Il Ritorno della Fondazione Carla Fendi al Festival di Spoleto 2026 con Giuseppe Penone e Bob Wilson: L’Intervista Esclusiva a Maria Teresa Venturini Fendi

Nel 2026, la Fondazione Carla Fendi tornerà a Spoleto dopo quasi vent’anni di assenza. Il Festival dei Due Mondi riabbraccerà così un legame iniziato nel 2008, che riprende vita con rinnovata energia. Non si tratta di un ritorno qualsiasi: due eventi principali sono già in cantiere, pronti a intrecciare arte, scienza e innovazione. Un segnale chiaro: la fondazione rilancia il suo impegno culturale con un progetto ricco di significati profondi.

Giuseppe Penone a Spoleto: sculture, video e mostre per raccontare le radici

Il 27 giugno 2026 prenderà il via il percorso della Fondazione Carla Fendi al festival con Giuseppe Penone, artista e scultore di fama mondiale nato a Garessio nel 1947. Penone sarà protagonista con tre interventi pubblici, a partire dalla grande scultura “Le foglie delle radici” che troverà posto in Piazza Pinciani, cuore pulsante della città. L’opera è un omaggio alla natura e al tema scelto per il festival: “Radici”.

Contemporaneamente, due mostre animeranno spazi storici di Spoleto. All’ex Battistero della Manna d’Oro saranno presentati sette video della serie “Ephemĕris”, un lavoro che riflette sulla fugacità e sugli elementi naturali, curato da Saverio Verini e prodotto dalla Fondazione Carla Fendi. Palazzo Collicola ospiterà un’altra mostra dedicata agli stessi temi, sempre sotto la guida di Verini. Un’occasione per immergersi nel mondo di Penone e vedere come arte, città e natura si intrecciano in modo profondo.

Premio Carla Fendi S.T.E.M.: un omaggio a Bob Wilson nel ventennale della fondazione

Uno dei momenti più attesi del festival sarà la consegna del nono Premio Carla Fendi S.T.E.M., istituito nel 2017 su iniziativa della presidente Maria Teresa Venturini Fendi. Quest’anno il premio cambia tradizione: non andrà a una figura scientifica, ma a un gigante del teatro, Bob Wilson, scomparso nel 2025. Il riconoscimento sarà consegnato il 12 luglio a Charles Chemin, direttore artistico del Watermill Center, fondato da Wilson nel 1992 e noto per essere un laboratorio all’avanguardia di arti e scienze umane.

L’omaggio a Wilson richiama anche gli ultimi progetti in cui era coinvolto con la Fondazione Carla Fendi, come la lecture-performance “Have you been here before – 2 No this is the first time”, un intreccio di arte, scienza e tecnologia. Alla cerimonia parteciperanno Isabella Rossellini e Antonio Monda, a testimoniare l’importanza e la portata dell’eredità di Wilson nel mondo dello spettacolo e a Spoleto.

Maria Teresa Venturini Fendi: tra arte, scienza e un mecenatismo che emoziona

Dal 2017 Maria Teresa Venturini Fendi guida la Fondazione Carla Fendi, portando una ventata nuova e ampliando gli orizzonti con l’inserimento della scienza accanto all’arte. La fondazione nasce nel 2007 per volontà di Carla Fendi, che dopo aver lasciato la moda ha deciso di dedicarsi alla cultura. Alla sua scomparsa, Maria Teresa ha raccolto il testimone e ha spinto l’ente verso nuove frontiere.

Il suo interesse per la scienza nasce da studi e visite significative, come quella al CERN di Ginevra, dove nel 2026 la Fondazione ha realizzato un padiglione a lei dedicato. Qui arte e scienza si incontrano per un progetto educativo rivolto a giovani, studenti e visitatori da tutto il mondo. Un dialogo tra discipline che ha segnato l’attività degli ultimi dieci anni, ampliando il concetto tradizionale di mecenatismo.

Venturini Fendi parla di mecenatismo come di un gesto che va oltre il sostegno economico, è anche una questione di cuore. La Fondazione ha organizzato incontri, convegni e talk con Premi Nobel, scienziati e intellettuali internazionali. Tra i progetti più ambiziosi c’è quello dedicato a Stephen Hawking, rimasto incompiuto per la sua scomparsa, e un docufilm che fonde scienza, arte visiva e narrazione.

Radici, natura e innovazione: la famiglia Fendi lascia il segno a Spoleto

La Fondazione Carla Fendi ha costruito la sua identità anche grazie al forte legame con Spoleto, luogo che rappresenta le sue radici culturali e ambientali. Spoleto non è solo sede e palcoscenico per gli eventi, ma un territorio che ha accolto il lavoro della famiglia Fendi, a partire da Carla, cittadina onoraria. La fondazione ha restaurato spazi importanti come il Teatro Caio Melisso e ha realizzato il padiglione della scienza, un punto d’incontro per tutte le età.

L’arte di Penone si inserisce perfettamente in questo contesto, valorizzando la natura e il tema delle radici, metafora dei legami personali e storici che sostengono il progetto culturale. La città rende omaggio a Carla Fendi anche con le proiezioni video di David Szauder sulla facciata del teatro restaurato da lei, un segno tangibile della continuità del suo lascito.

Il rapporto con Spoleto è fatto anche di piccoli gesti, raccontati dalla presidente Venturini Fendi con aneddoti che mostrano l’affetto e il rispetto che Carla Fendi nutriva per la città. Conservare queste radici significa portare avanti una tradizione aperta alle sfide di oggi, dove cultura, scienza, tecnologia e creatività si mescolano.

Il futuro della Fondazione: tra intelligenza artificiale, robotica e un nuovo modo di fare mecenatismo

La Fondazione Carla Fendi guarda avanti, esplorando territori che vanno oltre il tradizionale mecenatismo artistico. La tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale e la robotica, entra nel suo campo d’azione con progetti sperimentali e collaborazioni scientifiche. Un esempio è “Tutto è numero”, un’iniziativa che unisce matematica e arte, in linea con lo spirito innovativo della fondazione.

La collaborazione con l’artista Gabriele Gianni ha portato alla realizzazione di un docufilm creato interamente con l’intelligenza artificiale, un dialogo diretto tra creatività umana e tecnologia. Maria Teresa Venturini Fendi ammette le sfide e i rischi legati all’intelligenza artificiale, ma sottolinea anche la sua inevitabilità e il valore che può avere in campo medico e scientifico.

Con questa visione, la Fondazione si prepara a continuare un percorso che intreccia educazione, cultura e scienza, mantenendo viva la tradizione ma rispondendo alle trasformazioni del mondo di oggi. Spoleto resta così un punto di partenza, un laboratorio dove passato e futuro si incontrano.

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