Maiorca sorprende ancora, nascosta dietro muri di pietra grezza e stretti cunicoli. Là, Ca’n Terra di Ensamble Studio emerge come qualcosa di più di una semplice abitazione: un frammento vivo della terra, dove architettura e natura si intrecciano senza soluzione di continuità. Ed è proprio da questa intensa relazione con la materia che prende forma un progetto inedito, un invito a spingersi oltre i limiti convenzionali del design. Satoshi Kondo, mente creativa dietro il Miyake Design Studio, ha lanciato la sfida agli architetti spagnoli Antón García-Abril e Débora Mesa: trasformare scarti industriali in eleganti opere d’arte. Da qui nasce Paper Log, la carta plissettata che prenderà vita al Fuorisalone 2026.
Ca’n Terra è il segno di un rapporto stretto tra architettura e paesaggio, un equilibrio fragile tra intervento umano e rispetto per il territorio. Costruita all’interno di una vecchia cava di arenaria abbandonata, la casa si inserisce con naturalezza in un ambiente già segnato dal lavoro dell’uomo e dalla natura. Ensamble Studio, con base a Madrid, ha scelto di lasciare intatta la materia prima del sito, lasciando che la pietra grezza e massiccia dominasse gli spazi abitativi. Il risultato è un progetto sostenibile e poetico, dove il tempo sembra fermarsi nel silenzio della cava riconvertita.
Questa architettura nasce da un rigore profondo, fatto di esplorazioni nel cuore stesso della terra. Ca’n Terra incarna la filosofia di Ensamble Studio: recuperare e reinterpretare ambienti naturali, riconoscendo e valorizzando le tracce originarie. La cava di arenaria diventa così un tesoro nascosto, rivelato da una progettazione capace di dialogare con le forme naturali. Il rigore del materiale si sposa con un’eleganza sobria, dove ogni superficie, ogni taglio della pietra, racconta qualcosa di preciso.
Nel dialogo tra materiali antichi e contemporanei spunta il Paper Log, un materiale speciale nato da un processo legato all’alta moda giapponese. Issey Miyake lavora con tessuti termosensibili plissettati, dove la carta gioca un ruolo chiave nella creazione delle pieghe. Dai residui di questi fogli di carta, chiamati “tronchi di carta”, nascono oggetti unici: ogni rotolo si tinge delle sfumature dei pigmenti degli abiti, diventando un vero scarto artistico.
Ogni giorno negli stabilimenti di Issey Miyake vengono prodotti circa 25 Paper Log, pezzi unici per forma e colore. Questi rotoli escono dalle macchine con texture sorprendenti, fragili ma ricchi di possibilità. Satoshi Kondo ha visto in questo materiale residuo una nuova frontiera su cui lavorare. La sfida? Dare a questi scarti un’identità autonoma, trasformandoli in elementi d’arredo e design.
Il team guidato da Kondo ha esplorato a fondo il potenziale del Paper Log. Le superfici, inizialmente delicate, sono state rinforzate con tecniche diverse, passando dalla lavorazione manuale a tagli di precisione come il getto d’acqua. Sono state testate cere, resine, lattice e vetroresina per rendere più resistente un materiale così particolare. L’obiettivo era mantenere intatto il carattere unico del Paper Log, con tutte le sue pieghe ben visibili.
Gli esperimenti hanno portato a una serie di prototipi di mobili e oggetti, che danno vita a un nuovo linguaggio artistico e funzionale. Questi pezzi saranno al centro della mostra “The Paper Log: Shell and Core”, in programma al Fuorisalone 2026, nella sede di Via Bagutta a Milano. Il “core”, il nucleo, è rappresentato da questi prototipi solidi e materici, frutto di una ricerca che unisce industria e artigianato.
In parallelo, Ensamble Studio ha lavorato su una ricerca più concettuale legata alla “shell”: la pelle, l’involucro ottenuto stendendo la carta plissettata. Qui la materia diventa scultura e dialoga con oggetti di uso quotidiano come lampade e sedie, assumendo forme plastiche che richiamano la tradizione rinascimentale e barocca. L’eco dei panneggi dei capolavori di Michelangelo e Bernini si trasforma in un’idea di design che fonde storia e innovazione.
Débora Mesa e Antón García-Abril raccontano che la ricerca sul Paper Log si basa soprattutto sul concetto di “memoria dei materiali”. La plissettatura originale, quella imposta da Issey Miyake ai tessuti, diventa una traccia da preservare durante la trasformazione in arredi. La sfida è stata trovare il giusto equilibrio tra praticità e identità, capire quante pieghe mantenere senza perdere la riconoscibilità della carta.
Il fissaggio delle forme ha richiesto tecniche diverse e sperimentazioni precise, con l’uso di cere e resine per “congelare” le pieghe in un momento preciso. Gli architetti hanno affrontato un percorso inusuale, più simile a una performance che a un progetto architettonico tradizionale. Hanno lavorato a mano, manipolando la carta con delicatezza, aprendo la strada a una dimensione più tattile ed emotiva, lontana dai rigori dei masterplan.
Questo approccio mostra come i confini tra arte, design e architettura si stiano assottigliando. Il progetto parla di sostenibilità e riciclo, ma anche di poesia e memoria. Fissare il gesto, la piega, la materia significa raccontare una storia fatta di cura e sperimentazione. La carta da scarto diventa protagonista, trasformandosi in racconto visivo e funzionale di un rapporto intenso con il lavoro manuale e la creatività.
Dal 21 aprile al 5 maggio 2026, lo showroom di Via Bagutta 12 a Milano ospiterà “The Paper Log: Shell and Core”. Una mostra che mette insieme il design innovativo di Issey Miyake, attraverso Satoshi Kondo, e la sensibilità architettonica di Ensamble Studio. Saranno esposti prototipi di arredi nati dai Paper Log e dalle forme distese della carta plissettata, un incontro tra tecniche industriali e artigianali.
L’evento si inserisce nel Fuorisalone, uno degli appuntamenti più attesi in città per chi ama il design e la cultura contemporanea. Qui la carta, materiale fragile e umile, diventa spunto di riflessione estetica e funzionale. La mostra racconta un percorso creativo intenso, che parte da materiali di scarto per arrivare a un’eleganza scultorea, toccando tecnologia e memoria artigiana.
Questo connubio tra innovazione e tradizione continua a interrogare i confini dell’arte del fare e offre una nuova visione sul rapporto con i materiali e gli scarti industriali. La carta plissettata si fa simbolo di una sostenibilità nuova e di una creatività pronta a lasciare il segno nei mesi a venire.
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