Val di Fiastra, un piccolo borgo incastonato tra le colline marchigiane, sta per trasformarsi in un laboratorio culturale a cielo aperto. Dal prossimo 8 marzo fino al 29, il paese ospiterà una residenza dedicata al cinema che non è la solita esperienza artistica. Qui non si guarda solo, si crea insieme: si sperimenta, si produce, si indaga. È la tappa finale di Olobionte, un progetto nato per intrecciare arti diverse e comunità locali, che ha già attraversato musica, teatro, illustrazione e arti visive. Ora è il cinema a prendere il centro della scena, portando con sé un’energia nuova e una visione condivisa.
Olobionte: il territorio come organismo vivente
Il nome Olobionte viene dalla biologia e indica un organismo insieme a tutti i microrganismi che convivono con lui. Applicato al territorio, diventa un modo per guardare alla Val di Fiastra non come a un semplice spazio geografico, ma come a un sistema vivo, fatto di persone, ambienti, storie, economie e sogni che si influenzano a vicenda. L’idea è ascoltare questo “corpo” per trovare nuove strade di dialogo e valorizzazione.
Qui Val di Fiastra si inserisce in uno sforzo più ampio di rigenerazione culturale e sociale, sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal bando Borghi. L’arte diventa il motore di relazioni e contaminazioni creative. Olobionte si è articolato in quattro tappe, ognuna affidata a partner locali con esperienza: Borgofuturo per la musica, Teatro Rebis per il teatro, Ratatà per illustrazione e arti visive, Officine Mattoli per il cinema. Così, le aree interne non restano più ai margini, ma diventano terreno fertile per nuove narrazioni e sperimentazioni.
Il cinema protagonista: una residenza per documentari nelle Marche
Nell’ultima fase di Olobionte, il cinema prende il centro della scena. La residenza offre agli artisti un vero e proprio laboratorio per realizzare cortometraggi o teaser, che possano aprire la strada a progetti più grandi. L’attenzione è rivolta soprattutto al cinema documentario contemporaneo, capace di raccontare storie autentiche del territorio con uno sguardo originale e personale.
Il programma prevede tre settimane di lavoro intenso, tra ricerca creativa e supporto tecnico. Non si tratta solo di fare film, ma di costruire una rete di relazioni e uno sguardo nuovo su spazi e comunità. Il confronto con la gente del posto è parte integrante dell’esperienza, che vuole aprirsi al dialogo e alla condivisione.
Dietro le quinte: guida e tutoraggio di alto livello
A condurre la residenza è il regista Daniele Gaglianone, che apre il percorso con una giornata di formazione e continua a seguire i progetti da remoto. In loco, il tutor tecnico e creativo è Lorenzo Raponi, figura di spicco nelle Officine Mattoli da dieci anni. Regista di corti e documentari, Raponi affianca gli artisti durante tutte le fasi della produzione con consulenze e formazione.
Questa coppia di professionisti assicura un sostegno solido e qualificato, puntando sull’uso del linguaggio filmico per intrecciare storie che parlano di memoria e cambiamento. La residenza diventa così una palestra culturale dove si stimolano idee e visioni capaci di unire radici profonde e apertura verso il futuro.
Cultura e cinema: chiavi per la rinascita delle aree interne
Val di Fiastra si inserisce in un dibattito più ampio sulle strategie per rilanciare le aree interne italiane, da tempo alla ricerca di nuove energie economiche e sociali. In questo contesto, la cultura emerge come una risorsa fondamentale, non un semplice decoro, ma un vero motore di idee e innovazione.
Olobionte si muove proprio su questo terreno, diventando una piattaforma di ascolto e racconto. Il cinema diventa strumento di dialogo e apertura, capace di far emergere un immaginario legato alle specificità locali ma con uno sguardo rivolto oltre i confini. Così una piccola realtà marchigiana si trasforma in un laboratorio di rinascita culturale, dimostrando che anche le aree interne possono diventare fucine di creatività e innovazione nel 2024.





