Cultura

Il quotidiano visto con la lente della macchina fotografica di Alessandra Faiella

La città di Milano vista attraverso l’obiettivo di Alessandra Faiella, ecco qualche curiosità sui suoi scatti e sui messaggi che nascondono

Ci sono molti modi di vivere una città. Si può prendere un tram e viaggiarci attraverso, si può camminare con calma per le sue vie e osservare il cielo, le persone, i negozi e chiedersi: “Come sarebbe vivere qui?”, oppure si può fare come ha fatto Alessandra Faiella e osservare la città attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica.

“Il mio sguardo su Milano”: la città di Milano raccontata attraverso le foto

Alessandra Faiella, fotografa legnanese, ha inaugurato la sua mostra presso ArTéGalleria Artepassante di Milano nel 2019, incantando parecchi milanesi.

Milano in foto, scatti di Alessandra Faiella – www.sempionenews.it – artepassante.it

Coloro che si sono ritrovati davanti alle fotografie appese in galleria, hanno avuto modo di riscoprire la loro stessa città attraverso uno storytelling fotografico abilmente realizzato da questa fotografa di talento, che ha voluto precisare quali fossero le sue intenzioni:

Con le mie foto, voglio cogliere tanti attimi di Milano. I luoghi che viviamo “frettolosamente”, possono esprimere emozioni”.

Ed è proprio in questa frase l’ossimoro che ha reso così potente la sua mostra: Milano è una città che non sta mai ferma, sempre di corsa, ma invece Alessandra l’ha bloccata nei suoi scatti, ha fermato il tempo in una città in cui il tempo non si ferma mai e trascina via tutto con sé ogni giorno: ha fermato Milano.

Hic et nunc: qui e ora, il messaggio nascosto nelle foto di Alessandra Faiella

Il “padrone di casa” ovvero il proprietario della galleria che ha ospitato la mostra di Alessandra è Guido Poggiani, un artista eclettico amante dell’arte in tutte le sue forme. Guido ha spiegato che fin da subito gli scatti di Milano realizzati dalla fotografa legnanese hanno saputo conquistarlo:

Abbiamo creduto in Alessandra perché ci piace la sua immediatezza, con gli elementi simbolo di Milano, come il Tram. Faiella si diverte a “fissarli” in tutte le salse ed i colori”.

Ma non è stato solo lui ad esprimere apprezzamenti e fiducia nei confronti delle fotografie di Alessandra, ci ha pensato anche Sergio Banfi, presidente della Società Italiana Caccia, nonché fotografo professionista di Sempionenews:

“Se hai una meta, non guardi mai nel percorso cosa trovi, perché hai sempre in mente i punti per arrivare alla meta. Se ti perdi, osservi quello che c’è in giro, che scopri. Cosa che ho trovato nelle foto di Alessandra”.

Un invito a perdersi tra le foto e tra le strade di Milano, senza pensare al domani ma vivendosi il presente, quello che tutti noi facciamo fatica a vivere e a percepire, sempre occupati a correre verso le nostre direzioni che perdono di nitidezza e significato con ogni passo che compiamo per raggiungerle.

Insomma, tanti elogi ben più che meritati per questa fotografa di talento, che ha saputo, attraverso le sue fotografie, fare riflettere sul valore del tempo e degli istanti che ci facciamo scivolare via dalle dita ogni giorno.

Uno sguardo innocente che ferma la città che fugge

Quello che colpisce di più delle fotografie presenti in questa mostra dedicata a Milano è l’innocenza dello sguardo della fotografa. È come se, con dolcezza, cercasse di trattenere con sé ogni piccola sfumatura della città, rappresentando le differenze culturali, le piccole variazioni di colore, ma anche il divertimento, i sorrisi, e la vita che questa città ha da offrire.

Possiamo dire, quindi, che c’è tanto di Milano negli scatti di Alessandra ma c’è anche tanto di Alessandra in ogni scatto: dalla sua selezione dei soggetti, il suo modificare le luci, le tonalità e le angolazioni, ogni piccolo dettaglio ci invita a guarda il mondo dal suo punto di vista, e possiamo dire che la sua prospettiva ci piace molto, perché ha saputo cogliere il fascino antico di Milano e la sua modernità, il suo caos ma anche il profondo senso di ordine.

Concludiamo con una frase che riassume quanto detto fino ad ora, ovvero quanto la fotografia possa essere in grado di rallentare l’inesorabile discesa della sabbia nella clessidra, e farci sentire tutti più capaci di vivere l’istante in cui ci troviamo. Dalle parole di Alessandra, traspare proprio come questo fosse il suo messaggio principale:

La fotografia è l’unico strumento in grado di fermare il tempo, l’unico in grado di fermare le emozioni. Ecco perché è importante!”

Alessia Barra

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