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Henry Moore: la più grande mostra all’aperto mai vista apre nel leggendario giardino botanico di Londra Kew Gardens

Tra alberi secolari e distese verdi che si perdono all’orizzonte, Henry Moore prende vita ai Kew Gardens, a un passo da Londra. È una mostra che non si limita a esporre sculture: occupa l’intero paesaggio, dialoga con ogni angolo di quei 130 ettari di natura. Raramente si vede un evento così ampio, così immersivo, dedicato a un maestro del Novecento. Sessant’anni di carriera di Moore si intrecciano qui, in un gioco continuo tra forma e ambiente, tra arte e natura che cambia col passare delle stagioni. Fino al 2027, questa mostra all’aperto sfida il modo in cui pensiamo lo spazio, regalandoci una prospettiva nuova, fatta di luce, ombre e materia.

Kew Gardens, il teatro naturale per le sculture monumentali di Moore

I Kew Gardens sono un tesoro storico e botanico nella periferia sud-ovest di Londra, tra Richmond e Kew. Nato dall’ispirazione illuminista, il giardino si stende su più di 130 ettari, ospitando piante da tutto il mondo, serre storiche, laghetti e sentieri immersi nel verde. Questo scenario naturale, già impressionante per la sua varietà e grandezza, accoglie 30 delle più significative installazioni di Henry Moore, la mostra all’aperto più vasta mai dedicata all’artista inglese. Le dimensioni spesso monumentali delle sue opere richiedono proprio uno spazio così ampio. È qui che Moore mostra la sua capacità di modellare forme che dialogano con l’ambiente esterno, con la luce naturale, i cambiamenti climatici e le trasformazioni del paesaggio.

Gli alberi secolari, la geometria della pagoda settecentesca, la disposizione dei laghetti si confrontano ogni giorno con le sculture. Nasce così una sinergia insolita e suggestiva, impossibile da replicare in spazi chiusi o museali. La natura e l’aria aperta diventano parte integrante dell’opera, in linea con la filosofia di Moore, che vedeva la scultura come un’arte pensata per respirare all’aperto e mutare nel tempo.

Forme organiche e paesaggio: il cuore pulsante della mostra

Henry Moore ha dedicato tutta la sua vita a esplorare il rapporto tra corpo umano, materia e natura. Le sue opere si ispirano a forme organiche come ossa, pietre, alberi, e ai movimenti del paesaggio stesso. Questa ricerca è evidente nell’evoluzione delle sue sculture, che passano da forme più rudimentali a lavori che instaurano un dialogo profondo con lo spazio naturale intorno a loro.

La mostra “Henry Moore: Monumental Nature” racconta proprio questo percorso. Attraverso venti sculture monumentali, si vede come Moore abbia utilizzato materiali diversi – bronzo traforato, fibra di vetro, pietra – per creare forme che sembrano crescere e vivere con gli elementi naturali. Un esempio emblematico è la “Large Interior Form” in bronzo, collocata sotto gli alberi, dove la luce filtra creando giochi di ombre mutevoli. Un’altra presenza imponente è la “Large Reclining Figure”, lunga nove metri, che si staglia accanto alla pagoda settecentesca, evocando un dialogo tra tradizione storica e forme moderne.

Le sculture nella serra dei cactus e vicino al laghetto ricordano elementi naturali come una colonna vertebrale o la carcassa di una balena, simboli di forza primordiale e allo stesso tempo di armonia con il mondo vivente. Accanto alle sculture, nella Shirley Sherwood Gallery of Botanical Art, è esposta una selezione di disegni, modelli e schizzi di Moore, che offrono uno sguardo più intimo e dettagliato sul suo processo creativo.

Percorsi interattivi e iniziative per coinvolgere grandi e piccoli

La mostra ai Kew Gardens non è solo un’occasione per ammirare sculture all’aperto, ma un progetto culturale ampio, pensato per coinvolgere un pubblico variegato. Tra i curatori, Sebastiano Barassi ha creato un percorso dedicato alle famiglie con bambini dai 5 ai 12 anni. Si tratta di un tour interattivo che spinge i più piccoli a osservare, toccare e disegnare le opere en plein air, insegnando loro a guardare l’arte e la natura con occhi nuovi.

Questa iniziativa si inserisce nella tradizione inglese di progettare esperienze culturali inclusive, dove il fare e il capire si intrecciano. I bambini possono così provare i materiali di Moore e imparare come la scultura cambia a seconda del contesto naturale e del tempo.

Parallelamente, per chi vuole approfondire, la Richard Green Gallery di Londra ospita una mostra complementare dedicata alla figura femminile secondo Moore. Qui si vedono 14 bozzetti realizzati tra gli anni Quaranta e Ottanta: soggetti ricorrenti come Madonne con Bambino o gruppi familiari rivelano il cuore antropologico e formale della sua ricerca. Questo doppio appuntamento rafforza la visione completa e sfaccettata dell’artista.

Dalla città al selvaggio: la mostra si allarga a Wakehurst nel 2026

L’evento non si ferma ai Kew Gardens. Dal 5 giugno 2026 la mostra si sposta anche a Wakehurst, riserva naturale nel West Sussex e parte della rete dei Royal Botanic Gardens. Qui, in un contesto più “selvaggio”, quattro sculture di Moore dialogano con opere contemporanee di artisti come Rana Begum, Rafael Perez Evans e Paloma Varga Weisz.

La scelta di Wakehurst amplia la riflessione sull’incontro tra natura e arte, portandola fuori dal giardino botanico curato verso un ambiente più libero e naturale. Questi spazi diversi mostrano la versatilità della scultura di Moore, sempre radicata nel rispetto e nel dialogo con i luoghi che la ospitano. La collaborazione con la Henry Moore Foundation assicura un coordinamento attento e valorizza l’eredità dell’artista in chiave contemporanea.

Per chi ama l’arte e la natura, questo doppio appuntamento nel 2026 e 2027 è un’occasione rara. A vent’anni dalla scomparsa di Moore, la mostra conferma il ruolo centrale dell’artista nel panorama culturale britannico e internazionale, offrendo un modo tutto nuovo di vedere la scultura moderna immersa nel verde.

Henry Moore continua così a vivere, nelle sue forme e nelle sue idee, trasformando paesaggio e arte in un unico corpo che parla a ogni generazione. A modo suo, il gigante della scultura inglese invita il pubblico a camminare, guardare e riflettere. I Kew Gardens non sono mai stati così pieni di vita e arte.

Redazione

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