Un tempo fabbrica di sigarette, oggi la Manifattura Tabacchi di Firenze si reinventa. Al piano terra, uno spazio eventi di oltre 3000 metri quadrati si apre come un gigante silenzioso, pronto ad accogliere manifestazioni di ogni tipo. Le mura raccontano storie di lavoro, con tracce ancora visibili di un passato industriale che non si è voluto cancellare. L’atmosfera è quella di una “cattedrale laica”: un luogo dove la memoria si fonde con l’innovazione, mentre intorno si sviluppa un progetto di rigenerazione urbana che sta trasformando tutto il quartiere. Un nuovo respiro per una zona che guarda al futuro senza dimenticare le sue radici.
Una cattedrale laica: l’idea dietro Motel alla Manifattura Tabacchi
Dietro la nuova vita dell’edificio B3 c’è lo studio q-bic, guidato dai fratelli Luca e Marco Baldini. Un lavoro che ha preso spunto dalla storia viva dell’ex fabbrica di tabacchi, con le sue testimonianze materiali e la sua identità forte. Il progetto ha voluto abbattere vecchie divisioni e pareti, restituendo agli spazi la loro forma originaria, simile a navate di una cattedrale dedicata al lavoro umano. L’obiettivo è chiaro: liberare gli ambienti da ogni barriera superflua, lasciando emergere la volumetria originale.
Il gioco di luci al neon sottolinea la divisione in navate, creando un’atmosfera suggestiva e allo stesso tempo funzionale. Non è solo una questione estetica, ma un modo per rendere lo spazio versatile e adattabile a diverse esigenze. Anche gli arredi interni, come pareti mobili e pannelli espositivi, sono realizzati recuperando materiali storici della Manifattura, mantenendo così un legame tangibile con il passato industriale. Il cuore del piano terra resta volutamente aperto, per accogliere qualsiasi tipo di evento o mostra senza limiti.
Motel: uno spazio eventi versatile e ricco di potenzialità
Da pochi giorni Motel, il nome scelto per questo spazio, mette a disposizione oltre 1500 metri quadrati al coperto al piano terra. A questi si aggiungono 500 metri quadrati di giardino e terrazze, un’area verde che completa l’offerta. Poi c’è il Caveau, uno spazio di 900 metri quadrati che conserva materiali e archivi storici dell’ex Manifattura, trasformando l’intero complesso in un contenitore multifunzionale. Qui si possono organizzare eventi pubblici, iniziative private, sempre con il rispetto dovuto a un luogo carico di storia.
Lo spazio è pronto a ospitare di tutto: dalle sfilate di moda ai servizi fotografici, dalle convention aziendali alle produzioni per cinema e tv. È pensato per aziende, istituzioni ma anche gruppi di cittadini che vogliono sfruttare questo luogo unico per occasioni speciali. La gestione è temporanea, in attesa che l’edificio diventi un hotel, ma con aperture frequenti a eventi culturali e manifestazioni promosse dalla stessa Manifattura Tabacchi.
L’arte che accoglie: la scultura di Patrick Tuttofuoco e le prossime installazioni
Appena entrati nell’edificio B3, si viene accolti dalla scultura “Hercules” di Patrick Tuttofuoco. Un trittico visivo che unisce due occhi, uno maschile e uno femminile, con un terzo occhio centrale rappresentato da un’orchidea sensuale. Secondo l’artista, è un invito a guardare il mondo da una prospettiva diversa, oltre la dimensione materiale della vita quotidiana. L’opera è stata acquistata dalla Manifattura Tabacchi e attende una collocazione definitiva.
Da giugno, Motel ospiterà “Paper/Northern Lights”, un’installazione storica di Gianni Pettena risalente ai primi anni Settanta. Curata da Davide Giannella, nasce da una collaborazione tra l’artista e Specific, un collettivo che ha tra i fondatori anche Tuttofuoco. Questa scelta conferma l’attenzione del complesso verso le arti visive contemporanee e sottolinea la vocazione culturale dello spazio, che non è solo un contenitore di eventi, ma un vero laboratorio di sperimentazione artistica.
Fotografia asiatica in mostra: Zhang Chaoyin all’edificio B12
Oltre a Motel, un altro edificio della Manifattura Tabacchi, il B12, ospita una mostra fotografica importante. Dal 26 marzo al 15 maggio 2026 sarà possibile vedere “Luci d’alta quota: Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola”, personale del fotografo Zhang Chaoyin. Tra le figure più significative della fotografia paesaggistica e documentaria asiatica, Zhang presenta sessanta immagini scattate su pellicola nei suoi viaggi tra le montagne dell’Himalaya.
La mostra, curata da Guoyin Jiang e coordinata dal fotografo fiorentino Massimo Listri, offre uno sguardo intenso sulle tradizioni e i paesaggi asiatici. Promossa con Aria Art Gallery, è un segno dell’impegno della Manifattura Tabacchi nel favorire scambi culturali internazionali e nel valorizzare la fotografia come forma d’arte documentaria. Firenze si prepara così ad accogliere un doppio appuntamento, tra architettura e immagini di grande impatto.





