Il profumo del cioccolato si mescola alle note di una chitarra, mentre Napoli si prepara a trasformarsi in una galleria a cielo aperto. Dal 2 al 9 dicembre, Art Days torna a invadere la città con un ritmo pulsante di arte contemporanea. Non è solo una mostra, ma un viaggio che attraversa palazzi dimenticati e angoli nascosti, dove il passato incontra il presente. Nato nel 2021, questo evento ha saputo farsi spazio tra le pieghe della città, creando connessioni solide tra giovani artisti, istituzioni e realtà private. Quest’anno, con il tema Ombre azzurre, altissime – ispirato a un’opera di Anna Maria Ortese – l’arte si fa ponte tra tradizione e innovazione, animando luoghi nuovi e storici per otto giorni intensi.
Spazi ritrovati: la musica contemporanea tra storia e rigenerazione
Uno degli aspetti più originali di Art Days è la capacità di ridare vita a luoghi solitamente chiusi o poco frequentati. Lo scorso anno ha colpito la riapertura dell’ex Ospedale Militare di Napoli, trasformato in Community Hub “La Santissima”, un esempio concreto di rigenerazione urbana temporanea che ha riportato all’attenzione un edificio storico dimenticato. Per l’edizione 2026, la collaborazione con l’Associazione Dimore Storiche Italiane porta sotto i riflettori la Chiesa di Santa Caterina da Siena, sede della Fondazione Pietà de’ Turchini. Qui, il 6 dicembre, grazie al sostegno della Nicoletta Fiorucci Foundation, si terrà un evento speciale dedicato alla musica contemporanea, un’occasione per immergersi in un momento culturale di grande fascino.
Questa apertura non è solo un modo per valorizzare un luogo importante per la storia di Napoli, ma anche per portare nuovi linguaggi artistici e sonori nel cuore della città. La scelta della Chiesa di Santa Caterina da Siena come palcoscenico per la musica contemporanea crea un dialogo tra passato e presente, tra architettura storica e sperimentazione sonora. Artisti e musicisti si incontrano qui, in un contesto che sa contaminare tradizione e innovazione, mettendo in luce una parte di Napoli ancora tutta da scoprire. La Fondazione Pietà de’ Turchini diventa così un centro vivo di esperienza artistica, che invita il pubblico a un ascolto attento e a una riflessione profonda.
Arte e cioccolato: il progetto di Andrea Ferrero nella storica Gay-Odin
Un altro momento da non perdere dell’edizione 2026 è la collaborazione con la storica cioccolateria Gay-Odin, fondata a Napoli nel 1894 e situata in Vico Vetriera 12, nel cuore di Chiaia. Venerdì 4 dicembre, questo luogo si trasforma in un vero e proprio palcoscenico per l’arte contemporanea grazie alla residenza e al progetto site specific di Andrea Ferrero, artista peruviano nato nel 1991. Il suo intervento, intitolato Put me on a pedestal and allow me to disappoint you, unisce ricerca artistica e tradizione cioccolatiera in modo innovativo, usando il cioccolato come materiale espressivo per indagare il folklore locale.
L’idea nasce dalla voglia di esplorare nuove strade espressive, mescolando cultura materiale e pratiche artistiche contemporanee. La permanenza di Ferrero a Napoli ha permesso di conoscere da vicino non solo le tecniche di produzione del cioccolato, ma anche il valore simbolico che questo prodotto ha nella cultura partenopea. Il lavoro crea un dialogo tra materia e forma, gusti e immaginari, mettendo in discussione le aspettative del pubblico. Il progetto, realizzato in collaborazione con la galleria milanese FRENCH PLACE, dimostra come il patrimonio locale possa ispirare iniziative culturali di respiro internazionale.
Così Gay-Odin non è solo una cornice d’eccezione, ma diventa un partner attivo nella costruzione di opere che raccontano la città, la sua storia e il presente. L’incontro tra arte e cioccolato si rivela una sfida creativa e coinvolgente, capace di attirare l’interesse non solo degli appassionati d’arte, ma anche di chi ama le contaminazioni culturali e i nuovi linguaggi artistici.
La Santissima – Community Hub: cuore pulsante di Art Days
La Santissima – Community Hub, già protagonista nel 2024, si conferma uno spazio centrale anche per questa edizione. In collaborazione con la Collezione Fabio Frasca, ospita una rassegna dedicata alla videoarte, con opere di rilievo nazionale e internazionale. Tra i lavori più significativi c’è il video Dear and Dearest, Chapter II di Jieun Lim, gentilmente concesso dalla galleria Ermes Ermes di Roma. A completare il programma, l’installazione di Numero Cromatico, vincitore del Premio Visions Capitolo II – I popoli del mare, realizzato insieme alla Collezione Agovino. Tutto questo fa de La Santissima un luogo di sperimentazione e contaminazione culturale.
Il 6 dicembre, accanto alle arti visive, si svolge un evento musicale con Selecta, format parallelo al collettivo Soul Express, attivo a Napoli dal 2016. L’appuntamento punta a creare un momento di incontro tra ascolto e collezionismo di vinili, con una selezione musicale pensata per favorire il dialogo tra generazioni e culture diverse. La Santissima si conferma così un fulcro dinamico dove arte e musica si intrecciano, offrendo un’esperienza culturale ricca e coinvolgente, capace di attrarre sia gli appassionati sia i più curiosi.
In questo scenario, La Santissima non è solo un contenitore, ma un vero protagonista nella diffusione di nuove modalità di fruizione e produzione culturale. La rassegna di videoarte e la giornata musicale sono momenti importanti per mostrare la vitalità e la varietà della scena contemporanea napoletana, unendo creatività, innovazione e patrimonio urbano.
Public Program: confronti aperti su cultura, rigenerazione e comunità
Art Days 2026 si distingue anche per un Public Program molto ricco, con 26 appuntamenti e 118 relatori. Tra talk, tavole rotonde e conferenze, il calendario offre spunti di riflessione sulle trasformazioni sociali, culturali e urbane legate all’arte contemporanea e al patrimonio. Si parla di rigenerazione culturale di luoghi storici, tema centrale per molte città italiane, e delle condizioni del lavoro culturale, questione di grande attualità per chi opera nel settore.
Particolare attenzione viene data al ruolo degli archivi nella costruzione della memoria collettiva e al rapporto tra cultura, cura e benessere, temi cruciali in un momento di grandi cambiamenti sociali. Il programma è un’occasione per mettere a confronto esperienze diverse, promuovendo il dialogo tra istituzioni, artisti, studiosi e pubblico. L’obiettivo è costruire strategie condivise e rafforzare la consapevolezza del valore della cultura come motore per uno sviluppo sostenibile dei territori.
Il Public Program conferma così Art Days come spazio di approfondimento e stimolo intellettuale, oltre che come mostra d’arte. Le conversazioni guidano il visitatore dentro un racconto più ampio che unisce arte, società e territorio, sottolineando l’urgenza di interventi culturali capaci di conciliare innovazione e tradizione. Dall’analisi delle pratiche espositive all’esplorazione delle politiche culturali, l’offerta è una panoramica completa sulle sfide più importanti del mondo artistico contemporaneo.
Napoli si rimette in gioco con Art Days, un evento che accende il dicembre cittadino con una serie di appuntamenti sparsi tra luoghi storici e nuove realtà. La manifestazione conferma il suo ruolo di punto di incontro culturale, attraversando materiali e linguaggi diversi e costruendo un tessuto di esperienze significative per la scena contemporanea regionale e nazionale.