Parma 360 Festival celebra 10 anni con “Lux”: le mostre imperdibili sulla luce contemporanea a Parma

«La luce disegna storie, crea emozioni, dà forma all’invisibile». È con questa forza che Parma si prepara a vivere la decima edizione del Parma 360 Festival, intitolata “Lux. Visioni sulla Luce”. Cinque mostre, sparse in luoghi simbolo della città, trasformano strade e piazze in un palcoscenico luminoso. Qui, la luce non è solo un elemento artistico: diventa un ponte tra architettura, natura e cultura. Dal cuore antico fino agli angoli più suggestivi, il festival propone un viaggio che rigenera lo spazio urbano, dimostrando che l’arte può riscrivere l’identità di una città, facendola brillare come mai prima.

Antonio Barrese a Galleria San Ludovico: la luce che prende forma

Dentro la Galleria San Ludovico, un luogo carico di storia, l’installazione di Antonio Barrese si presenta come un viaggio nella luce stessa. Nato a Milano nel 1945, Barrese ha sempre unito sperimentazione artistica e design, trasformando la luce in materia concreta. Le sue opere non sono semplici giochi di luce, ma elementi dinamici che si espandono nello spazio, cambiandone la percezione con riflessi e interferenze. “Morphology Light. Viaggio nella forma della luce” si inserisce perfettamente nel dialogo con la Galleria, facendo sì che l’edificio diventi parte integrante dell’opera. Qui il visitatore si confronta con una luce che assume volume, modella superfici e dà forma all’invisibile, diventando protagonista e scultore dello spazio. Un’esperienza che unisce scienza e poesia in modo unico e coinvolgente.

Michael Kenna racconta il fiume Po in bianco e nero al Palazzo Pigorini

Al Palazzo Pigorini, le fotografie di Michael Kenna raccontano il fiume Po, fonte di ispirazione lungo tutto il suo corso, da Torino all’Adriatico. La mostra “Il fiume Po. Scritture di luce” espone settanta scatti realizzati tra il 2007 e il 2019, raccolti anche nel volume pubblicato da Corsiero Editore. Le immagini in bianco e nero sono cariche di poesia: nebbia, contrasti di luce e ombra, composizioni che disegnano paesaggi sospesi, quasi onirici. Kenna racconta un Po vivo, fatto di luoghi riscoperti e abbandonati, con uno sguardo lento e attento che mette in dialogo natura, memoria e cultura. Le fotografie esposte al piano nobile restituiscono l’energia e il fascino di questo fiume, immerso in un territorio ricco di storia.

Quadrifluox a Palazzo Pigorini: l’inchiostro che si accende sotto la luce di Wood

Sempre al Palazzo Pigorini, al piano superiore, “Quadrifluox” porta l’attenzione su un lato più tecnico ma altrettanto suggestivo della luce: l’inchiostro fluorescente che si illumina da sé. Curata da Piergiuseppe Molinar, la mostra riunisce opere stampate con inchiostri fluorescenti usati nella stampa offset quadricromia. Sotto la luce di Wood, i colori si trasformano, diventano intensi e vibranti, quasi vivi, superando il ruolo classico dell’inchiostro. Sono esposti lavori di illustratori e grafici come Elisa Talentino, Matteo Berton e Bikini, che hanno sperimentato questa tecnica per creare opere dai colori ricchi e sorprendenti. Un’occasione per scoprire come la stampa possa diventare terreno di innovazione artistica.

Illustrazione francese a Palazzo Pigorini: luce e narrazione

Ancora al piano superiore di Palazzo Pigorini, “Una nuova luce” presenta l’illustrazione francese contemporanea, un campo artistico molto vivace oltreconfine. A cura della Galleria Caracol, la mostra mette a confronto tre giovani talenti: Jean Mallard, Clément Thoby e Florian Pigé. Tutti usano la luce come strumento narrativo, dando alle immagini una dimensione spesso tangibile e stratificata. Mallard crea paesaggi visionari ad acquerello, ricchi di dettagli minuti; Thoby, noto per collaborazioni con testate come The New Yorker e Le Monde, rilegge i Fauves in chiave moderna e cinematografica, modulando la luce per evocare spazi sospesi; Pigé lavora con i pastelli per creare atmosfere avvolgenti che dilatano tempo e spazio. La mostra include anche opere da “Draw the Light”, progetto che esplora come la luce possa diventare segno e racconto visivo. Un percorso che dimostra la versatilità dell’illustrazione come forma d’arte capace di raccontare la luce.

Al Torrione Visconteo “Del Sublime”: tra scienza, arte e spiritualità con Duo ES

Al Torrione Visconteo si vive un’esperienza multimediale coinvolgente con “Del Sublime”, progetto del Duo ES formato da Nicola Evangelisti e Silvia Serenari. Il titolo richiama il concetto di sublime, inteso come qualcosa di alto e elevato, ripreso dalla filosofia greca e rivisitato in chiave moderna. L’installazione combina immagini e suoni distribuiti sui quattro piani della torre. Proiezioni di rosoni di luce animano il seminterrato, accompagnando il pubblico in un percorso simbolico verso l’alto. Opere in black light art, realizzate con vernici fosforescenti, usano l’occhio umano come metafora di finestra architettonica, mentre spirali di cristallo e specchi incisi rappresentano la tensione tra ordine e caos. Al quarto piano, fotografie tridimensionali e sculture invitano a riflettere su scienza, spiritualità e percezione estetica. La colonna sonora degli artisti amplifica l’effetto metafisico, immergendo chi visita in un’atmosfera di contemplazione.

Casa del Suono: l’arte incontra l’intelligenza artificiale con “Synthetic Horizons”

Alla Casa del Suono si chiude il festival con “Synthetic Horizons”, curata da Chiara Canali. Qui sei artisti under 35 usano l’intelligenza artificiale non solo come tecnica, ma come filtro poetico e critico. Le opere spaziano tra macchine sonore, installazioni immersive, video e sculture digitali, affrontando temi come l’autorialità nell’era digitale, il rapporto tra corpo e memoria, la percezione del futuro. Il linguaggio delle macchine diventa materia estetica, creando ambienti sensoriali capaci di coinvolgere e far riflettere sul mondo tecnologico contemporaneo. “Synthetic Horizons” è così un punto di incontro tra arte, tecnologia e cultura, con uno sguardo alla nuova generazione di creativi.

Starhotels Du Parc accende la natura con “Fiori di Luce” di Caterina Orzi

Sulla via Piacenza, negli spazi raffinati dello Starhotels Du Parc, l’artista parmigiana Caterina Orzi presenta “Fiori di Luce”, un progetto fotografico che celebra il potere trasformativo della luce nel rappresentare la natura. Orzi, attiva da anni nella scena locale, si concentra sui fiori, esaltandone colori e forme con una cura minuziosa per i dettagli. Le sue fotografie mostrano frammenti di fiori quasi scultorei, illuminati in modo da valorizzare sia i toni intensi sia quelli più delicati. Qui la luce diventa creatrice di forma e sostanza, capace di mettere in risalto la fragilità e la complessità del mondo naturale. L’esposizione si inserisce nel percorso del festival offrendo uno sguardo intimo ma universale sul rapporto tra luce e vita.

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