Ogni giorno, senza pensarci troppo, tocchiamo il design con mano. È nei mobili della cucina, nelle panchine del parco, persino nelle linee dei treni che ci portano in città. Il design non è solo estetica: plasma abitudini, soddisfa bisogni e anticipa desideri. In Italia, questa capacità creativa ha radici profonde, che continuano a influenzare il modo in cui viviamo gli spazi e gli oggetti. È proprio questa storia, fatta di innovazione e concretezza, che “Modernissimo – Conversazioni di Design” porta in primo piano, partendo dal 24 marzo su Sky Arte, con un approccio diretto, senza fronzoli e tecnicismi.
La serie nasce dalla collaborazione con Triennale Milano, che ha offerto un supporto prezioso dal punto di vista scientifico e organizzativo. Modernissimo non racconta il design come un’idea lontana o un argomento da libro di testo, ma come qualcosa di vivo, presente nella nostra realtà di ogni giorno. Ogni martedì va in onda una puntata breve ma densa, una sorta di “pillola” che esplora diversi aspetti del design contemporaneo e il suo ruolo nella storia e nella cultura. Paolo Stella, il conduttore, guida le conversazioni con ospiti di spicco: architetti, esperti e intellettuali che offrono punti di vista diversi e interessanti.
Il programma mette in luce come il design traduca idee complesse in progetti concreti che cambiano abitudini, percezioni e modi di vivere. Non si parla solo di forme, ma anche delle storie e dei processi creativi dietro a pezzi simbolo. L’obiettivo è avvicinare più persone possibile alla cultura del design, superando il linguaggio riservato agli addetti ai lavori.
La puntata d’esordio, “Iconicità e Rivoluzione”, ospita Marco Sammicheli, direttore del Museo del Design Italiano alla Triennale di Milano. La domanda al centro della discussione è attuale: cosa rende un oggetto un’icona, capace di durare nel tempo e di entrare nella memoria collettiva? Sammicheli mette a confronto due capolavori del design italiano.
Da un lato c’è la Poltrona Tre Pezzi, firmata da Franco Albini e Franca Helg nel 1959. Un esempio di design essenziale, che elimina il superfluo senza perdere funzionalità ed eleganza. Qui si vede la forza di un progetto che fa molto con poco, puntando sulla forma pura.
Dall’altro c’è la Libreria Carlton di Ettore Sottsass, del 1981, che entra nel mondo del design con i suoi colori vivaci e uno stile provocatorio, quasi ribelle rispetto alle regole tradizionali. Questa libreria ha rappresentato un modo nuovo di pensare gli spazi di casa e di cultura, aprendo la strada al design post-moderno.
Due oggetti molto diversi per stile ed epoca, ma entrambi capaci di rompere con il passato e di aprire nuovi orizzonti. Sono esempi che hanno influenzato generazioni di progettisti e utenti, mantenendo vivo il dialogo tra funzionalità, estetica e cultura.
Il sostegno di Triennale Milano dà al programma una solida base teorica, mentre la collaborazione con Artribune garantisce attenzione costante al rapporto tra arte, design e società. Tutti i contenuti e le novità sulla serie sono disponibili sulle piattaforme di Sky Arte, che si conferma un punto di riferimento per la cultura visuale contemporanea. Modernissimo si inserisce in questo percorso, offrendo un prodotto che unisce rigore, chiarezza e accessibilità.
La serie fa parte di un più ampio movimento che rimette il design al centro della scena italiana, coinvolgendo non solo addetti ai lavori ma anche il pubblico più ampio. Sky Arte punta a una narrazione viva, capace di coinvolgere e far riflettere sul valore sociale e culturale degli oggetti che ci circondano ogni giorno.
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