Drive compie 15 anni: il cult di Nicolas Winding Refn che resta immortale nel cinema noir

Nel 2011, Drive ha fatto molto più che uscire nelle sale: ha trasformato radicalmente la carriera di Nicolas Winding Refn. Quel film, con il suo stile unico e l’atmosfera magnetica, si è impresso nella memoria degli appassionati, diventando un riferimento per il cinema contemporaneo. Da allora, la vita di Refn ha avuto momenti di grande intensità, come il grave arresto cardiaco nel 2023, un episodio che ha lasciato un segno profondo nella sua creatività. Oggi, a quindici anni di distanza, il regista danese torna sotto i riflettori in Italia, con proiezioni dal vivo e in streaming e un nuovo film, Her Private Hell, che apre un capitolo inedito della sua carriera.

Drive, un cult che torna in sala in 4K per i 15 anni

Il 28 settembre è stata una serata speciale per gli appassionati di Refn in molte sale italiane. Drive è tornato sul grande schermo in una versione restaurata in 4K, nell’ambito della “Refn Celebration”, un evento che ha messo insieme passato e presente. Questo film non è solo un ricordo, ma un’esperienza che ancora coinvolge anche i più giovani spettatori. Dopo la proiezione, il regista ha partecipato a un’intervista in diretta streaming, anticipando la première italiana del suo nuovo thriller-horror, Her Private Hell, a dieci anni da The Neon Demon.

Drive resta un punto fermo, un mix di atmosfere noir con una colonna sonora synth e dream-pop che ha fatto scuola. La celebre Nightcall di Kavinsky, recentemente scomparso, è ormai un simbolo indelebile del film. Refn ha raccontato come Drive sia stata la sua “LA Fantasy”: un’opera che ha cambiato la sua visione della città e gli ha aperto le porte a un pubblico globale, molto più ampio rispetto ai suoi lavori precedenti. Sul set è nata anche una solida amicizia con Ryan Gosling, protagonista del film, con cui Refn spera di lavorare ancora insieme.

L’eroe di Refn: tra contraddizioni e sacrifici

Il segreto di Drive non sta solo nello stile o nell’estetica, ma nella profondità del suo protagonista, un eroe ambiguo che ricorre spesso nei film di Refn. Dalla trilogia Pusher a Bronson, fino ai lavori più recenti, i protagonisti si muovono in un terreno fatto di conflitti interiori e scelte difficili, dove il confine tra bene e male si fa sottile.

Questi personaggi si mettono in gioco con sacrifici estremi, spesso per proteggere ciò che amano o credono giusto. Tra eroe e antieroe, la linea è sfumata, ma il pubblico resta catturato da un’empatia intensa, quasi istintiva. Lo vediamo in Drive, ma anche in film come Taxi Driver, Léon o Il giustiziere della notte. In tempi di ingiustizie e tensioni sociali, queste figure solitarie restano un simbolo forte, un’icona di resistenza e valori in un mondo complicato.

Dopo l’arresto cardiaco, Refn si reinventa: un nuovo cinema prende forma

Il 2023 ha segnato una svolta profonda per Nicolas Winding Refn. Durante un intervento medico, ha avuto un arresto cardiaco di 25 minuti, un’esperienza che lo ha cambiato dentro e fuori. In un incontro con il giornalista Mattia Carzaniga, Refn ha raccontato come questo episodio lo abbia spinto a rivedere completamente il suo rapporto con il cinema.

Ha descritto quel momento come una sorta di “morte e rinascita”, che gli ha permesso di guardare alla sua arte con occhi nuovi, quasi da zero. Dopo aver sperimentato il mondo dello streaming, che non sente come suo, ha deciso di tornare a puntare sull’esperienza classica della sala cinematografica. Her Private Hell nasce da questa nuova energia: un film che mescola elementi futuristici e sperimentali con una struttura precisa, specchio della sua trasformazione interiore.

Cinema e desiderio: la visione di Refn sul futuro del racconto

Per Refn il cinema è prima di tutto fantasia e immaginazione. Le immagini sullo schermo devono amplificare i desideri e la tensione narrativa. L’eccesso, il feticismo degli oggetti, le emozioni forti sono l’anima vera dell’esperienza cinematografica.

Sottolinea il ruolo centrale del desiderio, che spesso si lega a temi come violenza e sesso, i due poli che catturano lo spettatore. In un’epoca di media sempre più “sanificati” e di dibattiti sull’intelligenza artificiale, Refn difende un’arte “pericolosa”, capace di scuotere davvero lo spettatore e di trasformarlo, portandolo fuori da sé.

Il regista danese si definisce un “intrattenitore alla vecchia maniera” e vuole ispirare creatività. Invita a vedere i suoi film come una “dipendenza”, come “la cocaina”: un richiamo intenso dalla fantasia da cui non si vuole più tornare indietro. In questo modo, il cinema diventa uno spazio di libertà unico, dove realtà e immaginazione si mescolano, dando vita a storie che ancora oggi sanno affascinare e coinvolgere.

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