Più di dieci anni, mezza Europa ingannata da statue e opere firmate Alberto Giacometti che in realtà non erano autentiche. Stefano Strocchi ha raccolto questa incredibile vicenda, fatta di truffe milionarie e colpi di scena, trasformandola in un documentario che non lascia spazio a distrazioni. Non è solo una storia di falsi: è una partita a scacchi tra verità e apparenza, dove il valore dell’arte si confonde con il desiderio di prestigio e il rischio di credere a un’illusione.
Il colpo a Magonza: mille sculture false sotto sequestro
Tutto inizia nel 2009, a Magonza, in Germania, quando la polizia fa una scoperta che fa tremare il mercato dell’arte europeo. In un magazzino spuntano oltre mille sculture attribuite ad Alberto Giacometti. Peccato che fossero tutte false. Dietro quel ritrovamento c’era una rete criminale ben organizzata, formata da un gallerista, un aristocratico tedesco e un falsario olandese. Insieme, hanno venduto per anni opere contraffatte per milioni di euro. Collezionisti esperti, musei di rilievo e prestigiose case d’asta sono caduti nella trappola. La frode si estendeva in tutta Europa e ha messo a dura prova la fiducia nel mercato dell’arte contemporanea, un settore già fragile e pieno di dubbi sull’autenticità e il valore delle opere.
Le indagini tedesche hanno fatto emergere un sistema ben oliato di falsificazione e complicità. Le sculture imitavano fedelmente lo stile di Giacometti, ma erano tutte opera di un solo uomo, il falsario Robert Driessen, che per anni ha saputo ingannare esperti e storici dell’arte. Dietro di lui, un meccanismo fatto di tecniche di produzione, manovre di mercato e una rete di contatti pronta a spalancare le porte dell’arte europea.
“Truffa a regola d’arte”: un viaggio dentro il mondo dell’inganno e del desiderio
Il documentario di Stefano Strocchi, in uscita nelle sale italiane il 22 e 23 giugno 2024, non è solo la cronaca di una truffa. Dopo anni dedicati ai crimini d’arte e il successo della serie “Art Crimes”, Strocchi punta a raccontare l’essenza di questa vicenda, dando voce a chi c’è stato dentro. Al centro c’è Robert Driessen, il falsario, affiancato dalla procuratrice Mirja Feldmann e dall’ispettore Ernst Schöller: uomini che hanno lottato per scoprire la verità e smascherare la rete di inganni.
Il film si basa su testimonianze dirette, immagini d’archivio e materiali inediti, offrendo allo spettatore un percorso tra realtà e finzione. Il documentario mette in luce quanto l’arte contemporanea sia fragile e vulnerabile davanti alla professionalità dei falsari. Non si tratta solo di una questione legale, ma anche culturale: il valore di un’opera spesso dipende più dall’aura che le viene data che dalla sua sostanza materiale.
Il tour italiano e l’incontro con il regista a Milano
Prodotto da Unknown Media e Indyca, in collaborazione con broadcaster tedeschi e con il sostegno di Sky Arte, il documentario si prepara a incontrare il pubblico italiano con un tour in diverse città. Il 22 e 23 giugno sarà proiettato in luoghi selezionati, da Torino a Napoli, da Roma a Bari, Cagliari e Milano.
Particolare attenzione va alla tappa milanese del 23 giugno, all’Anteo CityLife, dove Strocchi sarà presente per un confronto diretto con il pubblico. Sarà l’occasione per approfondire le dinamiche della truffa e scoprire come è nato e si è sviluppato il documentario. Dopo queste prime proiezioni, il film continuerà il suo percorso in altre città, da Bolzano fino alla chiusura prevista il 14 luglio a Cesena, al cinema Aladdin.
Con “Truffa a regola d’arte” il pubblico entra in un mondo nascosto, fatto di falsari abili e battaglie giudiziarie che hanno scosso le fondamenta del mercato artistico europeo. Ma soprattutto è un viaggio dentro i valori culturali che definiscono ciò che chiamiamo “arte”.





