Leggere è un atto da condividere, non una corsa contro il tempo. Aspesi, il brand di moda che ha fatto dell’eleganza discreta il suo marchio di fabbrica, sceglie di mettere al centro la narrativa breve. Con “Aspesi Readings”, il progetto prende forma come un invito a rallentare, a immergersi in storie brevi ma dense, capaci di aprire spazi di immaginazione e dialogo. Dopo gli incontri a Torino, la rassegna si sposta a Capalbio, dove il 5 agosto, nel nuovo Teatro del Leccio, si parlerà proprio del racconto breve e del suo ruolo nella cultura contemporanea. Un’occasione che promette di riscoprire il piacere di leggere insieme, senza fretta.
Aspesi Readings: riscoprire la narrativa breve come momento condiviso
Aspesi Readings nasce per dare nuova luce a un genere spesso trascurato: la narrativa breve. Ideato dal marchio e curato da Gianluigi Ricuperati, il progetto vuole riscoprire questo formato come strumento di riflessione e dialogo. La particolarità sta nel modo di leggere: non una semplice lettura, ma un’esperienza lenta, partecipata, collettiva. Non si tratta solo di scorrere le parole, ma di soffermarsi, discuterle, confrontarsi per capire che la narrativa breve non è solo intrattenimento, ma un terreno fertile per idee e visioni condivise.
L’approccio di Aspesi Readings punta sulla dimensione sociale della lettura. Le discussioni non seguono solo il filo del testo, ma aprono finestre su pensieri profondi che questi racconti brevi possono evocare. Ogni incontro diventa così un momento di pausa, che restituisce senso al tempo dedicato alla lettura, lontano dalla frenesia di tutti i giorni.
Tra Cortázar, Chatwin e Jaeggy: i protagonisti del progetto
Nella prima fase di Aspesi Readings, tra giugno e luglio 2026, sono stati messi sotto i riflettori tre grandi della narrativa breve contemporanea. Tre titoli usciti dopo il 1969, anno di nascita di Aspesi, a sottolineare un legame simbolico tra la storia del marchio e le voci più autorevoli del racconto moderno.
Tra questi spicca “Che ci faccio qui?” di Bruce Chatwin, un testo che intreccia viaggio e introspezione, specchio del desiderio di esplorare mondi lontani e interiori. C’è poi “Ottaedro” di Julio Cortázar, maestro del racconto breve, capace di concentrare enigmi esistenziali in poche pagine dense di significato. Infine, “Io sono il fratello di XX” di Fleur Jaeggy, autrice dalla scrittura precisa e intensa, che esplora il silenzio e la memoria.
Le letture sono state accompagnate dagli interventi della scrittrice Sonia Lisco, esperta di forma breve, che ha guidato il pubblico nei meandri di questi testi, arricchendo il dibattito con osservazioni puntuali sulla struttura e sul valore delle opere.
A Capalbio Libri 2026, un incontro per parlare di narrativa breve
Nel contesto del festival Capalbio Libri 2026, importante appuntamento culturale diretto da Andrea Zagami dal 2007, Aspesi, partner storico dell’evento, propone un incontro speciale dedicato ad Aspesi Readings. Il 5 agosto, alle 21:30, il Teatro del Leccio ospiterà una conversazione sul ruolo della narrativa breve nella scena letteraria e culturale attuale.
Sul palco saliranno il curatore Gianluigi Ricuperati, la scrittrice Sonia Lisco e l’attrice Linda Messerklinger, tutti legati ai testi selezionati. La serata sarà l’occasione per approfondire cosa rende la forma breve uno strumento potente per raccontare storie. Temi come il viaggio, il silenzio, l’enigma e la precisione della scrittura emergeranno attraverso l’analisi dei testi di Cortázar, Chatwin e Jaeggy.
L’obiettivo è mostrare come poche pagine possano racchiudere una complessità espressiva straordinaria, rivelando la ricchezza della letteratura contemporanea. Ma l’evento sarà anche uno spazio aperto di condivisione, dove la letteratura diventa ponte tra autori, interpreti e pubblico.
L’ingresso è libero, al Teatro del Leccio, in via Giovanni Pascoli 13, Capalbio . Un’occasione da non perdere per riflettere sul valore della narrativa breve oggi.