A Roma, nel cuore pulsante della città antica, qualcosa sta per cambiare profondamente. I Fori Imperiali, simbolo eterno della grandezza romana, si preparano a una trasformazione da 200 milioni di euro. Non sarà solo una questione di restauri o di abbellimenti superficiali. L’obiettivo è disegnare una nuova passeggiata, un percorso che colleghi storia e vita quotidiana, un luogo dove camminare significherà immergersi nella cultura, senza barriere né confini. Un progetto ambizioso, che vuole restituire centralità a uno dei cuori archeologici più straordinari al mondo.
CArMe: il grande piano per unire archeologia e città
Con oltre 200 milioni di euro in gioco, attingendo a fondi PNRR, Giubileo e risorse pubbliche, Roma Capitale ha lanciato il progetto CArMe. Il tracciato va dalle Terme di Caracalla fino ai Fori di Traiano, passando per il Palatino e il Circo Massimo. A guidare il progetto è Walter Tocci, con l’idea di trasformare questa vasta area archeologica in un unico circuito pedonale che colleghi i principali siti, facilitando spostamenti senza ostacoli per pedoni e ciclisti.
Non si tratta di interventi isolati, ma di una visione ambiziosa che punta a un turismo più sostenibile e a migliorare la qualità della vita per chi abita in zona. Il cantiere si aprirà tra il 2025 e il 2027, con lavori che riguarderanno spazi pubblici, restauri di monumenti e potenziamento delle infrastrutture.
Via dei Fori Imperiali cambia volto: una passeggiata firmata Labics
Nel progetto CArMe spicca la nuova vita di via dei Fori Imperiali, una delle strade simbolo della città. Nel 2024, lo studio romano Labics ha vinto il concorso internazionale con un’idea che punta a modernizzare l’area. Il progetto è reversibile, così da poter essere modificato nel tempo, ma l’obiettivo è chiaro: creare uno spazio pubblico dove cittadini e turisti possano muoversi e incontrarsi liberamente.
I primi tratti ciclopedonali, già realizzati su via di San Gregorio e via dei Cerchi, hanno anticipato l’apertura del cantiere principale. Si stanno posando circa mezzo milione di sanpietrini, si livella la strada per eliminare dislivelli tra carreggiata e marciapiede, e si allargano le aree dedicate a pedoni e biciclette. Il progetto prevede anche nuovi accessi che collegano la quota urbana con quella archeologica, attraverso passerelle e percorsi senza interruzioni.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito il progetto “un grande boulevard quasi tutto pedonale e ciclabile, affacciato sull’area archeologica” e ha sottolineato la collaborazione con il Ministero della Cultura per gestire al meglio i cantieri. L’idea è di una città che fa convivere storia, mobilità dolce e nuovi spazi di socialità.
Cantieri in corso: restauri e spazi più accessibili
Durante un recente incontro ai Mercati di Traiano con gli assessori Massimiliano Smeriglio e Ornella Segnalini e il sovrintendente Claudio Parisi Presicce, è stato fatto il punto sui lavori in corso nel cuore di Roma. CArMe comprende oltre 80 interventi diversi: restauri, recuperi di aree archeologiche dimenticate, riqualificazione di spazi pubblici e nuove connessioni urbane.
Alcuni cantieri sono già conclusi, come il restauro del muro di fondo del Foro di Augusto, che un tempo separava il Foro dal quartiere della Suburra. Tra i prossimi obiettivi c’è la ricostruzione della Corte Porticata del Foro di Traiano, per rendere il sito più comprensibile e accessibile. Presto apriranno al pubblico la Biblioteca occidentale del Foro di Traiano, gli scavi in via Alessandrina e l’area nord-est del Templum Pacis.
Uno dei progetti più importanti riguarda il recupero del collegamento tra Campo Carleo e Sant’Urbano, con la creazione di spazi musealizzati in edifici antichi, pensati per offrire servizi a cittadini e visitatori. L’idea guida è migliorare la mobilità sostenibile, unendo archeologia e funzionalità urbana in un quadro organico.
Antiquarium del Celio: un gioiello culturale che riapre nel 2026
Sul colle Celio, in via di San Gregorio, si avvicina la riapertura dell’Antiquarium del Celio, un’opera rimasta incompiuta per decenni. Fermato nel 1939 per problemi dovuti alla costruzione della metropolitana, l’edificio ha subito un lungo abbandono. Ora, grazie a 10 milioni di euro dal PNRR, è in corso un restauro che ha richiesto una profonda bonifica del sito.
Per conservare l’integrità storica senza creare falsi, sono stati usati materiali moderni come vetro e acciaio, una scelta che ha suscitato dibattito tra esperti e cittadini. Il nuovo Antiquarium sarà un centro culturale polifunzionale, inserito nel Parco del Celio, che ospita già il Museo della Forma Urbis.
Previsto per la fine del 2026, questo spazio promette di diventare un punto di riferimento per studiosi e visitatori, con un approccio moderno ma rispettoso delle radici storiche.
—
Con questi interventi, Roma si mette in cammino verso una rigenerazione urbana ambiziosa. Qui, passato e presente si intrecciano per offrire nuove esperienze e modi diversi di vivere il cuore della città. La capitale si prepara così a mostrare un patrimonio archeologico vivo, integrato con le esigenze di una metropoli moderna e in continua trasformazione.