Piero Roccasalvo Rub è nato a Siracusa nel 1974. La sua pittura prende vita sulle coste meridionali della Sicilia, in quel confine sottile tra sogno e realtà. Dopo anni trascorsi tra città d’arte e metropoli internazionali, ha scelto di tornare nella provincia di Ragusa. Qui, nel silenzio e nell’isolamento, ha trovato lo spazio ideale per far fiorire la sua creatività. La sua storia racconta come un luogo, con tutte le sue contraddizioni, possa diventare parte integrante dell’arte stessa.
Sicilia, richiamo profondo e radici ancestrali
Il richiamo dell’isola è una sensazione che molti siciliani conoscono bene, un legame che va oltre la mente e arriva al corpo. Piero Roccasalvo Rub l’ha vissuto sulla propria pelle. Prima di tornare, ha attraversato un periodo di distacco: la provincia gli era sembrata come congelata nel tempo, immobile. Come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”, il siciliano torna a casa non solo con la mente, ma con tutto il corpo. Roccasalvo ha fatto sue queste parole, riconoscendo nel ritorno un ritorno alle radici, a qualcosa che è insieme fisico e spirituale.
Quel distacco è stato superato anche grazie a incontri decisivi, come quello con Mauro Aprile Zanetti. Insieme hanno esplorato una pratica artistica che non conosce confini: pittura, poesia, cinema e teatro si sono mescolati in un percorso che ha toccato città come Scicli, Modica, Pozzallo ma anche Venezia, Pisa, Milano e New York. Solo dopo questa esperienza intensa Roccasalvo ha sentito il bisogno di tornare sull’isola, portando con sé un bagaglio di stimoli per lavorare direttamente sul territorio, con tutte le sfide che questo comporta.
Ragusa: tra luci, ombre e fermenti culturali
Vivere in provincia di Ragusa significa trovarsi in un luogo di bellezza straordinaria ma anche di sfide culturali. La luce particolare di questa zona ha ispirato artisti come Piero Guccione, capace di catturarne la consistenza quasi fisica nei suoi quadri. Negli ultimi decenni, la provincia ha conosciuto alti e bassi nel panorama artistico. Negli anni Ottanta, il ritorno di Guccione e la presenza consolidata di Franco Sarnari hanno dato vita a una prima stagione di fermento, soprattutto nell’area di Scicli.
Da allora si sono moltiplicati gallerie e spazi dedicati all’arte contemporanea, anche se spesso senza riuscire a creare una rete stabile. Solo di recente sono nate nuove iniziative indipendenti, spinte dagli artisti stessi, che propongono forme di confronto e sperimentazione fuori dai circuiti tradizionali. Anche se la scena locale resta ancora frammentata, si avverte una nuova energia che coinvolge diverse realtà, dando vita a eventi e collaborazioni inusuali.
In questo contesto, la provincia di Ragusa si conferma un territorio di contrasti e opportunità. Qui l’arte non è solo bellezza, ma un modo per superare limiti geografici e culturali, creando legami vivi tra artisti e pubblico.
La Sicilia e i suoi opposti: magia, contraddizioni e ispirazione
Piero Roccasalvo Rub racconta la Sicilia come una terra di contrasti forti, una realtà fatta di luci e ombre che si inseguono con forza. Come ha scritto lo scrittore Gesualdo Bufalino, qui convivono un lutto profondo e una luminosità vibrante del paesaggio. Per l’artista, queste tensioni non sono un limite, ma una fonte continua di ispirazione.
La sua pittura diventa così la metafora di questa contraddizione: la Sicilia è un luogo interiore, sospeso tra reale e immaginario, antico e moderno, materia e spirito. Non si tratta di semplice rappresentazione, ma di evocazione, di trasformazione. Il lavoro di Roccasalvo mette in immagini la complessità del territorio, traducendo in colori e forme ciò che è insieme splendore e ferita, presenza e assenza.
Questa tensione tra opposti alimenta la sua creatività, spingendolo a superare i confini dell’immagine tradizionale per dare vita a opere che stanno su un piano simbolico e onirico. La magia della Sicilia entra nel processo creativo, trasformando ogni quadro in un viaggio dentro emozioni e culture.
Santa Maria del Focallo: uno studio al confine tra mare, terra e luce
Lo studio di Piero Roccasalvo Rub si trova a Santa Maria del Focallo, una piccola frazione costiera di Ispica, dove il mare si fonde con la sabbia in un continuo gioco di colori e atmosfere. Qui la luce cambia con il vento e il passare delle ore, creando un’atmosfera quasi magica nel momento che si chiama “filinona”, la parte più calda della giornata.
Per l’artista, la filinona non è solo un termine dialettale: è un confine tra sogno e realtà, un tempo in cui la luce si fa simbolo e la tradizione popolare evoca creature fantastiche. Ricorda ancora la voce della madre che da bambino lo metteva in guardia durante le ore più calde del giorno. I colori terrosi della sua pittura non sono casuali: rappresentano la memoria della materia stessa del paesaggio, la sabbia, la pietra, la terra.
Anche se la sua pittura non è paesaggistica nel senso stretto, l’ambiente intorno si riflette nel suo lavoro. Il microclima, il gioco di luce e ombra, il silenzio del mare sono elementi che si sedimentano nelle sue opere. Lo studio, proprio sulla linea di confine tra terra e mare, diventa un simbolo potente: un luogo dove elementi opposti si mescolano, annullano distanze e creano uno spazio aperto alla trasformazione.
Lo studio come presidio culturale e spazio di confronto
La posizione geografica di Roccasalvo, vicina a Tunisi ma pur sempre isolata, potrebbe sembrare un limite. In realtà si trasforma in un punto di forza. Lontano dai grandi centri, immerso nella natura, l’artista coltiva rapporti nati dalla passione e dalla condivisione per l’arte contemporanea. Modica, Scicli, Ispica sono tappe di un tessuto artistico che, pur periferico, pulsa di energia.
Il confronto con colleghi come Giovanni Blanco, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo, Daniele Cascone e altri ha dato vita a una comunità aperta e plurale. Progetti come Studio[2]Project sono diventati modelli innovativi: gli studi degli artisti sono spazi aperti, alternative alle poche gallerie e centri di resistenza culturale. L’atelier diventa così un luogo vivo, dove produzione e scambio si intrecciano.
Oggi la distanza geografica non significa isolamento: grazie alla tecnologia la provincia siciliana dialoga con il mondo, ma conserva quell’intimità e quel legame con il territorio che danno autenticità e profondità alla ricerca artistica.
Quando il territorio plasma l’arte: la Sicilia dentro l’opera di Roccasalvo
Il legame con la Sicilia non è mai neutro per Piero Roccasalvo Rub. Si è chiesto come sarebbe stato lavorare altrove, se avrebbe mantenuto lo stesso slancio creativo. Ogni luogo cambia lo sguardo e le differenze pesano nella costruzione dell’opera.
La Sicilia, con il suo mare, la luce e le sue contraddizioni, influenza in modo inevitabile la pittura di Roccasalvo. Anche la linea di confine su cui sorge il suo studio è un simbolo di possibili fusioni: elementi che si incontrano, si confondono e si trasformano. La sua arte vive di questi passaggi, di quella soglia che unisce ciò che si vede e ciò che resta nascosto.
Così, a distanza di anni, il richiamo dell’isola continua a guidare la sua mano, mantenendo vivo il legame inscindibile tra identità territoriale e ricerca artistica.