Nei campi allagati del Novarese, tra fossi e risaie, prendono vita figure fuori dall’ordinario. Mostri minuscoli e inquietanti, spettri enormi che sembrano usciti da un incubo. Qui si muove Federico Italiano, poeta e traduttore che non smette di sorprendere chi segue la scena letteraria italiana e non solo. La sua nuova raccolta, Godzilla e altre poesie, affonda le radici in ricordi d’infanzia e in eventi che hanno segnato il secolo scorso, come la tragedia di Chernobyl. Il mostro, nelle sue pagine, non è mai solo un essere da paura: cambia volto, diventa simbolo di ansie profonde, sospeso tra ciò che è naturale e ciò che invece sembra venuto da un altro mondo. Il libro, finalista al Premio Strega Poesia 2024, apre una finestra su un dialogo urgente tra paesaggio, memoria e le inquietudini che attraversano il presente.
Godzilla e altre poesie: da una paura infantile a un grido globale
L’idea che sta dietro a Godzilla e altre poesie si è fatta strada lentamente, partendo da un ricordo vivido dell’infanzia di Italiano nel 1986, quando la notizia di Chernobyl correva tra le campagne del Ticino e del Novarese. Nato a Novara nel 1976, Federico ha vissuto in un territorio attraversato da canali, risaie e da impianti nucleari come la centrale di Trino Vercellese. Per un bambino, quel pericolo invisibile diventava una presenza concreta, che si insinuava nell’aria, nell’acqua, nel cibo. Godzilla, nato come simbolo del disastro giapponese, nelle sue poesie prende la forma di creature mutanti — nutrie, rospi — piccoli mostri che inquietano e al tempo stesso affascinano.
Il libro affronta temi più ampi e delicati: la crisi climatica, la trasformazione del paesaggio che conosciamo, la metamorfosi del non umano. Ma anche aspetti più intimi come la memoria, il desiderio e la morte. Il tono passa dal cupo all’esplosivo, con una vena di erotismo nascosta nelle poesie d’amore. Il paesaggio si fa instabile, quasi alieno, dove la fragilità umana si confronta con un mondo in continuo cambiamento. La poesia di Italiano si fa spazio per osservare ciò che sfugge, per dare forma a un malessere globale senza perdere di vista dettagli concreti e familiari.
Il mostro piccolo che dice molto sull’incertezza di oggi
Federico Italiano descrive il suo Godzilla non come un gigante distruttore, ma come un piccolo essere ambiguo, che porta con sé una minaccia sfuggente ma costante. Questo mostro rappresenta la sproporzione tra il pericolo reale e la sua presenza apparentemente modesta nei nostri ambienti più familiari. Così la poesia prende una realtà minuscola e la fa risuonare come qualcosa di grande, senza però perdere la sua essenza minuta.
Il mostruoso diventa allora una categoria capace di dare forma a minacce diffuse e invisibili: radioattività, virus, cambiamenti climatici. Nel libro, le figure mostruose si trasformano continuamente: animali, piante, resti del paesaggio o ricordi sparsi. In Coro mattutino, Italiano si allontana dall’umano, immaginando gli uccelli come portavoce di una realtà che spesso ci sfugge. Il suo interesse per il mostro non è tanto legato al terrore, quanto a rappresentare quell’incertezza che non si lascia incasellare. La poesia diventa così uno strumento per guardare senza semplificare, per lasciare spazio al dubbio.
Da Novara a Vienna: letteratura e traduzione senza confini
Federico Italiano lavora molto oltre i confini italiani, soprattutto nei paesi di lingua tedesca. Ha passato anni all’Accademia Austriaca delle Scienze di Vienna e ha insegnato alla Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco. Il suo campo è la letteratura comparata e la teoria della traduzione, con un’attenzione particolare a come lingua, geografia e cultura si intrecciano. Per lui tradurre non significa solo spostare parole, ma attraversare mondi, tempi e modi di pensare diversi.
Il confronto con poeti e traduttori tedeschi come Jan Wagner e Raoul Schrott ha arricchito molto la sua esperienza artistica e intellettuale. Con Wagner ha curato nel 2019 un’antologia importante della giovane poesia europea per la casa editrice Hanser, un progetto che ha aperto un dialogo tra tradizioni poetiche lontane. Questo scambio ha influenzato anche la sua scrittura, rendendo la lingua italiana più fluida e aperta a nuovi stimoli.
La poesia italiana fuori dai confini: un mosaico di letture
L’attenzione verso la poesia italiana all’estero c’è, anche se meno sistematica rispetto alla narrativa. Si sviluppa grazie a traduttori, riviste specializzate, antologie, festival e rapporti personali tra poeti e operatori culturali. Non esiste però una lettura unica o uniforme della poesia italiana fuori dai confini. Questa frammentazione, in realtà, può favorire un’interazione più viva e aperta.
La poesia, infatti, mette in discussione i confini nazionali: un autore tradotto entra in una scena letteraria diversa, dialogando con voci di lingue e culture diverse. Così si ridefiniscono categorie e si arricchisce il panorama culturale, mostrando la poesia come un luogo di incontro e scambio continuo, dove l’identità nazionale si dissolve e si trasforma.
Premio Strega Poesia: una vetrina importante per Godzilla e altre poesie
Essere tra i finalisti del Premio Strega Poesia è un riconoscimento importante per Godzilla e altre poesie. Federico Italiano vede in questo traguardo l’apertura di una conversazione più ampia e partecipata intorno al libro. Anche se non considera la poesia una gara, riconosce il valore di far parte di un gruppo selezionato dove la qualità e la varietà delle voci stimolano un confronto prezioso.
La dimensione collettiva della cinquina crea un senso di comunità, fatta di amicizie e collaborazioni, oltre che di eccellenza letteraria. Il premio diventa così un’occasione per dare visibilità a opere che altrimenti resterebbero confinate in cerchie ristrette, ampliandone la diffusione e il dialogo con un pubblico più vasto.