Nel cuore di Mirafiori, tra vecchi capannoni e vie che respirano storia, un rifugio antiaereo racconta più di quanto si possa immaginare. Non è solo memoria da conservare: è vita che si trasforma, si muove, prende forma tra le mani di anziani che raccontano e bambini che disegnano. A pochi passi dal frenetico cuore industriale di Torino, un’installazione rompe il silenzio dei laboratori. Qui, la scienza non si nasconde più dietro formule o tecnicismi: diventa musica, immagini, un dialogo aperto con la città, un ponte tra istituzioni e cittadini.
Mirafiori oltre il mito: arte, storia e comunità che si incontrano
“Mirafiori dopo il Mito | L’Oro di Mirafiori” prosegue il suo viaggio nel quartiere, esplorando il legame tra territorio e persone con esperienze artistiche che affondano le radici nella sua storia. Dopo “Antopia”, l’installazione di Francesco Bertelé che aveva scavato nelle memorie del Rifugio Aldo Ratto con voci dirette e sguardi infantili, ora si punta a un dialogo ancora più stretto tra arte e scienza. Il 22 ottobre 2024, alla sede torinese del Consiglio Nazionale delle Ricerche , sarà inaugurata “Touch Rock Code Fade ” di Ramona Ponzini. L’opera è installata sulla cancellata del campus, proprio dove il confine tra istituto e quartiere diventa tangibile.
Questa installazione fa da ponte tra ricerca e società, trasformando dati scientifici spesso chiusi in un linguaggio incomprensibile in un’esperienza che si può vedere e ascoltare camminando per strada. Non è solo un fatto estetico: è un modo per abbattere quella distanza che spesso separa i laboratori dal tessuto urbano.
Ramona Ponzini: quando la scienza si fa musica e immagine
Ramona Ponzini è un’artista del suono con una profonda conoscenza della lingua e letteratura giapponese. Da sempre lavora a metà tra diversi mondi, mescolando improvvisazione, collage e cut-up per creare opere che raccontano culture e linguaggi diversi. Nel suo percorso c’è anche la curatela e la scrittura legata al cinema, che arricchiscono la sua attenzione verso narrazioni complesse.
Per il CNR di Torino ha realizzato una suite in quattro movimenti, ciascuno dedicato a un’area di ricerca presente nel campus: STEMS, GEO, IPSP e IRCrES. Le fonti d’ispirazione sono molto diverse: dallo studio di lubrificanti fatti con residui della vinificazione, al monitoraggio ambientale in alta quota, dal sequenziamento di proteine virali che colpiscono le piante all’evoluzione dei supporti musicali.
La sfida è trasformare dati scientifici, spesso complicati, in musica che accompagna l’ascoltatore in un viaggio multisensoriale. Accanto alle composizioni ci sono quattro pannelli di alluminio con le spettrografie delle musiche, così da rendere visibile quello che altrimenti resterebbe nascosto nei numeri.
Dati scientifici che diventano arte da vivere
L’opera di Ponzini va oltre la semplice arte sonora: è un esperimento che traduce e comunica la scienza a tutti. L’artista, che ha studiato traduzione, è abituata a trasformare dati in suoni, come aveva fatto nella mostra “Terreno” al MAXXI L’Aquila nel 2024, dove aveva messo in musica le analisi stratigrafiche del suolo.
Ogni movimento della suite si basa su un set di dati diverso, ma l’ascolto resta coerente, senza perdere il filo, rispettando le specificità di ogni ricerca. Un risultato che richiede attenzione tecnica e un bilanciamento sonoro preciso.
La sonificazione è un interesse che va oltre questo progetto: Ponzini ha creato anche opere che trasformano in musica molecole come il Lorazepam, un farmaco per l’ansia, presto in uscita su etichetta Silentes. Una strada nuova, che unisce scienza e creatività.
Un ponte aperto tra ricerca e città
“Touch Rock Code Fade” è posizionata idealmente sulla soglia del CNR, nel cuore di Mirafiori, trasformando il confine in un luogo di incontro e scambio. La cancellata diventa un medium che lascia filtrare la ricerca verso l’esterno, offrendo un’esperienza diretta ai cittadini.
I pannelli con le spettrografie scorrono lungo la recinzione, accompagnati dalla musica attivata dall’installazione. Così chi passa può entrare in un dialogo, emotivo e intellettuale, con la scienza, che non appare più lontana o complicata, ma patrimonio di tutti. Il progetto vuole rilanciare una cultura dell’innovazione inclusiva, che valorizzi ogni voce e colleghi il sapere accademico alla vita di tutti i giorni.
Il 22 ottobre, dalle 17.30 alle 20.30, ci sarà la presentazione ufficiale con la possibilità di incontrare l’artista. Un’occasione per scoprire come arte, scienza e comunità possono intrecciarsi con forza e delicatezza.