Baratti, la Casa Esagono di Vittorio Giorgini: l’arte contemporanea riscopre un gioiello dimenticato della Toscana

Sul mare calmo del golfo di Piombino, dove le alghe posidonia danzano sott’acqua e le orecchie di venere punteggiano i fondali, sorge una casa fuori dal tempo. La Casa Esagono, creazione di Vittorio Giorgini – architetto visionario degli anni Cinquanta – ha appena terminato un restauro che non è solo un ritorno al passato. Qui, la memoria di un maestro prende forma nuova, trasformandosi in un laboratorio vivo di arte contemporanea e natura. Le sue stanze, con geometrie insolite e modulazioni inedite, si aprono oggi a un dialogo fresco, alimentato da giovani artisti e istituzioni che credono nel valore di questo spazio unico.

Un pezzo di storia e architettura che dialoga con la natura

Casa Esagono è nata dalla mente di Vittorio Giorgini, architetto che ha sempre cercato un equilibrio tra costruzioni e ambiente naturale. La casa, sollevata da terra e costruita con moduli esagonali, richiama le geometrie della natura ed era una sfida tecnica notevole per l’epoca. Non è mai stata solo una semplice abitazione, ma uno spazio di incontro e confronto per artisti, intellettuali e progettisti.

Marco Del Francia, alla guida dell’associazione B.A.Co., ha lavorato da anni per far emergere l’importanza di questa opera, non come un museo chiuso, ma come un luogo da riaccendere. Inserita perfettamente nel paesaggio di Baratti, la casa si trasforma in un laboratorio dove sperimentazione e dialogo con l’ambiente restano protagonisti. Dopo il restauro appena concluso, Casa Esagono non è più un pezzo fermo nel tempo, ma un organismo vivo che parla la lingua della cultura contemporanea.

Residenze artistiche 2026: un laboratorio creativo tra storia e natura

Nel 2026, Casa Esagono diventa casa temporanea per artisti e curatori chiamati a interpretare l’architettura e il paesaggio da punti di vista diversi. Arianna Tremolanti, curatrice romana nata nel 1994, ha spostato la sua attenzione dalla scrittura alla dimensione orale, creando un’installazione audio che mescola musica, suoni ambientali e testi. Il suo lavoro si basa su pratiche culturali marginali e spontanee, creando un dialogo diretto con il luogo e la sua storia.

Carolina Cappelli, fiorentina del 1995, combina cinema, performance e scrittura per esplorare il femminile e figure secondarie nella storia del cinema. A Baratti ha scoperto un dettaglio inaspettato, la nascita del primo villaggio turistico italiano, trasformando questa scoperta in un progetto che mescola ambiguità e momenti di festa. Il confronto con la gente del posto e gli incontri informali hanno dato nuova linfa al suo lavoro, portandolo fuori dalla dimensione puramente intellettuale verso esperienze condivise.

Infine, Rio Li Cui, artista cinese con un percorso che alterna teoria e pratica, ha realizzato un’opera site specific che indaga la percezione dello spazio e delle forze naturali. La sua installazione modulare di pannelli non è solo un oggetto artistico, ma evoca vento, mare, sabbia e posidonia, estendendo la riflessione su tempi lunghi, quasi geologici. Un lavoro che sottolinea con sensibilità il legame profondo tra architettura e natura.

Riattivare Casa Esagono: tra memoria e futuro

Far rivivere Casa Esagono significa evitare che diventi un semplice reperto da ammirare, ma anche che perda la sua identità trasformandosi in uno spazio senza carattere. La vera sfida è mantenere vivo il rapporto tra l’opera di Giorgini, la memoria storica e la cultura di oggi. Così, la casa diventa un punto d’incontro per artisti, studiosi e pubblico, un luogo dove nascono nuove ricerche e pratiche estetiche radicate nel territorio e nel paesaggio.

La partecipazione di giovani artisti e curatori, sostenuta da programmi regionali come FSE+ e Giovanisì, amplia le possibilità di scambio e crescita culturale. Casa Esagono si conferma così non solo come un patrimonio da preservare, ma come uno spazio vivo, capace di creare significati nuovi attraverso il dialogo tra immaginari, materiali e tempi diversi. Un modello che può essere d’esempio per altre realtà culturali che vogliono coniugare tutela e innovazione.

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