Elisa Montessori a Villa Torlonia: la mostra che celebra cinquant’anni di pittura totale e segreta a Roma

# Elisa Montessori: un’arte senza età tra Oriente e Occidente

“L’arte non ha età”, dice Elisa Montessori, che a 95 anni continua a sorprendere con una creatività sorprendentemente fresca. Nata a Genova nel 1931, ha messo insieme più di cento opere esposte al Casino dei Principi di Villa Torlonia, a Roma, fino a febbraio 2027. Quel che si vede è un viaggio lungo oltre cinquant’anni, un racconto fatto di sperimentazioni e scelte coraggiose. Montessori non si è mai lasciata incasellare: ha evitato le mode, ha rifiutato le etichette, persino quelle del femminismo, pur potendo incarnarne il simbolo. Una donna che ha scelto la propria strada, sempre.

Oriente e Occidente: un dialogo costante

La sua arte nasce da un equilibrio tra due mondi: l’Oriente, verso cui ha sempre guardato con curiosità, e la cultura europea, che le è familiare. Elisa Montessori ha lavorato con disegni, fotografie, ready-made e libri d’artista, ma è nella pittura che ha trovato la sua voce più autentica. In un’intervista del 2023 con Artribune, l’artista ha definito la pittura un mezzo totale, un segreto che non morirà mai. Questo legame con il gesto pittorico si unisce a un interesse profondo per la natura, la biologia e la storia. Le sue opere, spesso realizzate con materiali semplici e poveri, parlano tuttavia di grandi temi e richiamano la forza della pittura classica e contemporanea.

Un elemento chiave nella sua vita e nel suo lavoro è il legame con l’Oriente, rafforzato dal matrimonio con Mario Tchou, ingegnere cinese dell’Olivetti scomparso prematuramente. Ma la sua ricerca non si è mai limitata a un’estetica superficiale o a stereotipi, bensì ha raggiunto una profondità rara nel panorama italiano.

Corpo, tempo e trasformazione al centro della mostra

Il cuore della mostra a Villa Torlonia è il tema della metamorfosi e del tempo che passa. Nel 1977, Montessori realizza “Autoritratto ”, una serie di 36 fotografie che raccontano la trasformazione della ninfa di Ovidio senza cadere nei soliti cliché. Qui, la minaccia di Apollo non è violenza ma mutazione naturale, che coinvolge anche il corpo dell’artista, visibile nella pelle che cambia. Questo lavoro ritorna nella mostra come un dialogo tra passato e presente, tra ciò che si è e ciò che si diventa.

Nel frattempo, tra gli anni ’70 e il 2026, l’artista ha portato avanti l’“Erbario”, una raccolta di foglie, rami, fiori e semi catturati durante le sue passeggiate. Questi elementi, trasformati da pittura e disegno, non cercano una rappresentazione fedele della natura, ma si fanno leggere tracce di un rapporto intimo e meditato con il mondo naturale.

Autoritratti e memoria: un viaggio nell’intimità

Montessori si è sempre interrogata sul corpo come testimone del tempo. Nel 2003 realizza un grande autoritratto su carta in cui si ritrae con la mano che sostiene la testa, sotto un cielo stellato. Un’immagine che parla di dialogo tra sé e l’universo, tra memoria e identità.

Accanto a queste opere si trovano i “Rotoli” del 1999, prestati dal Macro di Roma. Qui l’artista dimostra la sua capacità di raccontare storie con un segno poetico, evitando ogni banalità orientalista e offrendo invece una forma di introspezione che coinvolge chi guarda.

Un riconoscimento lungo una carriera internazionale

Questa mostra si inserisce in un percorso ricco di tappe importanti. Dal debutto nel 1977 a Berlino nella mostra “Frauen in der Kunst” fino all’acquisizione di sue opere da parte del Museo Reina Sofía di Madrid, Elisa Montessori ha raccolto riconoscimenti di prestigio. A Roma, dove vive da tempo, ha portato diverse mostre di rilievo, tra cui “Il sogno della camera rossa” al Museo della Civiltà Romana.

Villa Torlonia, con il suo allestimento al Casino dei Principi, diventa così un crocevia tra passato e presente, mettendo a confronto artisti storici e contemporanei, come Titina Maselli e Primarosa Cesarini Sforza. Nel caso di Montessori, la mostra si sviluppa su più livelli, raccogliendo opere da collezioni private e pubbliche.

Il catalogo che racconta il segno di una vita

A completare l’esposizione, Silvana Editoriale ha pubblicato un catalogo monografico con saggi di studiosi come Cecilia Canziani, Claudio Crescentini e Massimo Ferrario. Le curatrici, Alessandra Mammì e Federica Pirani, esplorano la dimensione poetica dell’artista e il ruolo centrale del libro d’artista nella sua produzione.

Un volume che racconta una carriera iniziata intorno ai quarant’anni e costruita con un linguaggio personale, libero dalle mode e dalle imposizioni del mercato. Il catalogo sarà presentato ufficialmente il 22 ottobre a Roma, in un evento con esperti del settore che sottolineerà l’importanza culturale di questa mostra.

Elisa Montessori è la dimostrazione di un percorso artistico vivo e in continua evoluzione, capace di dialogare con la tradizione, il tempo e la natura. Villa Torlonia non restituisce solo un’artista del Novecento, ma una figura ancora attiva, pronta a rinnovare la propria arte.

Change privacy settings
×