Bolzano Danza 2026: il successo dell’Horizon/Orizzonte tra teatro e spazi non convenzionali

L’orizzonte non è mai uno solo, dicevano Anouk Aspisi e Olivier Dubois, curatori di Bolzano Danza 2026. E in effetti, dal 16 al 31 luglio, Bolzano si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto, dove piazze, cortili e angoli nascosti della città hanno ospitato performance che hanno rotto ogni schema. Non più solo il Teatro Comunale, ma luoghi inaspettati hanno accolto uno spettacolo che ha saputo parlare a molti, intrecciando memoria, politica, spazio urbano, tecnologia e comunità in un unico grande racconto.

In pochi giorni, tra prime nazionali e debutti assoluti, la rassegna ha toccato corde diverse: dall’arte più rigorosa alla poesia più delicata, senza dimenticare i bambini. Bolzano Danza 2026 ha così confermato il suo ruolo non solo come evento culturale, ma come esperienza capace di farci guardare il mondo con occhi nuovi.

Les Mémoires d’une Seigneure: il potere femminile prende vita a Bolzano

Nel 2015 Olivier Dubois aveva già portato a Bolzano Les Mémoires d’un seigneur, un lavoro profondo sul tema del potere. Oggi torna con una nuova versione, spostando il centro su una figura femminile. La protagonista è Marie-Laure Caradec, storica interprete del coreografo, affiancata da un coro di circa cinquanta donne di tutte le età, selezionate in Alto Adige con una call aperta.

La diva indossa abiti semplici – jeans e camicia blu – e si muove tra ricordi ambigui di potere, evocati da oggetti come un tavolo o una spada. La narrazione procede tra momenti di dominio e sacrificio, scanditi dall’energia collettiva del coro, che non è semplice accompagnamento, ma una presenza attiva, a tratti provocatoria. Quel coro è l’organismo su cui si esercita il potere, una moltitudine che sfida la solitudine della regina.

Dubois mette in scena un dialogo continuo tra individuo e collettivo, alternando movimenti dinamici – come la corsa incessante del coro – a statue umane di forte impatto visivo. Le composizioni di corpi, piramidali o parallelepipedi, richiamano un simbolismo complesso, dove vulnerabilità e voglia di vivere convivono con la fragilità del comando. Quando il potere svanisce, resta una donna immersa in un coro che non concede appiattimenti. La scena si carica così di tensioni e incertezze, dipingendo un ritratto intenso del potere femminile oggi.

Replica di Abbondanza/Bertoni: memoria e confronto tra generazioni

Replica nasce dall’incontro tra due storici artisti della danza italiana, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, e il giovane duo Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi. Il progetto ha visto la luce a Bolzano, dove ha debuttato, e continuerà con altre tappe in Italia nel corso dell’anno.

Il duo, vestito con pellicce grigie e un trucco curato, crea uno spazio dove memorie forti si mescolano a nuovi linguaggi, in un dialogo tra passato e presente. La nostalgia permea i gesti, senza mai cadere nell’autocelebrazione, diventando invece spinta verso il futuro. Questa intimità si traduce in una cura reciproca e in una fragilità che non nasconde una forte energia creativa.

Sul palco compaiono elementi che ricordano Escher, animali e strutture geometriche, a fare da sfondo a un confronto che non vuole imitare, ma dialogare. Replica è un atto di fiducia tra generazioni, una fusione di poetiche diverse in cui la memoria si apre a contaminazioni e rinnovamenti, dando vita a una coreografia complessa e sfaccettata. Il lavoro mostra come si possa confrontarsi con la tradizione senza rinunciare a un presente dinamico.

Danza barocca in jeans: la Compagnie Beaux-Champs anima le piazze di Bolzano

Uno dei tratti distintivi di Bolzano Danza è la voglia di attirare nuovi spettatori, abbattendo le barriere che a volte separano dalla danza contemporanea. Per questo alcune performance sono uscite dai teatri, andando in piazze molto frequentate come Piazza Alto Adige.

La Compagnie Beaux-Champs, guidata da Bruno Benn, ha portato due coreografie ispirate alla danza barocca, rivisitata in chiave moderna. Nonostante il peso storico di un’arte radicata nel passato, la musica di Händel e i movimenti dei quattro danzatori in semplici jeans hanno coinvolto i passanti, turisti e appassionati di shopping compresi.

Tra arabeschi coreografici e un’atmosfera gioiosa, Baroc’Bal ha trasformato la piazza in una festa danzante. Il pubblico ha risposto con interesse, seguendo Benn e la sua compagnia, creando un dialogo vivo tra arte e vita quotidiana. Questo modo di fare ha reso la danza barocca accessibile, moderna e capace di coinvolgere senza forzature, parlando a sensibilità diverse. Bolzano Danza ha così confermato la sua capacità di portare vitalità artistica negli spazi urbani.

Play Jam di ABC: danza e gioco per i più piccolissimi

Pochissime occasioni sono dedicate ai bambini sotto l’anno di età per avvicinarli alla danza dal vivo. Play Jam, proposta dalla compagnia bergamasca ABC – Allegra Brigata Cinematica, ha colmato questa mancanza durante Bolzano Danza 2026 con uno spettacolo delicato e coinvolgente.

Lo spazio è punteggiato da tappeti rotondi azzurri e strumenti musicali pensati per i piccoli spettatori, a metà tra carillon e sonagli. Due danzatrici si muovono con gesti morbidi e attenti. Il movimento diventa uno specchio dove i bambini possono riflettersi, favorendo un primo incontro con ritmo, sguardo e scoperta dell’altro.

La performance non è solo un esercizio estetico, ma un invito al gioco e all’interazione condivisa. Lo spettacolo conferma la volontà di Bolzano Danza di allargare il proprio pubblico, portando avanti un concetto antico e universale: la danza come primo linguaggio dell’espressione umana. Play Jam offre così uno sguardo originale sulla fascia d’età più piccola, mostrando come la danza sia una via per costruire relazioni fin dai primi mesi di vita.

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