Il canto silenzioso di Filomela risuona ancora oggi, tra le pieghe del mito e le pagine di Ovidio. È da qui che prende vita la 53ª edizione del Premio Sulmona, intitolata “To THINK – l’arte lascia un segno”. Un appuntamento che va oltre le parole, dove l’arte diventa il mezzo per esprimere ciò che altrimenti resterebbe inespresso. In Abruzzo, il Circolo d’Arte e Cultura Il Quadrivio, sotto la guida di Paola Pelino e con la direzione scientifica di Ivan D’Alberto, porta in scena una selezione di opere capaci di intrecciare ricerca concettuale e impegno civile. Immagini che non si limitano a essere guardate, ma che cercano di lasciare una traccia profonda nel tempo.
La sezione dedicata agli artisti invitati dal curatore ha premiato quest’anno lavori capaci di raccontare l’usura del tempo con poesia e rigore. Il primo premio è andato a Piotr Hanzelewicz, che lavora con processi di ossidoriduzione e corrosione attivati da monete da un centesimo applicate su carta e tessuto. Un metodo che trasforma la materia in una testimonianza palpabile dello scorrere incessante degli eventi, mostrando come anche gli oggetti più comuni possano diventare tracce di memoria e passaggi temporali. La cura e l’etica artistica di Hanzelewicz danno forma a un lavoro che mette in luce la forza del degrado come segno indelebile della storia.
Al secondo posto c’è Marco Stefanucci, con una pittura densa di atmosfere barocche e immagini che emergono da strati profondi di bitumi e acidi. La sua ricerca gioca sul contrasto tra oscurità stratificata ed esplosioni di colore, evocando un’eredità figurativa che racchiude tensioni emotive e visive. Le sue tele trascinano chi guarda in un viaggio tra luce e ombra, memoria e oblio.
Terza classificata è Veronica Pratelli, che si affida all’incisione su lastre metalliche. I suoi segni graffiati e le profonde scanalature raccontano una sorta di notazione esistenziale che si muove tra memoria interiore e paesaggio osservato. La tecnica dell’acquaforte su zinco crea un dialogo tra passato e presente, restituendo una partitura visiva fatta di silenzi e richiami emotivi. Ogni lastra è una storia che ascolta i sussurri dell’anima.
Il Premio Sulmona conferma la sua vocazione a sostenere le nuove generazioni e a valorizzare la cultura locale, mantenendo un legame stretto con le realtà formative e territoriali. Tra gli studenti degli Istituti di Alta Formazione Artistica, nella sezione Accademia, ha vinto Ilaria Marchetti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Segnalata dal docente Paolo Gobbi, la sua opera video “Zero” interpreta il corpo attraverso un processo di sottrazione progressiva, bilanciando presenza e assenza. Il lavoro esplora la fisicità in uno spazio sospeso, dando vita a un dialogo fatto di silenzi e movimenti impercettibili.
Nella Sezione Territorio, dedicata alle realtà indipendenti e museali abruzzesi, il premio è andato a Martina Marini Misterioso con un’installazione ambientale realizzata con inchiostro su carta trasparente e acetata. La sua opera affronta l’identità politica e la memoria collettiva, proponendo una riflessione profonda sulla natura del privato e del politico. Presentata con materiali delicati e stratificati, illumina un discorso culturale centrale per la regione e per il panorama contemporaneo.
Oltre alla gara principale, sono stati assegnati due Premi Speciali di rilievo. Il Premio Speciale Rivista d’Arte è andato a Luca Armigero, il cui lavoro “Barcodes” si distingue per anamorfosi e giochi visivi sul linguaggio. La serie indaga le trasformazioni della comunicazione attraverso forme che si rivelano cambiando punto di vista. Questa produzione sarà oggetto di un approfondimento monografico sulla rivista “Segno”, un punto di riferimento nell’editoria d’arte.
Il Premio Speciale della Critica è stato consegnato a Francesco Impellizzeri, apprezzato per la forza concettuale delle sue performance. Con sarcasmo e ironia, Impellizzeri smonta il sistema dell’arte contemporanea, soprattutto nei suoi “Pensierini”. Questi lavori decostruiscono le dinamiche del mercato e delle istituzioni artistiche, offrendo uno sguardo critico e diretto, capace di far riflettere su ruoli e rituali legati alla produzione artistica.
Il Premio Sulmona 2026 ha voluto riconoscere anche il giornalismo culturale, assegnando il Premio alla Carriera a Umberto Sala. Nel 1976, insieme a Lucia Spadano, fondò la storica rivista “Segno”, che quest’anno celebra cinquant’anni di attività. La rivista è una pietra miliare nell’editoria d’arte contemporanea italiana, mantenendo un ruolo di riferimento nella diffusione e nella critica.
Accanto a Sala, sono stati premiati nomi di spicco dell’informazione artistica e culturale come Piero Sansonetti , Cristina Bianchino , Andrea Pancani , Antonino Monteleone e Maria Carmela Colaiacovo, presidente del Gruppo Il Sole 24 Ore. La loro presenza sottolinea quanto sia importante un giornalismo attento e preparato per raccontare le arti visive nel contesto italiano contemporaneo.
Il Premio Sulmona può contare sul sostegno di istituzioni e aziende locali importanti, come Enel, TOTO Holding, Walter Tosto, SNAM, COLACEM e la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Domenica 25 ottobre, alle 18, nel Complesso museale civico-diocesano di Santa Chiara, in Piazza Giuseppe Garibaldi 76 a Sulmona, è in programma un incontro aperto al pubblico. Ivan D’Alberto, curatore della manifestazione, dialogherà con i vincitori di questa edizione, offrendo un’occasione rara per confrontarsi direttamente con artisti e operatori culturali.
La rassegna si conferma così un momento di incontro e dibattito, nel cuore di un territorio dove arte e memoria si intrecciano. Un evento che aggiunge valore culturale e invita a riflettere insieme sulla capacità dell’arte di incarnare tempo, storia e impegno civile.
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