Le case parlano, anche quando nessuno le ascolta. Negli archivi polverosi, poi, si nascondono storie che aspettano solo di essere scoperte. Non sono soltanto le opere a raccontare chi sono stati gli artisti, ma anche i luoghi dove hanno vissuto, le fotografie che hanno scattato, quei piccoli dettagli di ogni giorno che li hanno ispirati. Così si intrecciano sei nuovi libri che esplorano spazi, ricordi e tracce, usando parole e immagini per restituire un ritratto più intimo. Dai paesaggi sospesi di Luigi Ghirri, alla quieta solitudine di Giorgio Morandi, fino agli scatti memorabili di Frank Horvat, senza dimenticare il ritratto inedito della Svizzera firmato da Rosa Matteucci e Louis De Belle.
Luigi Ghirri: tra immagini, parole e passioni
“Luigi Ghirri. L’anello della visione”, scritto da Lisa Nico e pubblicato da Einaudi nel 2026, si immerge nel percorso intellettuale del fotografo reggiano, una delle voci più importanti della fotografia italiana contemporanea. Nico, che è lo pseudonimo di Elisabetta Buffa, non si limita a guardare le fotografie di Ghirri, ma indaga le radici teoriche e i testi che lui stesso ha scritto o amato nel corso della sua carriera. Ne esce il ritratto di un Ghirri che riflette con profondità sull’immagine, sul quotidiano e sui confini della fotografia, a volte con ironia leggera, altre con rigore filosofico.
Il libro racconta anche le prime critiche pungenti che Ghirri ricevette, in particolare da Franco Vaccari, che con una certa durezza spiegava cosa le sue fotografie non volevano essere. Proprio queste critiche, però, anticipavano la novità e la distanza che l’artista avrebbe poi segnato nel panorama fotografico. Ghirri fissava nei suoi scatti paesaggi comuni e oggetti di ogni giorno, invitandoci a guardare il mondo che già conoscevamo con occhi nuovi, più delicati e poetici.
Particolare attenzione è riservata a “Identikit”, un’opera in cui Ghirri usa i suoi oggetti personali – libri, dischi – per raccontarsi senza parole. Un ritratto inedito che rivela la sua passione per la letteratura e la musica, concepito anche per altri come Aldo Rossi e Giorgio Morandi, di cui Ghirri ha scattato alcune delle foto più intime nel suo studio bolognese. Il libro, di 352 pagine e venduto a 32 euro, si presenta come una guida preziosa per chi vuole addentrarsi nella complessità di un autore capace di parlare con semplicità.
“Casa come me”: la casa diventa ritratto
Electa inaugura nel 2026 la collana “Casa come me”, un’idea nuova per raccontare artisti e intellettuali passando attraverso le loro case. L’ispirazione arriva dalla villa di Curzio Malaparte a Capri, vera e propria firma in pietra della sua personalità. I primi due volumi sono dedicati a due figure simbolo: Giulio Einaudi, l’editore che ha segnato la cultura italiana del dopoguerra, e il pittore Giorgio Morandi.
Paolo Di Stefano, nel libro su Einaudi, accompagna il lettore dentro la storica sede di via Biancamano 1, un luogo che fu anche officina di lavoro e incontri tra scrittori, redattori e protagonisti della cultura italiana. Emergono personaggi come Ernesto Ferrero e Paolo Fossati, che hanno contribuito in modo decisivo a far conoscere l’arte e la letteratura attraverso la casa editrice. Le fotografie e le planimetrie fanno rivivere ogni angolo di quegli spazi, carichi di storia e passione.
Dall’altra parte, Marco Antonio Bazzocchi si sofferma sulla casa di Morandi in via Fondazza 36, un appartamento senza corridoi dove il pittore visse con la madre e le sorelle. Qui si respira un’atmosfera raccolta, fatta di silenzi e precisione, che si riflette nelle nature morte e negli interni dipinti da Morandi. Il volume, più breve ma intenso, trasmette questa dimensione intima che sembra risuonare in ogni quadro.
Questi due libri offrono uno sguardo concreto sulla cultura italiana, visto attraverso i luoghi privati ma significativi in cui si intrecciano persona e spazio.
Frank Horvat: il maestro che ha cambiato la fotografia di moda
Frank Horvat occupa un posto di rilievo nel panorama della fotografia contemporanea, riconosciuto a livello mondiale. Nato nel 1928 a Abbazia, allora italiana e oggi croata, è stato uno dei pionieri della fotografia di moda, ma non solo. La nuova monografia pubblicata da ElectaPhoto nel 2026, curata da Fiammetta Horvat, Mathilde Oudin e Nunzio Giustozzi, ripercorre tutta la sua carriera, dai primi scatti in bianco e nero alle aperture narrative sul colore.
Il libro è arricchito da un testo di Ferdinando Scianna, uno dei grandi fotografi italiani, che traccia un ritratto intimo di Horvat, ricordandolo come “una delle persone più intelligenti che abbia incontrato.” Il volume mette in luce anche aspetti meno noti del suo lavoro: reportage, ritratti di personaggi, paesaggi, sempre con un occhio attento alla composizione e alla luce.
Con 160 pagine, questo omaggio restituisce la vastità di un percorso che ha rivoluzionato il modo di guardare la fotografia pubblicitaria e di moda, unendo rigore e sensibilità poetica.
Peter Beard e il dramma della fauna africana
“La fine del gioco” , ripubblicato da Taschen nel 2026, è una testimonianza potente e appassionata di Peter Beard, fotografo e scrittore che per circa vent’anni ha documentato la crisi della fauna africana. Le sue immagini, accompagnate dai suoi testi, raccontano un continente devastato dall’azione umana.
Il libro, uscito più di sessant’anni fa, conserva ancora tutta la sua forza e capacità di scuotere le coscienze. Le fotografie mostrano la strage di milioni di animali e la distruzione degli habitat naturali, un problema che resta cruciale oggi. Beard non si limita a raccontare, ma denuncia quella violenza insensata che l’uomo ha inflitto alla natura.
Con 304 pagine e un prezzo di 100 euro, questo volume è un documento imprescindibile per capire la storia recente dell’Africa selvaggia e il peso dell’intervento umano.
Svizzera: un ritratto tra tombe celebri e dettagli quotidiani
Al centro del progetto curato da Rosa Matteucci e Louis De Belle, pubblicato da Humboldt Books nel 2026, c’è la Svizzera vista da una prospettiva nuova. Il libro “Svizzera. Il tempo è galantuomo” mescola scrittura e fotografia per raccontare il paese alpino con uno sguardo originale e profondo.
Rosa Matteucci apre con un testo evocativo, ricco di riferimenti culturali e letterari, che parla di grandi personalità sepolte in Svizzera: Borges, Thomas Mann, Canetti, Patricia Highsmith, solo per citarne alcuni. Il suo stile, preciso e quasi gaddiano, accompagna il lettore tra tombe in bianco e nero, silenziose testimonianze di vite importanti.
Segue “Piccolo inventario svizzero” di Louis De Belle, una serie di foto che catturano la magia ordinaria del paese: mucche vere e finte, cimiteri, orologi a cucù, sportelli bancomat. Qui la Svizzera emerge sia come paesaggio simbolico che come luogo quotidiano, con dettagli che diventano icone di un’identità complessa.
Il libro, 100 pagine a 24 euro, invita a guardare una nazione attraverso un gioco di immagini e parole, costruendo un racconto originale.