Elisa Montessori a Villa Torlonia: la pittura totale e segreta in mostra a Roma

Cinquant’anni di arte condensati in una mostra a Villa Torlonia, Roma. Elisa Montessori, nata a Genova nel 1931, è una di quelle artiste rare che non si fermano mai. A 95 anni, continua a creare con la stessa passione e libertà dei suoi esordi. La sua carriera, raccontata attraverso un centinaio di opere, non è solo un racconto del passato. È una conversazione viva con il presente, un equilibrio delicato tra tradizione e innovazione che pochi sanno mantenere senza perdere la propria identità.

Cinquant’anni di sperimentazione e ricerca senza sosta

Elisa Montessori ha attraversato con disinvoltura diversi linguaggi artistici. Dalla pittura al disegno, dalla fotografia ai libri d’artista, il suo lavoro è un continuo confronto con la natura, la biologia e la storia. Non si limita a rappresentare il reale: trasforma materia e soggetto in segni e velature leggere, capaci di evocare atmosfere sfuggenti. Cresciuta a Genova ma con radici che guardano all’Oriente, Montessori ha saputo mescolare culture diverse senza mai lasciarsi trascinare dalle mode o dalle dinamiche del mercato.

La mostra al Casino dei Principi, spazio ormai consolidato nella scena artistica romana – che ha ospitato mostre su figure come Titina Maselli o Primarosa Cesarini Sforza – mette in luce questa continuità e la sua capacità di mettersi sempre in gioco. Un contesto ricco di storia che si intreccia con le opere di Montessori, creando un dialogo intenso.

Corpo e tempo: l’Autoritratto di Dafne

Uno dei momenti più forti della mostra è la serie fotografica del 1977, Autoritratto . Trentaquattro scatti disposti a quadrato in cui l’artista si ritrae in un gioco visivo potente: la metamorfosi di Dafne, la ninfa trasformata in albero per sfuggire ad Apollo. Il corpo di Montessori sembra sfidare il tempo, mentre la corteccia diventa una nuova pelle, segnata ma viva.

Questa riflessione sul mutare del corpo torna anche in lavori più recenti, dove la fotografia si mescola a collage, disegni e tessuti, sfiorando l’astratto ma senza perdere il contatto con la realtà fisica. Il mito di Dafne si carica così di un significato nuovo: resilienza, rinascita, la forza di cambiare senza perdere sé stessi.

Natura e Oriente: erbario, paesaggi e ispirazioni lontane

La natura è un filo conduttore costante nel lavoro di Montessori, evidente soprattutto nell’Erbario, una serie iniziata nel 1978 e portata avanti fino al 2026. Foglie, rami, fiori e semi raccolti durante passeggiate si trasformano in composizioni che non vogliono imitare, ma dialogare poeticamente attraverso segni delicati. Opere come Terra Masai o Ponte rosso , realizzate su carta da spolvero, mostrano la sua capacità di cogliere dettagli minuti per raccontare memoria e cambiamento.

Il legame con l’Oriente, anche personale – legato all’ingegnere cinese Mario Tchou, suo marito scomparso prematuramente – spinge Montessori a evitare stereotipi e superficialità. La sua arte si fa piuttosto veicolo di una contemplazione profonda, dove la natura diventa specchio dell’interiorità.

Autoritratto e rotoli: poesia su carta

Tra le opere recenti spicca l’Autoritratto del 2003, un grande dipinto su carta di quasi quattro metri d’altezza. L’artista si mostra mentre regge la propria testa in mano, in un gesto di profonda introspezione. Lo sfondo stellato apre un dialogo con l’infinito, suggerendo uno sguardo attento verso il tempo e l’esistenza.

Non mancano poi i rotoli del 1999, che srotolati davanti agli occhi rivelano una narrazione fluida e poetica. Qui Montessori fonde la tradizione della grande pittura orientale con uno sguardo unico sulla natura, mantenendo sempre intatta la sua identità visiva.

Mostra e catalogo: appuntamenti a Villa Torlonia

La mostra Nel corso del tempo, ai Musei di Villa Torlonia, è accompagnata da un corposo catalogo edito da Silvana Editoriale, con saggi di esperti come Cecilia Canziani, Claudio Crescentini, Massimo Ferrario, Laura Iamurri e altri, oltre ai testi delle curatrici Alessandra Mammì e Federica Pirani. Curata anche la bibliografia da Claudia Verdat.

Il libro sarà presentato il 22 ottobre 2026, sempre a Villa Torlonia, con la partecipazione dello storico dell’arte Costantino D’Orazio e della scrittrice Elisabetta Rasy. Un’occasione per approfondire ancora di più l’opera e la poetica di Montessori, un’artista che ha attraversato decenni mantenendo freschezza e coerenza.

Fino al 28 febbraio 2027, Villa Torlonia è dunque un appuntamento imperdibile per chi vuole conoscere una delle voci più originali e autonome dell’arte italiana degli ultimi cinquant’anni. Un’artista che ha saputo reinventarsi senza mai smettere di essere sé stessa.

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