti mostre in istituzioni pubbliche e musei, dimostrando che questo metodo funziona.

Il confine tra visibilità commerciale e sostegno curatoriale è sottile, ma Freddo insiste sull’importanza di un percorso coerente, come nel caso di Keita Miyazaki, protagonista di rassegne internazionali nate dalla pazienza di una galleria che investe nel lungo termine. Tra le altre esperienze significative c’è quella di Teodora Axente, il cui dialogo con le collezioni museali mostra come ogni progetto debba nascere da un contesto preciso, non da semplici accostamenti casuali.

Strategia culturale e scelte fuori dai circuiti principali

Riccardo Freddo evita volutamente i circuiti dell’arte saturi e ipercompetitivi, scegliendo di lavorare fuori dalle rotte canoniche. Più stratega culturale che curatore, si dedica a costruire il prestigio della galleria e degli artisti puntando su percezione e riconoscimento istituzionale.

Molte città di provincia, come Perugia, diventano così palcoscenici per progetti importanti, non solo alternative o attrazioni turistiche. Questo approccio fa emergere artisti contemporanei validi, lontani dai nomi già noti, Koons o Hirst compresi, spesso scelti solo per il loro richiamo commerciale o social.

Freddo ricorda che l’arte contemporanea vera è molto più vasta di quello che si vede nelle grandi aste milionarie. Lui arriva da un percorso complesso, dalla scuola a Seattle ai master internazionali, passando per Christie’s e Sotheby’s, ma ha scelto di lavorare in contesti dove si possono sperimentare strategie diverse, meno condizionate dai grandi numeri.

Così si possono realizzare progetti che impattano davvero sulla carriera degli artisti e sul tessuto culturale: dalla produzione di libri alle mostre istituzionali, fino alla promozione internazionale. Senza una visione a lungo termine, dice, investire in cultura resta un’operazione vuota e inefficace. La galleria Rosenfeld gli ha dato questa possibilità da gennaio 2023, e i risultati cominciano a vedersi.

Venti Trasversali a Perugia: tutte le informazioni

“Venti Trasversali” di Araminta Blue è in corso a Palazzo della Penna, Centro per le arti contemporanee di Perugia, in via Podiani 11. Aperta dal 12 giugno 2023, resterà visitabile fino al 26 luglio 2026, offrendo un’occasione rara per immergersi in una serie di opere cariche di tensione emotiva e riferimenti culturali.

È un invito a rallentare, a seguire un percorso che mette a confronto pittura contemporanea e uno dei centri storici più ricchi dell’Umbria, tessendo un dialogo con gli affreschi antichi del Palazzo. Una mostra lontana dalla spettacolarizzazione dell’arte, che chiede tempo, concentrazione e attenzione.

Le opere di Araminta Blue, realizzate in un momento cruciale della sua vita, spingono a riflettere sul corpo, la maternità e il destino attraverso un linguaggio visivo raffinato e coinvolgente. Un’occasione preziosa per vivere una mostra dove la pittura si lascia scoprire solo se la si guarda con calma.

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