Appia Day festeggia 10 anni: la storica Via Appia tra patrimonio Unesco e cultura contemporanea

«Regina Viarum»: così veniva chiamata la Via Appia, la strada che ha cambiato per sempre il volto dell’Italia antica. Nell’estate del 2024, durante la 46ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, è arrivato un riconoscimento storico: la Via Appia entra ufficialmente nella lista UNESCO. Non è solo una serie di pietre e lastricati, ma un simbolo vivente della civiltà romana, un collegamento vitale tra Roma e il Mediterraneo. Da dieci anni, a celebrare questa eredità, c’è l’Appia Day, un evento che trasforma il territorio in un palcoscenico di storia, cultura e comunità, un appuntamento imperdibile per chi vuole riscoprire e custodire la Regina Viarum.

Una strada millenaria che attraversa quattro regioni e più di settanta comuni

La Via Appia non è solo una strada, è un viaggio di quasi novecento chilometri che ancora oggi taglia quattro regioni italiane: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia. Il percorso interessa dodici province e città metropolitane, con ben settantatré comuni coinvolti, ciascuno con la sua storia e le sue tradizioni. Il nome deriva da Appio Claudio Cieco, censore e politico romano del IV secolo a.C., che volle costruire questa via per collegare Roma a Capua. In seguito la strada fu allungata fino a Brindisi, porto strategico sull’Adriatico. Non era solo una via commerciale, ma anche un asset militare: offriva soluzioni logistiche all’avanguardia per quei tempi.

Oggi restano molti tratti visibili e percorribili della Via Appia. Alcune pietre portano ancora i segni del passaggio di messaggeri, mercanti e legioni. Nel 2020 il Ministero della Cultura ha promosso la Via Appia come “primo cammino laico con finalità culturale d’Italia”, un progetto che mette insieme turismo, conoscenza e tutela del patrimonio, puntando sull’esperienza concreta del cammino come strumento di coinvolgimento. Grazie a questo approccio, si è lavorato non solo sul percorso materiale, ma anche sulle aree circostanti, ricche di paesaggi, ville romane, tombe e biodiversità.

Appia Day: dieci anni di passione per una strada da vivere e proteggere

Dal 2016 c’è una manifestazione che celebra ogni anno questo simbolo della storia italiana: l’Appia Day. A promuoverla è l’associazione romana VeloLove, con l’obiettivo di rendere la Via Appia accessibile e conosciuta come un patrimonio culturale da vivere. All’inizio l’evento riguardava soprattutto il tratto romano, ma con il tempo si è allargato a tutto il percorso originale, coinvolgendo territori e comunità diverse. La manifestazione si svolge su due giorni e propone trekking, gite in bici, spettacoli, visite guidate e incontri a tema.

L’Appia Day non è solo turismo culturale. È nato con l’idea di proteggere la strada non solo come testimonianza archeologica, ma come un’infrastruttura culturale viva, capace di unire le persone e stimolare un rapporto di cura verso il territorio e l’ambiente. L’ispirazione viene anche dalla memoria di Antonio Cederna, giornalista e ambientalista che vent’anni fa si batté per difendere la Via Appia dall’espansione edilizia selvaggia. Oggi l’evento è un esempio di collaborazione tra istituzioni, associazioni ambientaliste, enti locali e cittadini. Una rete che ha moltiplicato le iniziative e ha reso più attenta e condivisa la gestione del patrimonio.

Anna Di Paolo, fondatrice dell’Appia Day, sottolinea come il riconoscimento UNESCO sia “un punto di partenza per trasformare la visibilità internazionale in partecipazione concreta e vantaggi reali per i territori attraversati”. La sfida resta quella di mantenere saldo il legame tra monumenti, paesaggi e comunità, valorizzando la Via Appia come un bene collettivo da vivere e difendere.

