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Cammini in Italia: il boom del turismo lento che rilancia i borghi ma conviene davvero ai territori?

Nel 2019, quasi per caso, è nato un sentiero lungo novanta chilometri nel cuore verde dell’Umbria. Questo percorso collega tredici borghi medievali, piccoli gioielli spesso dimenticati, e oggi attira quasi ventimila camminatori all’anno. Il Cammino dei Borghi Silenti non è solo una via da percorrere, ma un invito a rallentare, a lasciare il caos del turismo di massa alle spalle. Qui, tra i Monti Amerini, la storia e la natura si intrecciano, dando nuova vita a paesi quasi spopolati, ma ricchi di memoria e bellezza. Un modello di turismo lento che non sfrutta, ma rigenera: crea lavoro, intreccia relazioni e rispetta profondamente il territorio.

Da un sogno umbro a un cammino concreto: la genesi e l’ispirazione

Dietro il Cammino dei Borghi Silenti c’è la passione di Marco Fioroni per la sua terra e per il trekking. Ex calciatore e trail runner, Fioroni ha trovato nelle lunghe camminate una nuova dimensione. Nel 2014 ha fondato Amerini Trekking, un gruppo locale che esplora gli angoli nascosti dell’Umbria. La svolta arriva nel 2016, quando percorre a piedi la Via Francigena, oltre mille chilometri che gli danno la spinta per sognare un cammino tutto suo.

Il percorso si completa nel 2019 e parte ufficialmente a gennaio 2020, poco prima dello scoppio della pandemia. Il modello si ispira ai grandi cammini europei, in particolare al Cammino Francese di Santiago, ma con un obiettivo ben preciso: far emergere zone poco conosciute e quasi dimenticate dell’Umbria, dove la natura è protagonista e i borghi conservano un fascino genuino.

Il Cammino dei Borghi Silenti è un anello di 91 chilometri, diviso in cinque tappe, che abbraccia i Monti Amerini. Passa per paesi minuscoli, alcuni con meno di dieci abitanti, come Melezzole, Guardea, Toscolano e Baschi. Questi borghi, un tempo quasi abbandonati, stanno vivendo una nuova primavera grazie all’iniziativa, dimostrando che il turismo lento può essere un vero volano per la rinascita economica e sociale.

Quando il turismo ridà fiato ai borghi: l’impatto sull’economia locale

Prima del Cammino, questa zona dell’Umbria vedeva pochi turisti e visite sporadiche. Oggi si contano decine di migliaia di arrivi ogni anno, con una trasformazione tangibile. Sono nati più di duecento alloggi, nuove strutture ricettive, bar e botteghe alimentari hanno riaperto o si sono consolidate, invertendo un lungo trend di spopolamento e abbandono.

Lungo il percorso, i punti di ristoro gestiti dagli abitanti si moltiplicano: accolgono i camminatori con calore, semplicità e spontaneità. La vera forza di questo cammino sta nella socialità ritrovata: le persone si incontrano, si scambiano storie, condividono gesti di ospitalità. I timbri per la credenziale diventano un pretesto per un saluto, un momento di condivisione che risveglia un orgoglio quasi dimenticato.

Queste dinamiche hanno generato non solo nuovi posti di lavoro, ma anche un clima di fiducia e senso di appartenenza che ridà vita a comunità a rischio scomparsa. I borghi non sono più semplici tappe, ma protagonisti vivi di una rete che unisce persone e territori, dentro un turismo sobrio e rispettoso.

Turismo sostenibile: come tenere a bada il successo senza rovinare l’ambiente

Con l’aumento dei camminatori – che hanno portato il Cammino dei Borghi Silenti al terzo posto in Italia per numero di visitatori – è nata la sfida di mantenere l’equilibrio tra crescita e rispetto dell’ambiente. Tutto passa da una gestione attenta e organizzata. Fioroni ha messo in piedi una struttura solida, con supervisione costante e cura di ogni dettaglio.

Il cammino si rivolge a turisti preparati, spesso provenienti dall’arco alpino, abituati a muoversi con consapevolezza tra boschi e paesi piccoli. La pressione turistica è distribuita lungo tutto l’anno, per evitare assembramenti, con picchi solo nei ponti primaverili.

Il percorso si snoda su strade sterrate, mulattiere e sentieri storici, antichi di secoli. La manutenzione è fatta a mano, con attenzione per preservare il paesaggio. La segnaletica è posata senza alterare l’ambiente e i camminatori sono educati a rispettare la natura: portano con sé i rifiuti e seguono regole precise.

Questo progetto dimostra che turismo lento e tutela ambientale possono andare di pari passo, a patto che ci sia una pianificazione responsabile e una cultura diffusa del rispetto.

Chi sono i camminatori? Motivazioni e profilo di chi sceglie la lentezza

Chi sceglie il Cammino dei Borghi Silenti è per lo più un appassionato di trekking over 50, ma non mancano donne giovani che viaggiano da sole. Il percorso sicuro, ben segnalato e senza pericoli, permette un’esperienza tranquilla anche a chi cammina in solitaria.

Le motivazioni principali sono tre. Prima di tutto, la voglia di una pausa reale, di staccare dalla frenesia di tutti i giorni. Poi, il desiderio di semplicità e autenticità: scoprire posti veri, dove il tempo scorre piano e si possono incontrare persone genuine, lontano dal turismo di massa.

Infine, c’è una spinta interiore. Camminare per giorni significa entrare in contatto con se stessi, usare il cammino come un’occasione per mettere ordine nei pensieri e ritrovare equilibrio. Il Cammino non è solo una meta, è un viaggio dentro.

Cammini in Italia: numeri, successi e le sfide del turismo consapevole

In Italia ci sono più di cento cammini ufficiali, e oltre duecento se si contano tutte le realtà locali. Tra i più noti ci sono la Via degli Dei, il Cammino dei Briganti e diversi itinerari pugliesi, che hanno dato nuova vita alle regioni attraversate.

Quando i cammini sono gestiti bene, il vantaggio è doppio: chi cammina vive un’esperienza intensa, i territori guadagnano in economia e socialità. Ma non mancano i rischi: se si perde il controllo, queste rotte possono diventare mete di massa, con problemi come speculazione, aumento dei prezzi e danni all’ambiente.

L’esperienza del Cammino di Santiago insegna che la popolarità porta anche criticità, ma non è una condanna inevitabile. Si può evitare, regolando gli accessi, mantenendo prezzi accessibili e proteggendo l’anima originale fatta di silenzio e autenticità.

Il Cammino dei Borghi Silenti è un esempio di come il turismo lento, se gestito con cura, possa valorizzare un territorio fragile e poco conosciuto, creando nuove opportunità sociali ed economiche. Un modello alternativo alle grandi rotte di massa, basato su esperienze autentiche e rispetto per la comunità e l’ambiente.

Redazione

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