Piedicavallo Festival 2026: l’avanguardia musicale tra natura e altitudine nelle valli piemontesi

A mille metri di quota, in un angolo d’alta Valle Cervo dove l’aria è fresca e i boschi sembrano infiniti, da trent’anni Piedicavallo ospita un festival che sa sorprendere. Non un semplice concerto all’aperto, ma un incontro tra radici antiche e suoni d’avanguardia, tutto in equilibrio tra natura e cultura. Quest’estate, la manifestazione si è sdoppiata: due finestre a distanza di settimane, per un programma che abbraccia musica classica, jazz, elettronica e performance dal vivo. Qui, tra sentieri e pietre, non si ascolta solo musica, ma si percepisce il respiro di una valle che cambia, raccontandosi attraverso note e silenzi.

Da piccolo festival di musica classica a laboratorio culturale della Valle Cervo

Il Piedicavallo Festival nasce nel 1990 come appuntamento dedicato alla musica classica da camera e, nel corso degli anni, ha saputo ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama culturale piemontese. Il vero cambio di passo arriva nel 2021, quando la gestione passa a due giovani biellesi, Marta Morino ed Edoardo Fumagalli, entrambi ventenni. Dal 2022, la loro scelta è stata chiara: affiancare alla tradizione classica una proposta più sperimentale, che ha preso il nome di Sarv e Lüria. Due termini dal sapore locale: “Sarv richiama il torrente Cervo, Lüria evoca una figura mitologica legata alle acque della valle.” Due anime che rappresentano la doppia natura del festival, tra radici e innovazione.

Il festival è cresciuto insieme al territorio e alla comunità che lo ospita. Gli eventi si sono legati a luoghi simbolo come il borgo di Rosazza e, più di recente, il Ponte di Fontanamora a Montesinaro, il più lungo del Piemonte, inaugurato a giugno 2026. Con i suoi 110 metri, il ponte è diventato una nuova attrazione e un punto di incontro tra cultura e natura, dopo che le alluvioni avevano portato via le vecchie passerelle. Questo paesaggio, ricco e suggestivo, è diventato parte integrante del festival, che non si rivolge solo a turisti di passaggio, ma coinvolge attivamente chi vive e visita la valle, instaurando un rapporto di rispetto e scoperta.

Giovani alla guida di una rinascita culturale in Valle Cervo

Dietro al Piedicavallo Festival c’è una squadra giovane e motivata. Nel 2023 è nata Sotterranea APS, l’associazione che organizza tutto, con oltre venti giovani coinvolti in ogni fase, dalla progettazione alla produzione. Accanto a loro, figure esperte come i direttori artistici Alessandro Commellato e Alessandro Gambo, fondatore del progetto TUM sulla musica underground, danno supporto e guida.

Il gruppo curatoriale, formato da Edoardo Fumagalli, Kristiana Mile, Isaias Bertoglio e Marta Morino, ha una visione chiara: valorizzare le risorse culturali di un’area interna come l’Alta Valle Cervo. Non vogliono semplicemente replicare modelli già visti nelle città, ma sperimentare nuove forme di cultura che nascono dal territorio e dalle sue specificità. Così il festival diventa un laboratorio permanente, un luogo dove capire che tipo di cultura può fiorire lontano dai grandi centri urbani, in modo sostenibile e radicato.

Cultura sostenibile e inclusiva: il festival che guarda oltre l’estate

Negli ultimi anni il Piedicavallo Festival ha allargato i suoi orizzonti, con iniziative che vanno ben oltre il periodo estivo. Sotterranea APS punta molto sulla sostenibilità, che non è solo ecologica ma anche economica ed energetica, temi ormai fondamentali nel mondo della cultura. Il festival non si limita a portare concerti di qualità, ma vuole abbattere le barriere sociali che spesso tengono lontano certi pubblici.

La curatela ha un approccio politico: “questioni come genere, classe sociale e razza sono parte della riflessione per costruire un pubblico e un programma più inclusivi.” L’obiettivo è cambiare la dinamica tra artista e spettatore, trasformando quest’ultimo in un ospite attivo. Così l’offerta culturale si fa ricca e variegata, intrecciando musica, danza, audiovisivi, passeggiate didattiche, talk e laboratori aperti anche alla sezione sperimentale Sarv. Il festival diventa un’esperienza che si fonde con il territorio, coinvolgendo linguaggi diversi e stimolando una nuova attenzione verso la realtà montana.

Lüria, tra natura e elettronica: l’ultima giornata che incanta Piedicavallo

La sezione Lüria è la parte più innovativa e sperimentale del festival, che si confronta con il paesaggio alpino attraverso suoni contemporanei. L’ultima giornata ha trasformato il borgo e i suoi spazi in un dialogo tra musica elettronica di ricerca e natura. Le pietre antiche, le pareti del Tempio Valdese e le rive del torrente sono diventate parte integrante dell’esperienza sonora.

La performance di Mira , con loop station, violino, sintetizzatore e voce, ha creato un’atmosfera ipnotica e suggestiva. Il dj set di Elena Colombi, producer e voce conosciuta nel circuito radiofonico, ha portato un momento di grande energia sulle sponde del fiume, dove l’acustica naturale amplificava ogni vibrazione. “Questo incontro tra spazio, luce e suono ha cancellato le distanze tra artisti e pubblico, dando vita a un’esperienza collettiva e immersiva.”

Il Piedicavallo Festival dimostra così di essere molto più di un semplice evento estivo per turisti di passaggio. È un progetto di rigenerazione culturale che parte dal territorio e dalle persone, un esempio concreto di come una nuova generazione possa trasformare una valle alpina in un laboratorio creativo vivo e in continuo movimento.

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