Estate 2026 al MACRO di Roma: le nuove mostre imperdibili di arte contemporanea

Ad agosto 2026, il MACRO di Roma si trasforma in un crocevia di corpi, pixel e imperfezioni. Due mostre, aperte insieme, promettono di scuotere l’estate con visioni intense e provocatorie. Qui il corpo umano non è solo un soggetto da osservare, ma un punto di partenza per interrogare le tensioni sociali e i confini del digitale. Il museo smette di essere solo spazio espositivo: diventa un terreno di confronto, dove arte e riflessione si inseguono tra fragilità e tecnologia. Non basta guardare, bisogna anche pensare.

Miriam Cahn: corpo e violenza a colori

La svizzera Miriam Cahn, nata a Basilea nel 1949, è al centro di una grande retrospettiva con oltre 130 opere in più di cinquant’anni di carriera. Curata da Cristiana Perrella, direttrice del MACRO, la mostra non segue un ordine cronologico, ma si sviluppa per temi. Qui, il corpo umano, la fragilità, la violenza e la guerra si intrecciano in un racconto potente.

I primi disegni, a carboncino e gesso, risalenti alla fine degli anni Settanta, colpiscono per la loro immediatezza. Gli acquerelli degli anni Ottanta e Novanta, più vivaci e politici, affrontano temi come la bomba atomica e i conflitti globali. Le tele recenti mantengono un’intensità emotiva forte: il corpo spesso appare frammentato, nudo, segnato da tratti materici e lontano dai canoni di bellezza tradizionali. Cahn rifiuta minimalismo e arte concettuale pura, preferendo un equilibrio tra gesto fisico e rigore progettuale.

Questa retrospettiva è un’occasione unica per scoprire una delle voci più importanti dell’arte contemporanea, dove segno e colore diventano veicoli di un messaggio vivido e urgente.

“Le imperfezioni”: arte contro la logica degli algoritmi

Nelle sale del MACRO, accanto alla retrospettiva di Cahn, si apre “Le imperfezioni”, un progetto collettivo che riunisce le opere di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi. Le tre artiste hanno vinto la terza edizione del Premio Paul Thorel e hanno realizzato i loro lavori durante una residenza a Napoli nel 2025. Curata da Sara Dolfi Agostini, la mostra prende l’imperfezione come simbolo di resistenza contro gli automatismi degli algoritmi e i sistemi di controllo digitale che dominano la nostra realtà.

L’allestimento occupa gli spazi che un tempo ospitavano la collezione fotografica di Giovanna Silva. Qui il digitale è punto di partenza e insieme oggetto di critica. Le opere attraversano paesaggi urbani e naturali, per poi entrare negli spazi domestici, mettendo a nudo una realtà soggettiva che si oppone all’omologazione della rete e dei dati. La visione proposta è volutamente ambigua e alterata, capace di mettere in discussione la velocità, la trasparenza e il controllo imposti dalla tecnologia.

L’imperfezione diventa così un gesto creativo, un modo per sfuggire alla prevedibilità e all’uniformità degli algoritmi. Le artiste usano mezzi diversi per raccontare questa resistenza, offrendo immagini e installazioni che fanno riflettere sul nostro rapporto con il digitale.

Le altre mostre dell’estate al MACRO

Oltre a queste due mostre di rilievo, il MACRO ospita altre esposizioni che affrontano temi importanti. Tra queste, spicca la presentazione italiana di Hito Steyerl con “Mechanical Kurds”, un lavoro che indaga il legame tra intelligenza artificiale, geopolitica e lavoro digitale, mostrando un intreccio complesso e spesso contraddittorio.

Altre iniziative celebrano gli ottant’anni del Premio Strega, con una mostra curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano. Il percorso racconta come questo premio letterario rifletta i cambiamenti culturali italiani degli ultimi decenni. Torna anche SHE DEVIL, la rassegna internazionale di videoarte al femminile ideata da Stefania Miscetti, che mette in luce la creatività delle artiste contemporanee attraverso il video.

Infine, la sala audio del museo ospita un progetto dedicato alla voce della poetessa Amelia Rosselli, a trent’anni dalla sua scomparsa, offrendo un momento di commemorazione e riflessione sul valore della parola poetica oggi.

Questi appuntamenti accompagneranno il pubblico romano fino al 30 agosto, arricchendo l’estate culturale del MACRO con proposte che vanno dall’arte visiva all’audio, dalla riflessione politica a quella estetica.

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