Nel 1997, Judith Wade, imprenditrice con una passione profonda per la natura, ha lanciato un progetto rivoluzionario: una rete dedicata esclusivamente ai giardini italiani. Da allora, quel seme è cresciuto, trasformando il modo in cui si guarda a questi spazi verdi, spesso nascosti ma carichi di storia e bellezza. Oggi, sotto la guida di Bianca Passera, entrata in scena nel 2025, i Grandi Giardini Italiani uniscono luoghi famosi e tesori nascosti, tutti aperti al pubblico e con un occhio vigile alla sostenibilità. Un vero e proprio viaggio tra arte, natura e turismo che sta riscrivendo il racconto del verde nel nostro Paese.
Grandi Giardini Italiani: motore di un turismo che guarda al verde
Quando Judith Wade ha dato vita a Grandi Giardini Italiani, l’idea era semplice ma ambiziosa: creare una rete privata per promuovere il patrimonio verde del Paese, valorizzando giardini che raccontano la storia e l’arte del territorio. Fin dall’inizio, il progetto ha puntato sul turismo orto-culturale, capace di unire la visita a spazi naturali con la scoperta culturale legata al passato e al design dei luoghi.
Oggi il network conta oltre 150 giardini selezionati con rigore, che garantiscono ai visitatori non solo bellezza e relax, ma un’esperienza immersiva dove piante e architettura si fondono. Ogni giardino deve essere curato con standard elevati, aperto al pubblico e dotato di servizi adatti, senza perdere la sua anima storica e naturale.
Dal 2025 la guida è di Bianca Passera, imprenditrice con un solido background nel settore alberghiero grazie al Gruppo LarioHotels, che ha rilevato la società. Sotto la sua gestione, la rete ha rafforzato la comunicazione e introdotto strumenti digitali come la biglietteria online, per facilitare prenotazioni soprattutto da parte dei turisti stranieri.
L’obiettivo è sostenere un turismo verde in crescita, puntando sulla qualità dell’esperienza più che sul numero di visitatori. Per questo, oltre ai servizi base, si organizzano eventi, visite guidate a tema e attività educative che arricchiscono l’offerta culturale. La parola d’ordine è sostenibilità: conservare i giardini senza rinunciare a farli vivere, in linea con un pubblico sempre più attento all’ambiente.
Itinerari tra arte e natura: i giardini simbolo della rete
I giardini di Grandi Giardini Italiani si trovano in tutta Italia, ognuno con una storia da raccontare tra architettura e botanica. Tra i più celebri, la Limonaia del Castèl a Limone sul Garda, un complesso storico dedicato alla coltivazione degli agrumi con vista sul lago, simbolo di una tradizione agricola radicata. A Treia, nelle Marche, Villa La Quiete è una residenza di campagna con alberi secolari e un parco curato secondo i canoni classici.
In Sicilia, il Parco Trevelyan di Taormina, noto anche come Villa Comunale, è un giardino ottocentesco che incanta con piante esotiche e panorami mozzafiato. A Venezia, l’Orto del Redentore sull’isola della Giudecca, restaurato di recente dalla Venice Gardens Foundation, ospita coltivazioni tradizionali come piante officinali, ulivi e carciofi, in un contesto unico affacciato sulla Laguna.
In Valpolicella, il giardino settecentesco di Pojega ha riaperto dopo un lungo restauro ed è pronto ad accogliere visitatori dalla primavera 2026. In Liguria, Villa Marigola e Villa Rezzola offrono giardini con vista sul mare, mentre nel Lazio spiccano il Sacro Bosco di Bomarzo e il Giardino di Ninfa, veri luoghi di fascino artistico e naturale.
L’Umbria ospita La Scarzuola, una città ideale progettata da Tomaso Buzzi, mentre in Costiera Amalfitana Villa Cimbrone a Ravello regala panorami spettacolari. Questi sono solo alcuni esempi di un patrimonio vasto e variegato che la rete valorizza, offrendo esperienze autentiche dove arte e natura si incontrano.
Orti botanici in Lombardia: biodiversità e cultura a cielo aperto
Il valore del verde va oltre i giardini storici e si estende agli orti botanici, veri musei all’aperto che giocano un ruolo chiave nella conservazione della biodiversità e nell’educazione. In Lombardia, una rete di sei orti botanici lavora per proteggere specie vegetali preziose, mettendo in luce il valore scientifico e culturale delle piante.
Gli orti offrono attività didattiche, percorsi tematici e progetti in collaborazione con università e istituzioni culturali. A Bergamo, l’orto di Astino custodisce oltre 300 specie di piante da frutto, raccontando il legame tra uomo, natura e alimentazione. A Milano, l’Orto Botanico di Brera propone un percorso dedicato alle piante velenose, svelando un lato meno noto ma affascinante del mondo vegetale.
A Pavia, invece, si possono ammirare azalee, peonie e ortensie, protagoniste di passeggiate tra fiori e colori. Le aperture e le iniziative sono sempre aggiornate sui siti ufficiali, per coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
Non solo Lombardia: a Palermo l’orto botanico celebra l’equinozio di primavera con laboratori di profumeria botanica e seminari, mentre a Napoli il Real Orto Botanico ospita spettacoli teatrali per famiglie. Questi eventi confermano che gli orti sono luoghi vivi, dove cultura, studio e socialità si intrecciano, con al centro il rispetto e la conoscenza del patrimonio verde.
Fondi pubblici e censimento: un piano per salvare i giardini storici
Negli ultimi anni, il valore dei giardini italiani ha trovato spazio nelle politiche pubbliche. Tra il 2023 e il 2025, il Ministero della Cultura ha destinato circa 300 milioni di euro, tramite il PNRR, per restaurare e valorizzare 130 siti di rilevanza culturale.
I fondi hanno toccato grandi complessi come la Reggia di Caserta e Villa Lante a Bagnaia, ma anche realtà più piccole, pubbliche e private, spesso trascurate o in stato di degrado. Luoghi come il Parco Villa Vitali a Fermo e Villa Arconati a Bollate hanno così ricevuto nuova vita, pronti ad accogliere visitatori e cittadini.
Parallelamente, 3 milioni di euro sono stati investiti nel censimento nazionale dei giardini e parchi italiani, un passo fondamentale per avere finalmente un inventario completo di questo patrimonio spesso frammentato. Grazie a questi dati, sarà più facile pianificare interventi di tutela e promozione su tutto il territorio.
Questi investimenti pubblici confermano l’importanza di riconoscere i giardini storici come parte integrante del patrimonio culturale del Paese. Spazi non solo da ammirare, ma da vivere, per offrire benessere, conoscenza e un turismo di qualità a vantaggio delle comunità locali e dell’Italia tutta.





