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Venezia, Palazzo Zaguri ospita Atelier Quindici: nuova piattaforma curatoriale internazionale d’arte contemporanea

Nel cuore di Venezia, a un passo da Campo San Maurizio, Palazzo Zaguri ha riaperto le sue porte dopo due anni di restauro. Questo edificio del XVIII secolo, con le sue mura cariche di storia, ospita ora Atelier Quindici. Non una semplice galleria, ma un crocevia di culture e creatività, capace di mettere in dialogo artisti provenienti da tre continenti. Uno spazio di 200 metri quadrati dove l’arte contemporanea trova un nuovo respiro, vibrante e moderno.

Palazzo Zaguri: il ritorno di un gioiello settecentesco

Conosciuto anche come Palazzo Pasqualini, Palazzo Zaguri si affaccia direttamente su Campo San Maurizio, una delle piazze più suggestive di Venezia. Tra il 2015 e il 2017, l’edificio è stato sottoposto a un restauro accurato, pensato per salvaguardarne l’anima storica senza snaturarne l’aspetto. L’idea era quella di riportare alla luce i dettagli originali, mantenendo viva l’atmosfera di quei secoli.

Il risultato è uno spazio interno valorizzato, pronto ad accogliere mostre ed eventi culturali di rilievo. I 200 metri quadrati sono stati studiati per offrire un ambiente flessibile e funzionale, perfetto per ospitare un progetto come Atelier Quindici. Oggi Palazzo Zaguri non è solo un pezzo di storia, ma un vero e proprio motore della cultura contemporanea.

Atelier Quindici: un ponte tra continenti e linguaggi

Atelier Quindici ha preso forma proprio qui, portando una ventata di novità nel panorama artistico veneziano. Ideato e curato dall’artista Andrea Benetti, questo spazio si distingue per la sua natura internazionale e multidisciplinare. Qui si incontrano quindici artisti da tutto il mondo, con l’obiettivo di creare un dialogo vivo e continuo sulle loro diverse ricerche artistiche.

Il progetto è sostenuto dall’associazione Italian Art Promotion, che ne assicura indipendenza e continuità. Atelier Quindici si sviluppa su due fronti: uno digitale, che serve a diffondere e conservare virtualmente le opere e i processi creativi, e uno fisico, rappresentato dallo spazio espositivo a Palazzo Zaguri. Questa doppia anima permette di superare i confini geografici e offre visibilità sia agli artisti emergenti sia a quelli affermati.

L’obiettivo è costruire una rete solida e riconosciuta, capace di accogliere talenti diversi e favorire scambi culturali profondi. Un modo per raccontare l’arte contemporanea in tempo reale, attraverso esposizioni e incontri che coinvolgono un pubblico variegato e internazionale.

Un mosaico di talenti da tutto il mondo

Il cuore di Atelier Quindici è una selezione di quindici artisti, tutti con storie e background molto diversi. Dall’Italia di Andrea Benetti alla Francia di Sophie Dumont, dall’Asia con Xiaoyang Galas fino al Giappone con Masahiro Hiroike e Mitsumasa Kadota.

Non mancano presenze importanti dal Medio Oriente, come Khaled Hourani dalla Palestina e Malka Tsentsiper da Israele. Dall’America arrivano Ian Mont , Darío Parejas e Maristela Ribeiro . La scena europea è rappresentata da Angelika Kienberger , Peter Knauer , Peter Östlund e Ana Petrović . Completa il gruppo Sassoon Kosian, con radici in Armenia e Stati Uniti.

Questa composizione internazionale favorisce lo scambio di idee e contaminazioni culturali che si riflettono nei diversi linguaggi e nelle tecniche adottate. Ogni artista porta una prospettiva unica, e il confronto continuo stimola collaborazioni e nuove creazioni.

Venezia: trampolino di lancio per un progetto globale

Lo spazio di Palazzo Zaguri a Venezia è solo l’inizio. L’idea di Benetti e del team è quella di far crescere Atelier Quindici, creando una rete di sedi in diverse città del mondo. Venezia, con la sua storia e il suo fascino, è la base perfetta per un progetto che unisce antico e contemporaneo.

L’obiettivo è costruire un sistema diffuso di mostre, workshop e momenti di confronto che coinvolgano artisti e pubblico su scala globale. Così si valorizza non solo la scena locale, ma si inserisce Venezia in un contesto più ampio, rispondendo alle esigenze di un’arte che viaggia senza confini.

Palazzo Zaguri diventa così la prima pietra di un percorso innovativo nel panorama culturale internazionale.

Redazione

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