A Stoccolma, tredici animali di bronzo si aggirano tra parchi e piazze storiche, catturando lo sguardo di chiunque passi. Sono le sculture monumentali di Davide Rivalta, leoni, bufali, rinoceronti: creature maestose che sembrano pronte a muoversi, a rompere la calma della città. Quelle figure imponenti non sono solo decorazioni, ma veri e propri protagonisti che trasformano il paesaggio urbano. Chi cammina per le strade si ritrova a incrociare la loro presenza, a percepire uno scambio intenso tra arte e ambiente, come se la città respirasse con loro.
Tutto ha preso il via dall’invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma. Davide Rivalta, artista bolognese nato nel 1974, si è trovato coinvolto in un progetto ambizioso e di lunga durata, pensato per diffondersi nel cuore della capitale svedese. L’idea nasce da una commissione legata alla Stockholm Art Week, con l’obiettivo di creare una mostra “a cielo aperto”, che legasse la città stessa alle opere. Fondamentale è stato il ruolo di Francesco Di Lella, direttore dell’Istituto, che ha presentato il lavoro di Rivalta alle autorità dei Parchi Reali e al Comune, ottenendo i permessi necessari per una presenza artistica stabile e articolata.
Il titolo della rassegna, Blowing Figures into Space, racchiude un progetto che non si limita a una mostra statica, ma si sviluppa a tappe nel tempo: le sculture verranno posizionate in momenti diversi e rimarranno in città almeno fino all’estate del 2027. Questa scelta permette non solo una gestione più semplice delle opere, ma anche ai cittadini di familiarizzare piano piano con queste presenze monumentali, creando un legame emotivo più profondo, lontano dalla semplice osservazione passiva. L’artista ha raccontato le difficoltà organizzative e burocratiche, ma la risposta delle istituzioni svedesi ha aperto la strada a questo intervento urbano di grande impatto.
Al centro di tutto ci sono gli animali, veri protagonisti della poetica di Rivalta. Le sculture in bronzo, ricche di dettagli, rappresentano creature potenti ma al tempo stesso pacifiche, che dialogano con il paesaggio circostante. Ogni statua è pensata per inserirsi con equilibrio nello scenario che la ospita, dal centro storico alle aree verdi. Un esempio emblematico è il leone a Mynttorget, vicino al Parlamento e al Palazzo Reale: l’animale scende dal consueto piedistallo per avvicinarsi alle persone, rompendo la distanza tradizionale tra arte, potere e vita quotidiana.
La scelta delle location tiene conto delle peculiarità dei parchi di Stoccolma, vere oasi di natura nel cuore urbano. L’attenzione al rapporto tra scultura e ambiente intende stimolare un modo nuovo di attraversare e leggere gli spazi verdi, modificando i percorsi abituali e spingendo a uno sguardo fresco. Le opere si distribuiscono non solo nel centro storico, ma anche in quartieri come Gamla Stan, Ladugårdsgärdet e Hagaparken, ciascuno con la sua identità paesaggistica e storica. Non si tratta di semplice decorazione, ma di una vera trasformazione dello spazio pubblico in un mosaico di incontri tra natura, architettura e arte.
Blowing Figures into Space non è un evento fugace, ma un progetto che si sviluppa nel tempo e che cambierà passo dopo passo la percezione della città. La prima scultura è stata inaugurata il 21 aprile scorso, vicino al Parlamento, in occasione della Stockholm Art Week, suscitando subito un forte impatto nell’opinione pubblica. Poi è stata la volta dei rinoceronti all’esterno dell’Istituto Italiano di Cultura, che hanno stabilito un legame diretto tra lo spazio architettonico e l’arte contemporanea.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 29 agosto, con nuove sculture che verranno collocate nei parchi pubblici della città. Questo sviluppo a tappe non solo facilita l’organizzazione, ma permette alle opere di integrarsi piano piano nel tessuto urbano e nella vita dei cittadini, mutando con le stagioni e diventando parte della quotidianità. Rivalta punta a un rapporto più emotivo che intellettuale con il pubblico, invitando a un incontro intenso e sensoriale con le forme delle sue creature.
I grandi rinoceronti in bronzo davanti all’Istituto Italiano di Cultura, edificio progettato da Gio Ponti negli anni Cinquanta, creano un dialogo insolito e affascinante. Il contrasto tra le sculture moderne e l’architettura storica valorizza entrambi: l’artista dà nuova vita allo spazio, mentre l’edificio conferisce un contesto unico e prestigioso alle figure. Rivalta ha definito questa esperienza un onore, sottolineando come le sue opere affianchino con rispetto e forza un capolavoro del design italiano.
Dietro a questa collaborazione c’è un lavoro intenso, grazie alla rete tessuta dall’Istituto Italiano di Cultura, dall’Ambasciata d’Italia in Svezia, dalla Fondazione C.M. Lerici e con il sostegno delle autorità locali e della Casa Reale Svedese. L’impegno delle nostre istituzioni culturali si traduce in un successo concreto per la promozione dell’arte italiana all’estero. Non si tratta solo di mostrare opere, ma di lasciare segni tangibili dell’Italia nel panorama internazionale, ampliando la visibilità e la comprensione dell’arte contemporanea italiana.
L’esperienza di Rivalta a Stoccolma mette in luce il ruolo fondamentale delle istituzioni italiane all’estero nel sostenere progetti di ampio respiro. L’Istituto Italiano di Cultura, più che un semplice spazio espositivo, diventa un catalizzatore che coinvolge artisti, amministrazioni e comunità locali. Il dialogo con realtà straniere amplia il pubblico degli artisti e apre nuove strade di crescita.
Un progetto come Blowing Figures into Space dimostra che promuovere la cultura italiana all’estero non è solo una questione da museo o istituto, ma una sfida che si gioca anche nello spazio pubblico di altre capitali. Questo approccio crea un coinvolgimento più diretto e duraturo, trasformando le sculture in strumenti di interazione sociale e culturale. Le collaborazioni tra artisti, istituzioni e autorità aprono così la strada a una promozione culturale concreta, efficace e innovativa.
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