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Kunsthaus Paradiso a Venezia: nuova casa dell’arte italiana oltre la Biennale con 50 artisti in mostra

A Venezia, a pochi passi dai canali di Cannaregio, un palazzo storico si prepara a cambiare volto. Palazzo Molin Querini ospiterà nel 2026 Kunsthaus Paradiso, un nuovo polo dedicato agli artisti contemporanei della Laguna. La città, già famosa per la Biennale, vuole così mettere sotto i riflettori quella scena artistica locale che troppo spesso resta nell’ombra, nascosta dietro le grandi manifestazioni internazionali. Un progetto ambizioso, che punta a dare voce e spazio a chi racconta Venezia con occhi nuovi.

Da Milano a Venezia: il viaggio di Kunsthaus Paradiso

Kunsthaus Paradiso nasce da un’esperienza che ha già fatto parlare di sé: il Crepaccio, ideato da Caroline Corbetta, che tra il 2012 e il 2016 ha animato una vetrina sulla strada a Milano, nel quartiere di Porta Venezia. Quel piccolo spazio era diventato un punto di riferimento per l’arte emergente, un luogo dove artisti e pubblico si incontravano in un contesto urbano e multiculturale.

Quando quella vetrina ha chiuso, il progetto non si è spento. Si è evoluto, spostandosi online con il Crepaccio Instagram Show, mantenendo viva la missione di dare visibilità agli artisti emergenti. Nel 2013 è arrivato anche il primo approdo veneziano, con il Padiglione Crepaccio durante la Biennale Arte, in collaborazione con Yoox e sotto la curatela di Massimiliano Gioni.

Quell’esperienza, apprezzata da pubblico e critica – Artforum lo definì un appuntamento da non perdere – ha lasciato un’eredità fatta di incontri, comunità di giovani artisti e un modo nuovo di intendere l’esposizione, lontano dalle regole tradizionali. Da qui è nata la Kunsthaus Paradiso, che mette al centro il concetto di “casa” e di “abitare” come forma di dialogo con la città e chi la vive.

Venezia tra grandi nomi e realtà indipendenti: il mosaico culturale della Laguna

Oggi la scena artistica veneziana è un mosaico complesso, dove convivono grandi fondazioni internazionali – come quelle di Pinault, Prada, Berggruen, Sandretto Re Rebaudengo e Fiorucci – e un vivace mondo di spazi indipendenti, collettivi e artisti che spesso faticano a trovare respiro in città.

Spesso queste realtà corrono su binari paralleli, senza incrociarsi davvero, un po’ come le strade di Los Angeles. Eppure, la comunità artistica locale mantiene un forte legame e senso di condivisione, che si traduce in progetti indipendenti, workshop, incontri e contaminazioni tra arti visive, musica, letteratura e architettura.

La sfida di Kunsthaus Paradiso è rompere questa marginalità, amplificando il dialogo dentro Venezia. La città, con il calo dei residenti e la pressione del turismo, ha bisogno di essere abitata anche da chi fa cultura ogni giorno, creando così un equilibrio tra storia e contemporaneità.

Palazzo Molin Querini: la nuova casa dell’arte contemporanea

La scelta di Palazzo Molin Querini, nel sestiere di Cannaregio di fronte a San Stae, non è casuale. Questo palazzo storico, abitato ma poco usato per eventi pubblici, offre un’atmosfera autentica e carica di storia, ideale per ospitare artisti e visitatori in un ambiente caldo e familiare. Nei due grandi saloni, quasi vuoti, saranno esposti circa cinquanta artisti e collettivi, scelti per raccontare la varietà della scena locale.

“Abitare Venezia” diventa così un modo per riaffermare un senso di appartenenza e responsabilità verso la città. Non si tratta solo di una mostra, ma di una vera e propria “casa nella casa”, dove le opere convivono con la vita quotidiana. La curatrice stessa vivrà nello spazio per tutta la durata dell’esposizione, favorendo incontri informali, performance e workshop che trasformeranno la mostra in un organismo vivo, sempre in movimento.

La presenza di scuole di curatela, reading poetici e collettivi multidisciplinari arricchisce il progetto, che si propone come un laboratorio aperto di sperimentazione e collaborazione, anche con le grandi istituzioni, sperando che trovino qui un contatto più autentico con la città.

La Biennale 2026 e gli artisti protagonisti di Kunsthaus Paradiso

La selezione degli artisti punta a riflettere la ricchezza di una comunità eterogenea, che include non solo italiani, ma anche autori stranieri che vivono e lavorano a Venezia. Tra i nomi ci sono Thomas Braida, Fabio De Meo, Caterina Rossato, Nina Ceranic, Melania Fusco, Marta Spagnoli, Barbara De Vivi, insieme al collettivo multidisciplinare Scafandra e Spazio Punch.

Il programma è vario: dalle opere visive alle performance, dalle sculture alle installazioni, fino alle letture dal vivo. L’esperienza del visitatore si arricchirà grazie a momenti di confronto e convivialità, come i “get togethers” che si terranno nelle settimane dopo l’apertura, favorendo il dialogo tra artisti e pubblico.

Un elemento chiave è la presenza costante della curatrice nello spazio, che sottolinea il concetto di “cura” e relazione diretta con le opere e i visitatori. Il cartello che alterna “The curator is present” e “The curator is not present” diventa un segnale concreto di questa idea di casa vissuta, aprendo la mostra a una dimensione più intima e partecipata.

Kunsthaus Paradiso si presenta così come un modo nuovo di vivere la cultura veneziana, mettendo in primo piano chi crea e vive d’arte lontano dai riflettori ufficiali, restituendo voce a una parte fondamentale della città lagunare.

Redazione

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