BIAF 2026 a Firenze: Tesori d’Arte Rari tra Canaletto, Apollo e Capolavori Italiani in Mostra

Il 24 settembre 2026, Palazzo Corsini riaprirà le sue porte dopo anni di silenzio, accogliendo la 34ª Biennale Internazionale dell’Antiquariato. Firenze si prepara a un evento che mescola il fascino del passato con le sfumature dell’arte contemporanea. Tra le opere in mostra, spiccano capolavori che vanno dal Rinascimento fino alle avanguardie del Novecento, con nomi come Canaletto e Savinio a fare da filo conduttore. A orchestrare tutto, Bruno Botticelli, il nuovo segretario generale, vuole creare un ponte tra epoche diverse, invitando a un dialogo intenso tra le sensibilità artistiche di ieri e di oggi.

Palazzo Corsini: un palcoscenico per i grandi nomi dell’arte

La Biennale del 2026 si presenta come un concentrato di eccellenza, con firme storiche della pittura, scultura e artigianato di altissimo livello. Tra i protagonisti spiccano Canaletto, con la sua veduta del Canal Grande del 1744, una novità fresca di restauro, e Andrea della Robbia, che porta in mostra la sua terracotta invetriata del Bambin Gesù del XV secolo, esposta da Longari Arte Milano. Non mancano poi Guercino, con opere intense e raffinate, Rosalba Carriera, famosa per i suoi ritratti delicati, Alberto Savinio e il pioniere Lucio Fontana con il suo celebre Concetto spaziale. L’evento guarda oltre l’antico, spostando lo sguardo verso l’Ottocento e il Novecento.

Gli ottanta espositori, scelti con cura tra italiani e stranieri, sono stati selezionati con criteri rigorosi che guardano alla qualità, unicità e importanza storica delle opere. Il risultato è una mostra-mercato che si conferma ai massimi livelli, con pezzi che vanno dalle sculture lignee alle pitture dei grandi maestri, passando per le arti decorative di alto artigianato, maioliche preziose e manufatti rari. Una vera settimana dedicata all’arte antica e moderna, uno degli eventi più importanti d’Europa nel suo genere, incorniciato dalla splendida Firenze.

Dal Rinascimento al Settecento: sculture e dipinti da non perdere

Tra le sculture in mostra spiccano esempi di grande maestria, dal marmo al corallo, passando per la terracotta. Andrea della Robbia apre con il suo Bambin Gesù, un capolavoro dell’arte religiosa rinascimentale proveniente da collezioni di rilievo. Accanto, una Madonna con Bambino quattrocentesca di Giovanni de Fondulis, un nome meno noto ma importante per la scultura lombarda del tempo. Dal Settecento arrivano pezzi come la coppia di Apollo e Bacco di Francesco Bertos, marmo apuano finemente lavorato, esposto da gallerie di fama internazionale.

Tra le sculture ottocentesche e novecentesche spicca La Carità di Lorenzo Bartolini, una pietra miliare del neoclassicismo italiano, e il Bozzetto per l’Arengario a Milano di Marino Marini, esempio di arte moderna legata agli spazi urbani. Questa selezione dimostra come la Biennale punti a offrire non solo opere belle, ma testimonianze di epoche e contesti sociali diversi.

Sul fronte pittura, la mostra presenta capolavori che spaziano dal Trecento al Settecento. Ci sono Paolo Veneziano, uno dei pilastri della pittura veneziana medievale, e Neri di Bicci, con la sua Madonna col Bambino e angeli adoranti su fondo oro. Tra le opere di Guercino si segnalano una giovanile Fuga in Egitto e un disegno di San Gerolamo scrivente, entrambi di grande intensità. Non mancano documenti preziosi come il monumento a Vittorio Alfieri, opera di Antonio Canova, rappresentato da uno studio di Giuseppe Vannini sugli elementi architettonici fiorentini dell’Ottocento. La selezione si completa con pezzi di Bernardino Luini e Carlo Maratta, a testimoniare ampiezza e solidità di questa edizione.

Arti decorative e manifatture: l’eccellenza italiana sotto i riflettori

Non solo pittura e scultura. La Biennale dedica ampio spazio all’arte applicata e alle manifatture di pregio, che raccontano la tradizione più raffinata dell’artigianato italiano. Tra i pezzi più interessanti ci sono le rare maioliche medicee portate da Altomani & Sons, testimoni di un’epoca d’oro per la ceramica rinascimentale. Dalla Sicilia arriva un cabinet del XVII secolo, realizzato con legno, tartaruga, rame dorato, corallo e smalti: un pezzo di valore museale messo a disposizione da Brun Fine Art, che copre un arco che va dall’arte rinascimentale agli ornamenti settecenteschi inglesi.

Il Novecento è rappresentato anche qui, con un’opera di Carlo Scarpa per la Vetreria Venini di Murano: una coppa in vetro a murrine che unisce tradizione e innovazione, simbolo del design italiano che mescola artigianato e arte contemporanea. Questa sezione sottolinea la capacità di rinnovarsi delle arti applicate, mettendo in dialogo antico e moderno.

Novecento e avanguardie: un ponte tra ieri e oggi

L’edizione 2026 amplia lo sguardo al Novecento, portando in scena le ricerche più vivaci senza perdere il legame con l’arte classica. Tra i protagonisti Umberto Boccioni, con l’Impressione di Venezia del 1907, un’opera divisionista, e il Ritratto dello scultore Ripamonti del 1916, segno della sua maturità artistica. In mostra anche Gino Severini, con Les deux canards e il papier collé Symbole de l’Eucharistie, che raccontano il suo legame con la secessione e il futurismo.

Alberto Savinio presenta un’opera del 1929 senza titolo, testimonianza della sua ricerca metafisica e surreale, mentre il percorso tocca Giorgio de Chirico con l’Autoritratto delle nuvole del 1948. A chiudere il cerchio, Lucio Fontana con il suo Concetto spaziale Attese, esposto da Tornabuoni Arte, che ricorda il ruolo centrale del movimento spazialista nel Novecento.

Il segretario generale Bruno Botticelli mette in chiaro l’intento della Biennale: “dimostrare che l’arte classica non è un rifugio nostalgico, ma uno strumento vivo e necessario per capire il presente, in dialogo con le sperimentazioni contemporanee.” Un equilibrio che fa della BIAF un punto di riferimento culturale e commerciale a livello internazionale.

Palazzo Corsini si conferma così tempio dell’arte d’eccezione, in un’edizione che amplifica il fascino del passato senza rinunciare a uno sguardo fresco e innovativo. Firenze si prepara a vivere giorni di grande intensità artistica e culturale, offrendo ai visitatori un viaggio attraverso secoli di bellezza, tecnica e storia.

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