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Dichiarazione dei redditi, cosa fare se lo stipendio è pignorato? La risposta

Molti si chiedono come fare con la Dichiarazione dei redditi, laddove lo stipendio risulti in parte pignorato e si chiedono cosa inserire.

Il problema riguarda molti cittadini, chi si trovano con un quinto dello stipendio prelevato ogni mese e chi invece ha un debito in corso ancora più elevato. Ciò di fatto va a modificare il netto che si percepisce ma non il lordo, quindi cosa bisognerebbe riportare correttamente nel 730?

Dichiarazione dei redditi e stipendio pignorato: cosa fare- (Artepassante.it)

La cosa cambia perché può innalzare o abbassare il reddito dando o meno la possibilità di accedere a una serie di benefici, senza contare quello che si può ottenere andando appunto a fare leva sulle detrazioni IRPEF permesse dalla legge.

Dichiarazione dei redditi e stipendio pignorato: cosa fare

Risulta fondamentale chiarire questo punto per evitare di trovarsi nella situazione di commettere un errore importante, che non solo ha conseguenze severe sul piano economico, ma può determinare una serie di problemi gravi anche nell’atto e quindi nella documentazione vera e propria.

Come dichiarare nel 730 lo stipendio pignorato- (Artepassante.it)

Il 730 e quindi la Dichiarazione dei redditi annuale è un passaggio molto importante per tutti, questo vuol dire che bisogna fare attenzione a quanto viene dichiarato, avendo cura di non commettere nessun errore, anche marginale, perché possono esserci ripercussioni severe.

La dichiarazione delle somme pignorate dipende molto dal datore di lavoro, questo vuol dire che se il datore non deduce la somma pignorata prima di applicare le imposte in busta paga, il debitore può dedurre l’importo nella Dichiarazione dei redditi.

Per farlo, basta inserire l’importo prelevato nel quadro E del modello. Se invece le somme vengono prelevate già e inserite dal datore di lavoro, allora il debitore non deve inserirle a parte, perché la formulazione della busta paga e del CUD sono già corrette, in quanto se ne è occupato il sostituto d’imposta.

La questione è quindi facile, se le somme vengono già utilizzate dal datore di lavoro in busta paga, allora non bisogna fare nulla, se questo non avviene si ha la possibilità di inserirle in un apposito riquadro per andare a scaricare quanto dovuto.

La cosa fondamentale è avere però premura di inserire gli importi corretti e nella sezione giusta, altrimenti risultino invalide e scattano i controlli da parte degli enti che rivelano delle anomalie nei conteggi. Se si hanno dubbi, trattandosi di una casistica particolare, anche per il controllo della busta paga è meglio avvalersi di una persona competente in materia, che possa fornire supporto e delucidazioni su come procedere senza problemi.

Valentina Giungati

A seguito degli studi in Editoria, approdo con entusiasmo al mondo del giornalismo cartaceo. Successivamente, con il digitale e le redazioni online, scatta la scintilla. Lavoro con grande passione nel settore da anni, spaziando dai viaggi alla tecnologia, per offrire spunti interessanti e curiosità imperdibili sui trend del momento e non solo.

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