A Roma il decimo anniversario con l’apertura della Villa dei Tritoni nel Parco Archeologico

Il 3 e 4 ottobre 2024 Roma ospita l’edizione più importante dell’Appia Day. Per la prima volta il Comune fa da capofila, riconoscendo il valore storico e sociale della Regina Viarum come un filo che unisce generazioni. L’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi spiega che gli appuntamenti sono pensati per mettere in contatto spazi sociali diversi e favorire il dialogo tra generazioni, puntando soprattutto sui giovani, futuri custodi di questo patrimonio.

La novità più attesa è l’apertura al pubblico della Villa dei Tritoni, un sito archeologico all’incrocio tra via Appia Antica e via della Caffarella. Acquisita dal Ministero della Cultura nel 2022, la villa è in fase di recupero e valorizzazione da settembre 2024. Il casale che si trova lì sopra risale al Medioevo, ma poggia sui resti di una residenza romana imperiale. All’interno si conserva un mosaico prezioso con tritoni e ittiocentauri disegnati in bianco su fondo nero, uno schema insolito per l’epoca.

La villa sarà aperta senza bisogno di prenotazione, dalle 10 alle 18 di sabato e fino alle 14 di domenica, con ingressi regolati per garantire ordine e sicurezza. L’Università di Ferrara offrirà visite guidate gratuite su prenotazione, per illustrare i dettagli degli scavi e le particolarità del sito.

Il programma romano si arricchisce anche di eventi collaterali: domenica 3 ottobre partirà dalla Villa di Massenzio una Climate Walk, con docenti e ricercatori che spiegheranno come il cambiamento climatico stia influenzando il paesaggio storico e gli ecosistemi urbani lungo la via. Il giorno prima, al Mausoleo di Cecilia Metella, si terrà un incontro con istituzioni e tecnici sul futuro della Via Appia, per rafforzare le strategie di tutela e sviluppo sostenibile.

Inoltre, resteranno aperti eccezionalmente altri siti archeologici: il Sepolcro degli Scipioni, la chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella e la Casina del Cardinal Bessarione offriranno visite guidate e approfondimenti. Il programma prevede anche spettacoli musicali con l’Orchestra di Musica Popolare di Testaccio, che arricchiranno la proposta culturale.

Lungo tutto il percorso, eventi per celebrare la Regina Viarum

L’Appia Day non si ferma a Roma. In tutti i comuni lungo l’antico tracciato sono previsti decine di eventi per celebrare la storica via. Dal Lazio alla Campania, dalla Puglia alla Basilicata, si spazia tra escursioni guidate, tour in bici, spettacoli teatrali e visite ai siti archeologici.

In Irpinia si organizzano percorsi in bici tra le strade della DOCG Taurasi, mentre da Benevento si parte per tour ciclistici fino alla Valle Caudina. A Brindisi, il WWF locale promuove un bike tour da Porta Napoli al Parco di Cillarese, valorizzando anche le aree naturali circostanti. La domenica sera a Brindisi ci sarà uno spettacolo teatrale dal titolo “Storie di donne dalla Regina Viarum”.

Sul litorale laziale di Terracina si potrà seguire il Cammino di Traiano, un itinerario letterario guidato da una figura che intreccia narrazione e musica, per rendere più ricca l’esperienza. A Capua, il sabato sarà dedicato a “Capua al Quadrato”, un’iniziativa per far conoscere il territorio con visite e momenti divulgativi.

La Campania offre un programma particolarmente ricco: al Parco Archeologico di Mondragone si terrà un approfondimento sui pellegrini medievali che percorrevano la Via Appia, mentre a Cellole, in provincia di Caserta, sarà aperta la Villa di San Limato. Infine, visite guidate sono previste anche al Real Sito di Carditello, un altro gioiello storico da riscoprire.

Questi eventi diffusi mostrano l’impegno concreto di comunità, associazioni e istituzioni nella valorizzazione di un patrimonio che va ben oltre la strada stessa, legando insieme storia, cultura e paesaggio in un racconto unico da vivere oggi.

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