Ad Ascoli Piceno, il Forte Malatesta si trasforma in un teatro d’arte vivo e pulsante. Qui, la quinta edizione del Premio Sparti sfida l’idea che la provincia sia solo periferia dimenticata. Sotto la guida di Alex Urso, artista e critico, la mostra “Dove finisce la città” rompe gli schemi, intrecciando storie e sguardi diversi sul confine tra città e territorio. È un invito a rivedere la provincia non come un luogo spento, ma come un crocevia di identità, politica e cultura contemporanea. Tra opere di artisti emergenti e nomi affermati, si disegna un racconto che illumina angoli spesso trascurati, restituendo alla provincia la sua voce e la sua anima.
Alex Urso: una curatela che rompe gli schemi
Alex Urso non è solo critico e giornalista culturale: è anche artista, e questa doppia esperienza gli permette di leggere il contemporaneo con uno sguardo più aperto. Negli ultimi anni ha messo in discussione l’idea tradizionale di provincia, spesso ridotta a semplice sfondo turistico senza spessore. La scelta di ospitare il Premio Sparti nel Forte Malatesta, un edificio con una storia complessa tra fortezza rinascimentale e carcere ottocentesco, è una presa di posizione chiara: serve un luogo che simboleggi la caduta delle barriere, sia fisiche che simboliche, tra città e periferia.
L’approccio di Urso si concentra su come gli artisti intrecciano arte e società, creando opere capaci di scuotere abitudini e stereotipi. La mostra si articola in tre sezioni tematiche – Essere oltre, Essere qui, Essere altro – che rappresentano diversi modi di rapportarsi al territorio e all’arte. Non sono etichette rigide, ma una sorta di mappa fluida che apre a nuovi punti di vista.
“Dove finisce la città”: tre sguardi sulla provincia
Il titolo “Dove finisce la città” esprime la ricerca dei confini, non solo geografici ma anche esistenziali e artistici, che attraversa tutta la mostra. La prima sezione, Essere qui, ospita artisti radicati nelle Marche, che trasformano la loro presenza in opere profondamente legate al territorio. Chiara Valentini apre il percorso con un’installazione delicata fatta di forme morbide e materiali fragili come carta e alluminio, evocando archetipi e memorie. In questa parte si trovano anche Riccardo Angelini, Fabrizio Cotognini e Arianna Pace: creativi che lavorano con passione e attenzione al tessuto culturale locale.
Essere oltre si concentra su artisti che, pur operando in provincia, hanno un respiro nazionale e internazionale. Qui si alternano pittura, installazioni e opere tecnologiche che sfruttano lo spazio in modo innovativo. Nomi come Davide Maria Coltro, Andrea Mastrovito, Luigi Presicce e Giorgia Severi dimostrano come la provincia possa dialogare con linguaggi contemporanei e visioni globali. Non si tratta solo di un luogo, ma di un processo creativo che si apre a più orizzonti.
A chiudere la rassegna c’è Essere altro, dedicata ai giovani under 35 e curata insieme a Caterina Angelucci, ospitata al Frida Museum. Qui emergono talenti come Sofia Boarino, Cristina Lavosi ed Eleonora Rinaldi, che portano uno sguardo fresco e urgente sulle trasformazioni sociali e culturali. Un invito a guardare al futuro, trasformando il presente in un nuovo modo di vivere arte e territorio.
Forte Malatesta: tra memoria e libertà
Una delle opere più suggestive è l’altalena di Francesco Arena, installata nel cortile del Forte Malatesta, dove un tempo i detenuti trascorrevano l’ora d’aria. Il movimento dell’altalena diventa simbolo del confine instabile tra stabilità e precarietà, passato e presente. Quel dondolio semplice racchiude un’idea potente di libertà, non solo fisica ma anche mentale e artistica.
Il Premio Sparti 2026 conferma così il suo ruolo di appuntamento importante per l’arte contemporanea italiana, capace di valorizzare chi lavora lontano dai grandi centri culturali. Il progetto di Alex Urso racconta un’Italia artistica viva, ricca di energie autentiche, dove fare arte significa resistere e inventare in luoghi apparentemente nascosti, ma pieni di fermento.
Dove e quando vedere il Premio Sparti
La mostra resta aperta ad Ascoli Piceno fino al 28 giugno 2026. Il Forte Malatesta, in via delle Terme, ospita la maggior parte delle opere, mentre la sezione under 35 è al Frida Museum, in via delle Canterine 45. Il Premio Sparti è un’occasione da non perdere per scoprire la vitalità culturale di un’Italia meno nota, ma capace di reinventare i propri confini estetici e sociali, giorno dopo giorno.





